Appunti per uno sciopero del lavoro immateriale
Non e' che stiamo preparando uno sciopero generalizzato con illustri assenti, ovvero i settori del lavoro immateriale e cognitivo, di importanza centrale per l'economia?
Se lo sciopero e' il blocco della produzione economica e l'economia di oggi si basa principalmente sulla produzione di comunicazione e beni immateriali, il suo attore principale non puo' che essere la SOCIETA' tutta in quanto produttrice di COMUNICAZIONE, e in particolare i LAVORATORI IMMATERIALI E SOCIALI.
Il motore della societa' e' oggi composto da CELLULE DI AUTORGANIZZIONE come i social forum, i centri sociali o le nuove lotte sindacali del lavoro atipico e cognitivo. Si tratta quindi di connettere tutte queste cellule disperse, fosse solo a livello mediatico, per creare un enunciatore collettivo e un messaggo unitario: SCIOPERO SOCIALE.
Questa forma di sciopero puo' essere utile per far emergere e mostrare finalmente dove oggi si situa la produzione di VALORE. Le forme dello sciopero sociale e immateriale sono tutte da inventare in quanto vanno oltre il semplice rifiuto del lavoro.
L'art. 18 non difende solo i diritti del lavoro ma soprattutto la societa' dalla frammentazione e dalla competizione che il capitale vorrebbe imporre per sfruttarla meglio. Lo sciopero sociale e' quindi uno sciopero per difendere il legame sociale e costruire una socialita' piu' forte: FARE SOCIETA'.
Il movimento puo' portare una sfida alla nuova era della politica "dei sindacati" se riesce a comprendere la connessione tra societa', movimento, settori del lavoro cognitivo e bacini sociali.
PORTARE LA DISOBBEDIENZA NEL CUORE DELL'ECONOMIA IMMATERIALEPerche' le Tute Arancioni, il primo sindacato della new economy italiana, a fianco dei social forum? Perche' entrambi rappresentano un modello che sta attraversando tutta la societa': l'autorganizzazione e l'autogestione dal basso, cio' che chiamiamo AUTONOMIA SOCIALE. Le nuove forme di sindacato si dimostrano immediatamente cellule di autorganizzazione all'interno di una societa' che si sta attrezzando allo stesso modo contro il capitalismo selvaggio, il monopolio dell'informazione, la degenerazione della democrazia. Il nuovo sindacato e' cellulare, molecolare, "interattivo", mediatico: sindacato guerriglia comunicativa.
La natura mediatica di queste lotte ci deve far riflettere su quello che e' il nuovo piano di azione. Le nuove forme di lotte sindacali come le Tute Arancioni o Bluspy vanno ad intaccare direttamente il capitale cognitivo e l'economia di attenzione delle imprese. I lavoratori possono colpire allo stesso livello della produzione economica, che oggi dipende fatalmente dalla comunicazione, dall'opinione pubblica, dall'immaginario collettivo, dalla pubblicita'.
Lo sciopero puo' diventare quindi un atto creativo, un sabotaggio della produzione di comunicazione e immaginario. A noi interessa questa potenza che si libera per difendere i diritti del lavoro e che sappiamo che puo' essere immediatamente recuperata dalle imprese. Questa energia deve trovare le forme per delineare una autorganizzazione economica dei lavoratori ma anche per essere investita in tutto il movimento.
La lotta sindacale e' fatta oggi della stessa stoffa della produzione economica: comunicazione. La scoperta di questo piano ci permette di introdurre tutta la societa' all'interno della produzione economica perche' la societa e' il cuore della produzione economica fondata sulla comunicazione. Si stabilisce oggi una sorta di alleanza tra movimento e settori del lavoro cognitivo come prima della rivoluzione francese tra popolo e borghesia, oggi contro una nuova aristocrazia capitalista monopolista e para-mafiosa.
I lavoratori dell'immateriale non sono direttamente riconoscibili perche' non formano una categoria precisa, completamente diversi gli uni dagli altri, dispersi nel terziario e in mille piccole imprese, molecolarizzati. Attendono solo un segnale, un semplice input che li faccia sentire almeno parte di uno stesso enunciato collettivo se non riescono a costituirsi come enunciatore unico.
