Un sondaggio DataBeria col metodo 'ndo pijo, pijo'
di DataBeriaLa DataBeria, agenzia di sondaggi del Barbiere della Sera, ha verificato sul campo la fondatezza delle affermazioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, secondo il quale il 90% dei giornalisti italiani è di sinistra
La ricerca
Metodologia: abbiamo interpellato 50 giornalisti di 50 differenti testate, scegliendo un numero d'interno a caso, selezionato dai preziosi volumi messici a disposizione dal nostro sponsor.
In caso d'assenza di interni ci siamo affidati alla nota sensibilità dei centralini ('Je prenno uno che sta fa' 'n tubo, chè semo in chiusura').
Il metodo, noto negli ambienti scientifici come "'ndo pijo, pijo", secondo il McLuhan, ha una validità pari al 72,31% (l'1 è periodico).
Domanda: A tutti gli intervistati è stata posta la seguente domanda 'Il Presidente Berlusconi sostiene che il 90% dei giornalisti è di sinistra. Sei di sinistra?'.
La risposta prevedeva un sì o un no, tertium non datur. La domanda è stata considerata cretina dal 100% degli intervistati e degli intervistatori.
Dati: Dopo una complessa elaborazione a terminale è emerso che solo il 58% dei giornalisti intervistati (29) si dichiara di sinistra, il 30% di destra (15), mentre un 12% si rifiuta categoricamente di rispondere (6).
Le motivazioni addotte sono le seguenti:
'Io sono sempre all'opposizione, chiunque vada al governo' (1);
'Non lo so, è una domanda che mi manda sempre in crisi. Non lo so ' segue un inizio di crisi di pianto (1);
'Perché, invece di perdere tempo con tante telefonate, non chiami i due o tre editori e lo chiedi a loro da che parte stiamo?' (1);
'Sono solo un giornalista. Punto e basta' (3)
Analisi: Dai dati riportati appare evidente che il Presidente del Consiglio ha peccato in quello che noi di DataBeria consideriamo ottimismo.
Il sondaggio infatti s'è avvalso d'intervistatrici dichiaratamente di parte, intenzionate a dimostrare che non il 90%, ma l'intera categoria è schierata con Cofferati e Serventi Longhi.
Il fatto che Berlusconi abbia esagerato, sforando di ben 32 punti percentuale (44 con gli astenuti), dimostra comunque quanto uno dei due o tre editori italiani conosca poco i propri dipendenti. DataBeria si dichiara pertanto molto soddisfatta del risultato ottenuto.
Testate interpellate: Adige, Adnkronos, Alto Adige, Ansa, Arena, Chi, Corriere Adriatico, Corriere della sera, Corriere dello sport, Corriere del Mezzogiorno, Espresso, Famiglia Cristiana, Gazzetta dello sport, Gazzetta del Mezzogiorno, Gente, Il Centro, Il Gazzettino, Il Giornale, Il Giorno, Il Piccolo, Italia Oggi, Kwnews, Liberazione, Libero, il manifesto, Il Mattino, Il Mattino di Padova, Il Messaggero, Il Messaggero Veneto, Il Resto del Carlino, Il Sole 24 Ore, Il Tempo, La Nazione, La Nuova Venezia, La Padania, La Repubblica, La Sicilia, La Stampa, L'Unità, Metro, Panorama, Reuters, Secolo XIX, Secolo d'Italia, Studio Aperto, Tg1, Tg2, Tg3, Tg5, Unione Sarda.
Note a margine : Il sondaggio ci ha permesso d'entrare in contatto diretto coi nostri lettori. Su 50 intervistati uno solo non conosceva il Barbiere della Sera, i più si sono congratulati, un paio ha colto l'occasione per mandarci affanculo, in quanto personalmente coinvolto in articoli da noi pubblicati.
Alla domanda: 'Ma era vero quanto abbiamo scritto?' uno ha risposto 'Sì, ma potevate pure farvi i cazzi vostri'.
L'esperienza ci ha inoltre consentito di verificare l'efficienza di due componenti troppo spesso ignorate, sebbene vitali, del mondo dell'informazione: le segretarie di redazione e il centralino.
Nel primo caso abbiamo incontrato, sempre, una collaborazione più che fattiva e raccolto confessioni che provvederemo a pubblicare in un dossier a parte (vietato ai minori e ai deboli di stomaco). Per quel che riguarda il centralino una menzione speciale va a quello del Secolo d'Italia.
Per poter rispettare la par condicio, abbiamo tentato più volte e invano di entrare in contatto con un qualsiasi redattore, ma l'uomo in questione ha bloccato ogni assalto, costringendoci a ripiegare su un onorevole- collaboratore- Onorevole. Ovviamente teniamo la bocca cucita sulla risposta fornitaci.
Quanto ai colleghi, oltre alla pervicacia degli astenuti (suddivisi in quattro testate considerate di centro-destra e due di centro-sinistra), abbiamo scoperto che in ben otto redazioni storicamente di destra allignano convinti sostenitori del centro sinistra (quando non di Bertinotti), mentre tre insospettabili testate ritenute liberal annoverano giornalisti nella migliore delle ipotesi tatcheriani.
Un plauso va alla Gazzetta del Mezzogiorno, dove, in perfetto stile levantino, si è preteso per par condicio un doppio voto. Va da sé che, con altrettanto rigore scientifico, abbiamo conteggiato solo quello che ci piaceva di più.
Prima di concludere riportiamo alcuni messaggi che gli intervistati ci hanno affidato, senza, ovviamente, citare gli autori (né le testate, dal momento che alcuni fanno parte di redazioni contattate ma resesi indisponibili a rispondere).
'Mettetevi in testa che chi ama i poveri è di destra, perché solo i ricchi possono far diventare ricchi i poveri. E io amo i poveri'.
'Destra, sinistra? I luoghi comuni sono di solito di sinistra. Le affermazioni che ti bloccano lo stomaco di destra'.
'Ma allora esistete! E lei mi dice anche il suo nome o resta nell'anonimato?'.
'Non ce la faccio più. Io non parlo più con nessuno di niente. Se vuoi ti passo un collega che ha ancora la forza di parlare. No, mi dice che non vuole parlare!'.
'Sa cosa? Le passo il direttore, così finalmente sapremo tutti da che parte sta'.
DataBeria
da Il Barbiere della sera 8.5.2002