Alla società civile della città di Padova
Padova 14/09/01

Un'altra città è possibile

La convivenza da difendere dalla violenza e dall'odio, in questi giorni tragici, è la convivenza del dialogo e delle partecipazione, è la civiltà delle libere città all'interno delle quali i cittadini esprimono dialogo e costruiscono relazioni. Il Comitato per non trattenere il respiro, rete di associazioni, comitati organizzazioni sindacali che da mesi si battono per uno sviluppo diverso in città invitano la società civile padovana alla mobilitazione in occasione degli Stati Generali della Giunta Destro. Le ragioni dell'invito :
1) Gli Stati Generali, promossi con l'intento dichiarato di coinvolgere la città in una discussione sul proprio futuro, (operazione più che mai necessaria) si sono trasformati in un primo tempo in una confusa operazione di ascolto delle più disparate petizioni e/o opinioni, in un secondo tempo, l'assise che si terrà il 28-29 30 Settembre, in una passerella politica del Governo che lascia completamente ai margini i soggetti sociali che animano questa città
2) La decisione di invitare a Padova 8 Ministri e il Presidente del Consiglio indica una debolezza politica del governo della città, incapace di un confronto autonomo nel merito delle strategie di sviluppo di Padova. Questa operazione svuota di senso qualsiasi discorso riguardo al federalismo, alle autonomie municipali. Infatti sarà il governo centrale a dettare le priorità nella programmazione delle opere pubbliche. In linea per altro con i recenti provvedimenti come il ddl 374 approvato il 3 agosto scorso che ha espropriato gli enti locali della possibilità di programmare e di gestire le opere sul proprio territorio.
3) Un vero confronto sullo sviluppo della città dovrebbe prevedere l'elaborazione da parte della Giunta di alcuni obiettivi e strategie generali sulle quali poi si possa insieme far discendere dei progetti condivisi. Non avendo la Giunta esplicitato obiettivi e strategie generali ci troviamo nella situazione di confrontarci col nulla.
4) D' altra parte questi Stati generali sanno molto di operazione propagandistica. Nella quotidianità delle scelte la chiusura della Giunta alle istanze e proposte della società civile è evidente. Ha dato risposte vuote e fumose, quando non in radicale contrasto, alle richieste avanzate. Che senso ha convocare degli Stati generali se non far propaganda?
5) Se tanti sono i sintomi di uno sviluppo sbagliato della città dalle strade invase dal traffico, al proliferare delle antenne agli autosilos sotto casa, ai centri commerciali ovunque, la malattia di fondo è la concezione dello sviluppo ancora calcolato in mq di cemento e opere devastanti, utili a pochi e dannose a molti. La forma che la città assume, e assumerà, contiene e modella, come la bottiglia contiene l'acqua, la qualità delle nostre relazioni e della nostra vita. E' ipocrita parlare di scelte meramente amministrative fatte nell'interesse di tutti: nella mente di chi si occupa della cosa pubblica è presente un progetto politico, che il progetto non sia chiaro o non sia esplicitato è grave, ma non vuol dire che non vi sia. Per questo le scelte che si compiono sulla città sono politiche: ogni scelta, per definizione, non è ineluttabile e presuppone un disegno e delle priorità non neutrali.
6) Il nostro impegno, che è anche il vostro, nel chiedere uno sviluppo diverso tende a migliorare la città di tutti. Un gesto di buona volontà nell'occuparci della cosa pubblica nello spirito di una attiva partecipazione che vogliamo condividere con i nostri concittadini e che non può essere scandalosamente ignorato dai nostri amministratori.

La città è il luogo in cui viviamo, sul volto che la città assume è inscritta la qualità della nostra vita, delle nostre relazioni. Le città devono tornare ad essere affare dei cittadini nelle piccole e grandi scelte. E' dunque una questione che riguarda la democrazia e non solo la qualità della vita urbana. A livello cittadino come a livello mondiale assistiamo al crepuscolo della democrazia: i luoghi delle decisione democratiche, i consigli comunali come i parlamenti nazionali, sono esautorati. Le effettive decisioni strategiche sul nostro futuro vengono prese altrove.

Crediamo che sia urgente che emergano i contenuti, la visibilità e il protagonismo di un'altra Padova. Per questo sentiamo la necessità di promuovere, confrontare e approfondire un progetto di sviluppo diverso: centrato sul diritto alla salute di tutti, sulla accessibilità, sulla partecipazione, sulla solidarietà . I cittadini di Padova che hanno manifestato per le strade di Padova il 24 marzo hanno detta che un'altra città è possibile, i cittadini del mondo che hanno manifestato per le strade di Genova il 21 luglio hanno detto che un altro mondo è possibile.