10 luglio 2003
Bagnoliland
reportage di Rosa MordentiBagnoli, l'acciaieria "dismessa" raccontata da ermanno rea, che è ancora in attesa della bonifica, del "ripristino della linea di costa". Questo è lo scenario in cui si potrebbe tenere la prossima coppa america di vela. Una brillante idea che si è accesa nella testa di Antonio Bassolino, presidente della campania. dall'acciaieria a disneyland. Ma cosa ne pensano, i cittadini di bagnoli?
Alla Smorfia, la colata di acciaio fa 23. Chissà se fa vincere ancora qualcuno, ogni tanto, anche se la Fabbrica di Napoli non cè più. Bagnoli, il quartiere che era degli operai, preme sul grande spazio vuoto lasciato dallo smantellamento dellItalsider. Davanti cè il mare, con i due pontili dove attraccavano le navi per caricare cemento, ferro, acciaio. La "colmata a mare" è nata così, tra i due pontili ora arrugginiti, dallaccumulo di rifiuti e di scarti del ciclo produttivo; è larga circa 500 metri quadrati: sotto, metalli e cemento hanno formato sul fondale uno strato impermeabile. Sopra, per ora, ci si organizzano concerti.
Un giorno la colmata dovrà sparire, però, se tutto va come dovrebbe: se il "ripristino della linea di costa", per far tornare il litorale esattamente come laveva fatto madre natura prima delle fabbriche e del cemento, finalmente si farà. Se, come prevede la "variante di Bagnoli" al Piano regolatore di Napoli, un grande parco urbano di trecento ettari nascerà esattamente dove sorgeva la fabbrica; e se nasceranno centri di ricerca tecnologica, per lartigianato, strutture sportive, un piccolo porto per le barche a vela.
Il "se" è una parolina che è impossibile non usare, parlando del futuro di questarea. La strada che ha portato alla "variante di Bagnoli" è stata lunga ma anche entusiasmante, almeno fino a quando i tempi morti della politica non lhanno fatta assomigliare a una chimera. Un percorso istituzionale pubblico e aperto ha garantito che le scelte urbanistiche fossero partecipate e democratiche, sempre discusse dai cittadini, che qui più che altrove in città controllano con attenzione il futuro del loro territorio [e la facilità di auto-organizzazione e la partecipazione di questa gente è probabilmente leredità migliore lasciata dalla fabbrica].Martusciello il bonificatore
Cè qualcosa di rivoluzionario, nellimmaginare fiori, panchine e spiagge al posto di Ferropoli, delle polveri nere e dei fumi rossi dellIlva, della Cementir di Caltagirone, dellEternit, dove si lavorava lamianto. È [sarà?] la città che abbandona lo "sviluppo" industriale calato dallalto e si riappropria del suo territorio, della spiaggia, del mare.
Ma perché la bonifica dellarea non è ancora cominciata? Perché i governi di centrosinistra hanno colpevolmente nicchiato, e quello di Berlusconi invece è apertamente ostile.
Spiega Gennaro Migliore, consigliere comunale di Rifondazione, che da anni si occupa di quel complicatissimo problema sociale e urbanistico che è il futuro di Bagnoli: "Per la bonifica e per smantellare la colmata erano stati stanziati dalla Finanziaria del 2000 150 miliardi, considerati solo una tranche del finanziamento totale, già deciso allepoca da una legge. Questi soldi sono stati bloccati dal governo, e dal sottosegretario del ministero dellambiente con delega su Bagnoli, quellAntonio Martusciello che si candidò contro Rosa Iervolino a sindaco di Napoli. Usano cavilli procedurali o dinieghi espliciti. Questo impedisce la bonifica". È per questo che il governo delle Grandi Opere chiede, forse solo qui, continue verifiche, certificazioni, valutazioni di impatto ambientale. Il comune risponde alle richieste, commissiona le ricerche a terzi, presenta le documentazioni. E passano i mesi.
