24 giugno 2004

Pirelli Real Estate

Pirelli Real Estate nasce agli inizi degli anni novanta, con l’unione di alcune attività immobiliari del gruppo in una nuova società, la Milano Centrale. La società comincia rapidamente a espandersi con l’ingresso nel Progetto Bicocca per la riconversione dell’ex area industriale Pirelli. A partire dal 1992, collabora con l’inglese Knight Frank. Nel 1997 firma una joint-venture, che diverrà permanente, con Morgan Stanley Real Estate Funds, ramo immobiliare di una delle più importanti banche d’affari del mondo.
Inizia l’era delle acquisizioni: nel 1999 acquista Unim, la più importante società immobiliare quotata alla Borsa di Milano; poi, parte del patrimonio immobiliare di Compart/Montedison e di Parnasi; quindi, compra Cagisa, società operante nella gestione delle proprietà e degli impianti. Nel 2000, ancora a fianco di Morgan Stanley, acquista il portafoglio immobiliare del gruppo Rcs; il 50 per cento di Risanamento Napoli e Mediacasa, una rete di agenzie immobiliari in franchising. Nello stesso anno, Milano Centrale stabilisce il primo contatto con l’amministrazione pubblica: il Consorzio G6, di cui fa parte insieme a Pirelli Knight Frank, Romeo Gestioni e Romeo Immobiliare, Deloitte Touche Tohmatsu, IntesaBci, vince l'appalto per gestire l’alienazione del patrimonio immobiliare pubblico non residenziale. Ancora vendite dirette, nell’ambito dei programmi straordinari di cessione decisi dal governo di centrosinistra, ma senza il meccanismo della cartolarizzazione che sarà inaugurato da Giulio Tremonti nel 2001.

Il tempo di cambiare nome, da Milano Centrale a Pirelli & C. Real Estate, e la società prende parte anche all'operazione tremontiana, affiancando Scip [Società cartolarizzazione immobili pubblici] nella vendita dei beni commerciali cartolarizzati: 259 immobili per un valore catastale di oltre 1,5 miliardi. Sempre nel 2001, sviluppa i servizi di project management per le grandi opere e sigla un accordo con Aedes per rilevare il patrimonio immobiliare di Edilnord 2000. Entra in partnership con Banca di Roma per lo spin-off [scorporo dall’asse principale del patrimonio] di alcuni beni; compra Altair Facility Management e Progetti Creativi, società di servizi nel terziario.
Nel 2003, acquisisce Cam Energia e Servizi dal gruppo Camfin, il patrimonio non strumentale di Ras [oltre 100 immobili di pregio nel centro di Milano], Immobiliare San Babila del gruppo Fiat. Il 25 giugno 2002 si quota alla Borsa di Milano e costituisce le prime linee per investimenti a lungo termine. Nel 2003, avvia due centri di intrattenimento a Milano e Torino. Struttura la prima cartolarizzazione su un portafoglio di prestiti non remunerativi per 200 milioni.

Entra nell’indice delle principali agenzie immobiliari Epra/Nareit. Rileva parte del patrimonio di Fondiaria-Sai [87 immobili di pregio a Milano, Firenze e Roma]. Diventa poi operativa Pirelli RE Franchising, rete di agenzie, e si consolida Pirelli RE Agency, nel settore dei negozi di prestigio. La Banca d’Italia approva il regolamento per il primo fondo comune di investimento quotato ad apporto privato in Italia, Tecla Fondo Uffici, gestito da Pirelli RE Sgr.
Alla fine del 2003, la società acquista da Deutsche Bank 520 milioni di crediti in sofferenza. Ottiene dall’agenzia di rating Standard & Poor’s la valutazione «above average», cioè «oltre la media». Al 31 dicembre 2003, Pirelli RE gestiva un patrimonio di 10,5 miliardi di euro, di cui 900 milioni di crediti immobiliari, e prestava servizi a un portafoglio di 30,3 miliardi. Impiegava 1500 persone in Italia. Organizzata in quattro specifiche divisioni, è in grado di monitorare e operare in tutti i segmenti del mercato immobiliare. «L’obiettivo della società – si legge sul sito – è generare valore per gli azionisti per raggiungere risultati visibili e misurabili a beneficio dei clienti».