27 maggio 2004

La "rossa" Reggio Emilia si
colora di arcobaleno

di E.V.


«Sazia e disperata», così cantava Giovanni Lindo Ferretti con i suoi Cccp a metà degli anni Ottanta. Parlava dell’Emilia del benessere, dello sviluppo, della coesione sociale e dell’ideologia soffocante. Ma anche della sua Reggio, così rinomata per gli altissimi standard dei servizi sociali e per una società civile un po’ troppo collaterale alla casa madre comunista, ma comunque colta e all’avanguardia nelle proposte sociali e culturali. A distanza di quindici anni, molte cose sono cambiate. La crisi economica si sente anche da queste parti, soprattutto in quel tessuto diffuso di piccole e medie aziende, artigiane e industriali. La città ha visto l’arrivo di migliaia di immigrati, soprattutto dal Nordafrica, che hanno trasformato radicalmente il volto produttivo, la vita sociale e le priorità della politica cittadina. Reggio Emilia si appresta al passaggio elettorale di giugno, che deciderà il nuovo sindaco della città.
Anche qui, l’onda lunga dei movimenti antiliberisti, pacifisti e della cittadinanza attiva si sono conquistati un importante spazio politico che ha «costretto» a un confronto serrato tutte le forze di sinistra, sia riformiste che radicali. La novità è rappresentata da una «strana coppia» di candidati, sostenuti da una coalizione che va dal l’Ulivo a Rifondazione comunista.

Si tratta di Graziano Delrio [Margherita] e Franco Ferretti [Ds], candidati, rispettivamente, alla carica di sindaco e vicesindaco.
Un’anomalia positiva, che mette insieme due belle storie politiche e personali.
Delrio, 44 anni, docente e ricercatore all’Università di Modena e Reggio, proviene dall’esperienza cattolica pacifista, dossettiana, vanta in particolare un’amicizia profonda con don Angelo Cocconcelli, parroco fondatore del Comitato di Liberazione di Reggio. Eletto nel 2000 consigliere regionale, è diventato presidente della commissione sanità e politiche sociali dell’Emilia Romagna, senza tralasciare il suo impegno nel volontariato. Da sempre in prima fila nella promozione del dialogo in Medioriente, ha organizzato numerose iniziative a sostegno della causa palestinese.
Franco Ferretti, invece, è stato segretario della Cgil cittadina; negli ultimi anni si è impegnato a fondo nel rapporto con i movimenti antiliberisti che hanno attraversato il paese, valorizzando il ruolo della Camera del lavoro di Reggio come espressione significativa della sinistra sociale italiana.

Programma trasparente

La società civile reggiana, nelle sue diverse espressioni [associazionismo laico e cattolico, sindacati, centri sociali] ha avuto
un’interlocuzione attiva con la sinistra politica, proponendo anche alcune candidature indipendenti [in particolare nei Verdi e in
Rifondazione] legate al social forum cittadino. Sono quattro le priorità programmatiche della coalizione: il tema del bilancio partecipativo, inteso come sviluppo qualitativo del decentramento amministrativo già avviato da quasi trent’anni; la qualità e i diritti del lavoro, in relazione alle trasformazioni produttive e all’emersione dei nuovi soggetti sociali, migranti e precari; la riqualificazione ambientale e la promozione di un modello economico e sociale equilibrato e sostenibile; infine, ma centrale, una politica di pace e cooperazione internazionale, a partire dai progetti condivisi con numerose municipalità di diversi paesi.
Il centrodestra, qui storicamente debole ma agguerrito [da queste parti An mantiene una matrice nettamente fascista] si presenta diviso in tre tronconi: la lista formata da Udc e Forza Italia candida l’anonimo Mario Poli; la lista di An propone Marco Eboli, presidente provinciale del partito; infine, un cartello civico, formalmente indipendente ma in realtà legato a Forza Italia, candida Carlo Baldi, importante commercialista, famoso soprattutto per una decina di incarichi e deleghe distribuite equamente tra aziende, cooperative, fondazioni, università e banche.