La scienza «made in Arcore»
Il governo scopre le carte della sua «riforma» degli enti di ricerca: un disastro. Già oltre 4000 firme sotto l'appello a Ciampi; mercoledì 12 manifestazione nazionale a Roma
Luca Tancredi Barone
9.2.2003 - il manifesto
Aumentano velocemente le adesioni all'appello dei ricercatori al presidente della repubblica (sul sito www.lescienze.it) in vista della manifestazione di mercoledì 12. In due giorni sono state raccolte già circa 4000 firme. Intanto, dopo 8 mesi di chiusura, il governo mostra le sue carte: sul sito www.murst.it/normativa/normativainitinere.html sono finalmente reperibili i testi dei famigerati decreti di riforma degli enti di ricerca. Chi sperava che all'ultimo momento il governo fosse venuto a più miti consigli ha dovuto ricredersi. I tre decreti riguardano il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), l'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) e l'Asi (Agenzia spaziale italiana). Sono lunghi e dettagliati (la riforma precedente del 1999 conteneva un numero molto inferiore di prescrizioni), molto simili nell'impostazione. Cnr e Inaf hanno come scopo principale «ottimizzare l'allocazione delle risorse e determinare economie di risultato e di scopo» (qualsiasi cosa ciò significhi), mentre «promuovere la valorizzazione dell'attività di ricerca» è solo al quarto posto. L'Asi invece diventa un mero strumento per «promuovere, sviluppare e diffondere, la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale e aerospaziale», «avendo attenzione al mantenimento della competitività del comparto industriale italiano». I decreti prevedono la nomina di comitati di valutazione, ma i membri possono non essere esperti del settore.I punti più critici riguardano l'organizzazione interna: in tutti i casi molto gerarchica e verticale, mentre (almeno per Cnr e Inaf) sinora la metà dei consigli direttivi (che ora si chiamano consigli di amministrazione) era espressione dalla comunità scientifica, oggi totalmente esclusa. Per il Cnr, i membri che col presidente (di nomina) costituiscono il Cda sono designati dal ministero dell'istruzione, università e ricerca (tre), uno dal presidente della Conferenza stato-regioni, uno dal presidente delle camere di commercio, e uno dal presidente della Conferenza dei rettori. I 4 dell'Inaf più il presidente sono scelti dal ministro, mentre per l'Asi, due sono nominati dal ministro dell'istruzione, uno da quello delle attività produttive e uno dalla difesa. Per tutti e tre gli enti è previsto un consiglio scientifico (tecnico-scientifico nel caso Asi), solo consultivo rispetto al Cda (20 membri nel caso del Cnr, nominati da presidente (5), Cda (10), Cnel (5); 12 per l'Inaf - 4 nominati dal presidente e 8 dal Cda; 11 infine per l'Asi - 4 dal presidente, uno ciascuno da ministro istruzione, difesa, attività produttive, ambiente, trasporti, comunicazioni e affari esteri).
Il Cnr, che ingloba l'istituto nazionale fisica della materia, l'istituto ottica applicata, l'istituto papirologico e l'istituto di diritto agrario internazionale, viene diviso in sette dipartimenti (che possono salire fino a 15): biotecnologie, scienze e tecnologie mediche, scienza e tecnologia dei materiali, scienze e tecnologie ambientali e della terra, scienze e tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, scienze e tecnologie per i sistemi avanzati di produzione, scienze giuridiche, socio-economiche, umanistiche e dei beni culturali. A questi megadipartimenti dovranno afferire i 105 istituti, mentre sia direttori dei dipartimenti che degli istituti vengono scelti dal presidente e dal cda. Previsti non più di due dipartimenti per l'Inaf: non è chiaro con quale significato scientifico. È curioso che fra le entrate dell'Inaf vengano menzionate le royalties di brevetti (difficile immaginarne in quel campo). Conflitti di interesse, poi, per il presidente Asi che è anche presidente del Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali), la cui struttura diventa legatissima all'Asi.
Preoccupazioni anche per le norme sul personale sia per gli accorpamenti (come dei tre istituti del Cnr che passano all'Inaf) sia per il trattamento contrattuale. Preoccupa anche l'assenza di norme transitorie: nel caso dell'Asi, potrebbe significare che il filogovernativo presidente Vetrella punta al commissariamento per avere pieni poteri.
Mesi di paralisi in vista per gli enti per potersi dotare dei regolamenti: e alcuni di questi avevano appena terminato di scrivere quelli previsti dalla riforma precedente.