16 ottobre 2003
Scheda.
Come ti sistemo il consigliere D'Erme
Quando molte associazioni romane si producevano in un esercizio di democrazia inedito, influenzando alcune delle scelte del Piano regolatore, nessun giornale si accorgeva della funzione innovativa della Casa della partecipazione che Nunzio D'Erme, i suoi collaboratori e decine di ambientalisti, urbanisti e semplici cittadini avevano messo su. Poi, l'indagine su Action ha allarmato i quotidiani. Soprattutto il Corriere della Sera: che si è preoccupato, giorno dopo giorno, di tenere alta la tensione sulla vicenda. Le motivazioni di questa scelta sono tutte politiche, le raccoglie un editoriale che Giuliano Zincone ha scritto giovedi 9 ottobre. La partita è grossa, sostiene in soldoni Zincone, perché a Roma c'è un esempio di quell'Ulivo allargato a Rifondazione che non può permettersi di includere anche "un estremista" come D'Erme: perché, continua l'articolo, "chi ci governa [anche a livello locale] non può e non deve imbarcare gli 'antagonisti' sulla nave ammiraglia".
Una campagna, quella del Corsera, condotta in compagnia dei quotidiani della destra più populista. L'Opinione ha affidato il commento a Ruggero Capone, noto per avere scritto un esilarante reportage sui centri sociali romani con una media di tre errori a riga. Anche questa volta, Capone si esercita con la fantasia ["Quando Veltroni ha saputo che Action stava anche pianificando 'l'occupazione proletaria di molti stabili del comune di Roma' pare abbia esclamato 'con questa manovra D'Erme, oltre che Berlusconi, mette nella merda anche me'].
Il Secolo esulta per "la rottura del tabù dell'intangibilità delle okkupazioni".
Libero, invece, ha descritto Action come un'efficientissima agenzia immobiliare: "È surfficiente recarsi ad uno dei dieci sportelli aperti da Action - scrive in prima pagina il vice di Feltri, Renato Farina - Che esigenze hai, dove vuoi i locali, quanti siete, eccetera. Dopo di che ti sistemi".