Ora si aggiunge un altro pericolo, per la variante di Bagnoli: la Coppa America. Lidea di fare proprio nel Golfo di Napoli, e in particolare a Bagnoli, la gara di vela più famosa del mondo, piace a tutti. Siccome lultima edizione, in Nuova Zelanda, lhanno vinta gli svizzeri di Alinghi,ma in Svizzera il mare non cè, la prossima edizione si dovrà fare nel Mediterraneo.
La proposta lha lanciata Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania. E la sindaca Iervolino, che proprio a Bagnoli aveva il suo collegio elettorale da deputata, si dice daccordo. Pare anche che Berlusconi abbia colto la palla al balzo e messo da parte la sua candidatura iniziale, la Costa Smeralda. Per ora, di certo, cè uno studio di fattibilità che Alinghi ha commissionato alla società di consulenze americana "Ernst & Young", ma si vocifera di viaggi in Svizzera di "uomini di Bassolino", e il consiglio dei ministri ne ha discusso proprio in questi giorni. Già si fa il nome del possibile "commissario straordinario" che gestirebbe, a colpi di legge delega e di deroghe al piano regolatore, la pioggia di miliardi che, allora sì, si abbatterebbe su Bagnoli: lo stesso Martusciello? DAmato, il presidente di Confindustria? O Bassolino riuscirà ad imporre un altro nome? O ci riuscirà Iervolino?Il villaggio sulla "colmata"
Intanto, se la Coppa America si farà qui, il ripristino della linea di costa sarà "rimandato": sulla colmata si costruirà infatti, tanto per dirne una, un bel villaggio "Americas cup", che, dicono, sarà transitorio. Ma, come spiega Antonella Cammardella, presidente della circoscrizione di Bagnoli, "tutto quello che è nato transitorio, a Napoli, è diventato definitivo. E al centro di questa storia cè una grande questione democratica: le decisioni verranno imposte utilizzando gli eventi, le deleghe, i commissari straordinari. E noi cittadini, che ci stiamo a fare?".
È innegabile che il vuoto lasciato dallItalsider è anche economico: a Bagnoli la paura del futuro è quasi palpabile. La disoccupazione giovanile supera il 65 per cento. La Coppa America porterebbe lavoro, anche se precario e aleatorio: perché, come dice "la Cammardella", come la chiamano qui, "basterebbe che Alinghi perdesse la Coppa, e addio, il carrozzone torna in Nuova Zelanda". Enzo Sansone conosce questo territorio come le sue tasche. Trentenne, è figlio di un operaio che ha sempre lottato per ottenere dallEternit una protezione contro lamianto per sé e per i suoi colleghi, e alla fine per lamianto è morto di cancro. Enzo racconta che Bagnoli "potrebbe essere davvero preziosa per gli studiosi di sociologia che volessero indagare limbarbarimento di un territorio. Questi quartieri stanno invecchiando, perché i giovani devono andare via: molti se ne vanno in Germania. I segnali sociali sono quelli storici: aumento delluso di stupefacenti, aumento della criminalità. Queste due cose ne significano in realtà una sola, e cioè che si è aperto uno spazio per la camorra che prima non cera". Continua Enzo: "Chi ci ha perso una mano, allItalsider, chi la salute, chi la giovinezza.
Però tutti ricordano solo un momento: quando Ferropoli ha chiuso, e hanno dovuto smettere di lavorare. Continuano a svegliarsi alle cinque e mezza di mattina, come quando suonava la sirena".I prezzi delle case salgono
Il quartiere che era degli operai sta già subendo una drammatica speculazione immobiliare. Racconta ancora la Cammardella che "chi non è riuscito a comprarsi lappartamento in cui vive con la liquidazione della fabbrica, non può farlo più: i proprietari aumentano gli affitti anche se qui non cè ancora niente". Il numero degli sfratti cresce:con la bonifica e il ripristino della costa queste saranno case molto ambite, mentre pochi anni fa la polvere nera dellacciaieria le rendeva ben poco appetibili. Neanche Antonella riesce a comprarsi la casa: "Era il nostro quartiere. Ce lo stanno togliendo da sotto". La variante di Bagnoli [commissari straordinari, leggi delega e deroghe al piano regolatore permettendo] prevede case popolari proprio accanto al parco. Chissà se Bagnoli continuerà ad essere della sua gente.