Se
il primo album degli (INTERNATIONAL) NOISE CONSPIRACY, "Survival
Sickness", era stato anticipato da un tour "clandestino"
nella Repubblica Popolare Cinese, il secondo arriva dopo un tour mondiale
al fianco di alcune delle band più intelligenti in circolazione
(At The Drive In, Rocket From The Crypt). E il quartetto svedese,
prodotto dalla Burning Heart,non smette di stupire! Rock'n'roll come
dio comanda, con le radici ben salde nei classici del genere e la
voglia di sperimentare nuovi scenari.
Ma ad un potente tessuto sonoro, che unisce MC5 e New Bomb Turks,
James Brown e Paul Weller, si accompagnano liriche di battaglia e
riferimenti culturali per nulla scontati: si va dall'Internazionale
Situazionista al "marxismo autonomo ed aperto", per usare
la definizione che danno loro stessi (e non è un caso che in
questo disco ci sia più di una eco dell'elaborazione politica
e letteraria che arriva dal "Laboratorio italiano").
Infatti questo è un disco da sentire ma anche da leggere: nel
retro del booklet allegato compare una riflessione su globalizzazione
e capitalismo scritta dagli stessi membri del combo scandinavo, mentre
in calce al testo di ogni canzone c'è una piccola bibliografia.
E così scopriamo che una canzone come "Bigger cages, Longes
Chances" ("Gabbie più grandi, catene più lunghe")
è ispirata dal "rifiuto come stategia" di Mario Tronti
e da "Sabotaggio in America" di Martin Sprouse, che "A
body Treatise" si rifà alla "Storia della sessualità"
di Foucault, che "New Empire Blues" rimanda all'Impero di
Negri e Hardt ed alle riflessioni sul capitale globale di Samir Amin,
che "Dead Language of Love" è in credito con Nanni
Balestrini ed i suoi "Invisibili".
Questo disco, insomma, ci ricorda che la critica più incisiva
all'Impero arriva dal superamento degli steccati tra cultura "alta"
e cultura "bassa", dall'interdisciplinarietà, dalla
commistione tra generi musicali e generazioni politiche.
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