14 ottobre 2004
L'assessore occupa casa
di E.V.Non da oggi a Roma l'emergenza abitativa ha assunto le forme di una vera e propria crisi sociale: affitti alle stelle, progressiva privatizzazione del patrimonio pubblico e di recente anche la mannaia della cartolarizzazione, il tutto condito dalla drastica riduzione del potere d'acquisto degli stipendi e dalla scarsità di investimenti e di politiche abitative da parte del comune.
In questo scenario, la vicenda che qui raccontiamo, in sé solo un "piccolo" episodio, ma molto illuminante, getta anche una luce più netta sul ruolo svolto da Action [l'agenzia Disobbediente per il diritto all'abitare] che rappresenta il segnale di una positiva controtendenza, che riesce a tenere assieme il diritto alla casa e la sperimentazione di un nuovo spazio pubblico.
A. V. è un ragazzo con gravi problemi economici e di salute. Da tre anni vive, dopo averlo ristrutturato e reso abitabile, in un appartamento occupato nel popolare quartiere di Garbatella, a Roma. Ma l'8 ottobre tutto questo sarebbe dovuto finire: era infatti fissato per quella data il termine dello sgombero, nonostante A. V. avesse fatto ricorso in appello.
Invece, l'intero quartiere, con in testa il municipio XI, si è ribellato e l'assessore alle politiche giovanili, all'intercultura e alla casa, Gianluca Peciola e il consigliere al bilancio partecipativo, Luciano Ummarino, sostenuti da Action, hanno deciso di "prendere possesso della casa occupata dal signor A.V.". In pratica, hanno occupato la casa occupata. Un gesto a dir poco clamoroso e comunque più unico che raro: per la prima volta, un'istituzione locale commette un atto di disobbedienza civile.
"L'appartamento recuperato è stato messo immediatamente a disposizione di A. V. - affermano dal municipio XI - e lo sarà fino a quando gli enti competenti non avranno individuato una soluzione abitativa dignitosa e idonea alla sua condizione di salute". "Un atto necessario - conclude il comunicato - perché lo sgombero, in assenza di alternative, avrebbe aggravato drasticamente la situazione personale di A. V.".
"Si tratta di una forzatura politica voluta che investe direttamente le competenze dei municipi sull'emergenza casa - spiega Peciola - Noi interpretiamo così l'accordo tra il sindacato degli inquilini e il Comune sulla sussidiarietà. I municipi devono avere risorse e strumenti per individuare il patrimonio pubblico sfitto e far incontrare l'offerta di case con la domanda del territorio".