Bisogna portare la disobbedienza nel cuore dell'economia immateriale e della comunicazione, rifiutarsi di produrre comunicazione e immaginario per il capitale e cominciare a produrne, il giorno dello sciopero, per il movimento, sabotare creativamente l'infrastruttura telematica. Virtualmente e provocatoriamente si potrebbe realizzare la mitica "riappropriazione dei mezzi di produzione", oggi resa immediata dal fatto che i mezzi di produzione stanno nel cervello dei lavoratori.
SCIOPERO CREATIVOLe nuove forme di lavoro e di economia permettono di ripensare radicalmente il modo di scioperare. Se nella fabbrica tradizionale l'operaio non puo' usare in altro modo la macchina e trasformarla durante lo sciopero in mezzo di comunicazione e produzione dello sciopero stesso, oggi i lavoratori della comunicazione, delle nuove tecnologie, della rete possono sfruttare la loro posizione per inventarsi forme di sciopero attivo, che possono andare dal blocco della rete di comunicazione alla manipolazione dell'informazione o dei flussi di informazione. I lavoratori dei settori del terziario possono immediatamente riappropiarsi della macchina che produce perche' si tratta del loro proprio cervello. La giornata dello sciopero generale puo' essere l'occasione per sperimentare forme di autorganizzazione e sabotaggio della produzione.
SCIOPERO BIANCOLo sciopero "bianco" consiste nell'eseguire ogni ordine con la precisione piu' pignola, la saccenteria piu' ridondante, il linguaggio piu' alienante in modo da inceppare il meccanismo di produzione. La produzione comunicativa va in tilt per rumore bianco, ridondanza, noia e ripetizione, caduta della tensione libidica e dell'eccitazione pubblicitaria.
SCIOPERO DELLA SOCIETA'Sciopero della produzione sociale e immateriale tutta. Oggi in realta' e' l'intera societa' ad essere una macchina di produzione di valore attraverso la comunicazione, il linguaggio, i media, l'immaginario. Sarebbe ipotizzabile allora anche uno sciopero della socialita' tutta. Sciopero sociale, sciopero di tutte le attivita' sociali, della produzione di comunicazione, intrattenimento, socialita', politica. Sciopero dei locali e dei centri sociali, sciopero delle radio e dell'informazione. Blocco della macchina sociale e dei consumi.
SCIOPERO DEI LAVORATORI DELLA COMUNICAZIONEAi lavoratori della comunicazione si rivolge un particolare appello, perche' il loro sciopero si trasformi in una azione che diffonda l'evento e le motivazioni dello sciopero stesso. Per lavoratori della comunicazione si intende una fetta amplissima di soggetti che coinvolge anche la gente comune in quanto produttori di comunicazione, ripetitori e diffusori sociali dei messaggi dei media o di leggende urbane sorte dal basso.
SCIOPERO DELLA PUBBLICITA'La natura immateriale, "umorale", pubblicitaria dell'economia dei paesi avanzati dimostra tutta la sua debolezza e la possibilita' di attraversrla e "autorganizzarla" in occasione dello sciopero. A questo si aggiunge che tutto il lavoro immateriale e' autopoietico, cioe' riesce a ridefinirsi dall'interno, e performativo, cioe' procuce eventi reali soltanto evocandoli. Giocando sulla malleabilita' della produzione immateriale si possono combinare notevoli intoppi all'interno della catena produttiva. Rtmark e Adbusters insegnano.
Ad esempio, questa considerazione apparsa su un giornale meriterebbe di essere moltiplicata su ogni media e canale, gli effetti non tarderebbero a farsi sentire: "Molti analisti di borsa consigliano di vendere le azioni del nuovo mercato, della new economy e dell'hi-tech il giorno precedente lo sciopero, perche' si prevede che lo sciopero produrra' contraccolpi all'interno delle infrastrutture di comunicazione, informazione e rete".
26.3.2002Matteo Pasquinelli, fonte Recombinat