La terza squadra
Cè un libro la cui pubblicazione è molta attesa da tutti coloro che desiderano far luce sui massacri di Sabra e Chatila, e molto temuta dal governo di Ariel Sharon, proprio perché apporta nuovi elementi sulla denuncia presentata a carico dellex ministro della difesa israeliano. Alain Menargues, corrispondente a Beirut dal 1982 al 1995 per Radio France, ha condotto una lunghissima inchiesta. Ha avuto accesso ad una grande quantità di documenti inediti, ha potuto interrogare numerosi protagonisti militari israeliani, libanesi e palestinesi. Lautore ha ritardato la pubblicazione del libro per non mettere in pericolo la vita di alcuni testimoni libanesi. Albin Michel dovrebbe pubblicarlo entro la fine di questanno.
Alain Menargues afferma che, poche ore dopo la decisione di Ariel Sharon di fare entrare il mattino del 15 settembre 1982 i soldati israeliani a Beirut Ovest, per fare pulizia dei nidi di terroristi, una unità di commando, anchessa israeliana,
è penetrata nei campi di Sabra e Chatila. Lunità, denominata Sayyeret Matkal, avrebbe disposto una lista di 120 nomi di dirigenti palestinesi e dei loro indirizzi.
I soldati israeliani si spostarono rapidamente, in silenzio, seguendo itinerari che sembravano conoscere a menadito per puntare su abitazioni precise. Senza esitazione, buttavano giù porte e, tramite un traduttore che parlava arabo con accento non libanese, riferivano un nome agli abitanti terrorizzati. Non appena la persona chiamata si faceva riconoscere, era invitata ad uscire ed era abbattuta a sangue freddo con una pallottola alla nuca. Questa unità israeliana, quella stessa che è incaricata delle esecuzioni nei territori palestinesi occupati, avrebbe abbattuto 63 palestinesi. Tutti, avvocati, medici, insegnanti, infermiere, allannuncio delloffensiva avevano comunicato ad amici, parenti e colleghi la loro decisione di rimanere sul posto, convinti che il loro status di non combattenti li ponesse al di sopra della mischia.
Una volta terminata questa missione, che mirava a smantellare le infrastrutture palestinesi, gli israeliani avrebbero lasciato il posto ad una seconda ondata di assassini, composta da libanesi dellEsercito del sud Libano, comandata dal maggiore Saad Haddad, capo degli ausiliari dellesercito israeliano. Lunità incaricata di portare avanti la pulizia dei campi, era diretta dal capitano Camille Khoury, al quale Rafael Eytan, capo di stato maggiore israeliano, avrebbe detto:Spaventateli, in modo che se ne vadano e non tornino mai più. Dopo il ritorno di questa seconda squadra, lo stato maggiore israeliano ha chiesto allo stato maggiorne delle forze libanesi di completare la pulizia dei campi di Sabra e Chatila. A quel punto interviene Elie Hobeika, il capo dei servizi segreti di Beshir Gemayel (il presidente libanese portato al potere dagli israeliani e assassinato il 14 settembre). Sarà questo terzo gurppo a commettere il maggior numero di atrocità
La partecipazione diretta dei soldati israeliani ai massacri rappresenta evidentemente la grande rivelazione di Alain Menargues. Pur senza fornire una prova inconfutabile, lautore ci presenta una vasta gamma di elementi in grado di rinsaldare la convinzione. Ritorna su uno degli elementi della commissione Kahan: per spiegare la presenza quanto mai insolita allinterno dei campi dei documenti e di una cartucciera che appartenevano al sergente israeliano Benny Haim, allorché stando alla versione ufficiale israeliana lesercito non era mai penetrato a Sabra e Chatila, la commissione israeliana aveva affermato, senza disporre di alcuna prova, che tali elementi erano stato portati in loco da estranei. Alain Menargues si rifà anche alle conclusioni di un medico legale che aveva esaminato i cadaveri, individuando tre calibri differenti di pallottole, che corrispondevano alle tre diverse squadre della morte.
Fonte Le Monde Diplomatique - settembre 2002