16 ottobre 2003
Lo spazio pubblico di Action
di Emiliano ViccaroCome può un movimento sociale costituire "un'associazione a delinquere atta alla commissione di reati contro il patrimonio
immobiliare", quando, contemporaneamente, per l'amministrazione pubblica rappresenta un interlocutore riconosciuto anche in accordi formali? Il paradosso è possibile se si parla di Action, "agenzia comunitaria dei diritti", nata dal movimento dei Disobbedienti romani, al centro di una surreale campagna di criminalizzazione messa in piedi dalla procura romana, sotto la guida del pubblico ministero Cipolla. Con questo stupefacente capo di accusa, sono finiti sotto inchiesta alcuni dei più noti Disobbedienti romani: Fabrizio Nizi, Guido Lutrario, Andrea Alzetta, Francesco Raparelli, oltre al consigliere comunale, indipendente nelle liste di Rifondazione e delegato al bilancio partecipativo, Nunzio D'Erme.
Il nodo è esplicito: colpire una rete sociale in espansione, che sui temi del diritto all'abitare ha una grande capacità di mobilitazione, che unisce ad una interpretazione innovativa della questione della casa uno stile, nel condurre conflitti, che si preoccupa di costruire "nuovi spazi pubblici". Quella democrazia municipale che a Roma non è uno slogan, ma vive negli esperimenti di municipi come il X e l'XI [Cinecittà e Garbatella-Ostiense, due enormi quartieri]. Otto occupazioni, soprattutto per abitazioni, centinaia di famiglie nelle "liste d'attesa", una composizione sociale che comprende migranti, famiglie monoreddito, precari e studenti, sei sportelli di consulenza, e ora anche una tv di strada [X Tv, con sede presso il palazzo occupato di via Masurio Sabino a Cinecittà]: questo è l'identikit di Action, nata dall'esperienza delle ex tute bianche del Dac [Diritto alla casa].
L'ultima importante occupazione è quella del l'ex cinema Astra, una palazzina che comprende una decina di appartamenti e una serie di spazi per servizi, che si trova nel popolare quartiere del Tufello, a Roma est. Proprio in questi giorni, una rete di gruppi teatrali sta inaugurando con una serie di spettacoli gli spazi pubblici ristrutturati dell'Astra.Lo sguardo della città globale
Action insomma è un movimento che analizza il problema abitativo dal punto di vista della cosiddetta "città globale", così che il
problema casa viene posto dentro un processo generale di ridisegno economico e sociale delle metropoli. In Italia, questo fenomeno prende tra l'altro il brutto nome di "cartolarizzazione", il dispositivo legislativo [inaugurato dal governo D'Alema e proseguito diligentemente da Berlusconi] che prevede la privatizzazione di gran parte del patrimonio immobiliare pubblico.
Fino ad oggi, la trasformazione in denaro degli immobili ha riguardato soprattutto gli enti previdenziali come l'Inpdap e l'Inail, quasi 120 mila unità immobiliari, l'80 per cento delle quali abitazioni. Roma e Milano sono le città maggiormente coinvolte in questa operazione, che ha le "solite" firme di famose società multinazionali: Carlyle, Banca Intesa, Morgan Stanley, Banca di Roma.Via Masurio Sabino
La storia del palazzo di via Masurio Sabino, sede di Action e oggetto delle perquisizioni della scorsa settimana, è emblematica.
L'immobile, un tempo di proprietà dell'Aeronautica militare, dopo tre anni di ripetute occupazioni, viene acquistato dal comune di Roma e pre-assegnato a sessanta nuclei familiari, con l'impegno di raddoppiarne il numero, una volta terminata la ristrutturazione completa del palazzo.
Il fatto curioso è che l'assessorato competente, una volta verificata l'incapacità di elaborare un progetto di recupero efficace, che tenga conto di criteri come il rispetto delle tutele per gli edili impiegati, l'utilizzo di materiali della bio-edilizia, servizi a basso impatto ambientale e a risparmio energetico, il riconoscimento di una soglia minima dignitosa delle dimensioni degli appartamenti e la costruzione di uno spazio sociale comune, ha chiesto cortesemente all'"associazione a delinquere" una consulenza. Nel giro di poco tempo, gli occupanti, dopo una rigorosa consultazione interna, hanno consegnato al comune una proposta che ha ottenuto l'approvazione degli uffici competenti: i lavori cominceranno all'inizio del prossimo anno.
Il riconoscimento del valore sociale dell'attività di Action e, implicitamente, del suo ruolo pubblico, è arrivata anche dall'assessorato alle politiche sociali del municipio X. Che, disegnando il Piano di zona per i servizi sociali, ha accolto una proposta dell'associazione che rivoluziona l'accesso ai servizi.
Si tratta di favorire la collocazione dello Sportello unico d'accoglienza, che ha il compito di verificare le necessità di sostegno di ogni cittadino, in tutte le realtà sociali territoriali [cooperative d'assistenza, volontariato, associazioni, centri sociali] che effettivamente possono svolgere un ruolo di "ascolto sociale" e di progettazione dal basso degli interventi necessari.
La promozione delle "consulte municipali", composte da associazioni, comitati di quartiere, istituzioni locali e privati, è stato poi il tentativo, largamente riuscito, di mettere in discussione l'idea di spazio pubblico, la ricerca di forme inedite di democrazia diretta.Sulla scia di queste sperimentazioni, sta infine nascendo l'idea di una "Carta dei diritti della città": non una piattaforma rivendicativa classica, né un programma generico, ma una dichiarazione pubblica dei diritti sociali fondamentali che vengono affermati nella metropoli globale.
Per elaborare questa "Carta", si sta pensando di costruire forme di consultazione locali [in questo caso, a partire dal tema dell'abitare], che saranno accompagnate dalla sperimentazione di forme di autocertificazione "esistenziale", per la quale si tenterà di ottenere il riconoscimento formale da parte delle amministrazioni pubbliche: ogni cittadino, oltre a dichiarare i propri dati biografici, potrà enunciare anche i bisogni e le necessità soggettive legate alla specifica condizione sociale, utilizzando criteri personali ma di valore universale. Ecco le prime proposte: articolo 1, la casa è un diritto universale e garantito in base alle esigenze dei cittadini; articolo 2, in qualunque caso l'affitto non potrà superare il 10 per cento del reddito; articolo 3, le utenze si devono pagare in base al reddito e con il contributo delle amministrazioni pubbliche.
Non c'è che dire, proprio un'associazione a delinquere.