27 maggio 2004
Prato è viva
di G.S.
Che centrano gli accordi dellorganizzazione mondiale del commercio di Doha, dove i commercianti del pianeta si erano rifugiati nel 2001 dopo il disastro di Seattle, con il Nuovo Municipio? Per scoprirlo bisogna andare a Prato, una decina di chilometri a nord di Firenze, poco meno di 180 mila abitanti. Tra gli accordi dellOmc, ce nera uno chiamato «multifibre», che dal 2005 aprirà il mercato tessile europeo alla concorrenza globale. Già da qualche anno, le piccole aziende che compongono il distretto tessile pratese sono in crisi a causa della concorrenza selvaggia con i paesi dellEuropa orientale e dellAsia. Negli ultimi anni il fatturato complessivo delle aziende è sceso di più del 9 per cento. Particolare curioso, che sottolinea il carattere «globale» della vicenda: circa 1800 aziende, su 25 mila, sono gestite da cinesi. E la gran parte è impiegata proprio nel settore tessile.
Per discutere di questi temi, e di quelli connessi allamministrazione comunale, poco meno di un anno fa più di trecento persone
appartenenti ad associazioni, movimenti e partiti della sinistra hanno iniziato a riunirsi. Più di cinquanta incontri, nel corso dei quali è stato elaborato un vero e proprio programma da sottoporre agli amministratori di comune e Provincia. Il «Forum progettuale di Prato» ha anche scritto un lungo documento, intitolato «Prove tecniche di democrazia partecipata», in cui si affrontano i temi salienti per una «buona vita» nel comune toscano. Si parla dellammodernamento del tessile attraverso lopposizione alle politiche di precarizzazione del lavoro e linvestimento sulla formazione; della partecipazione e della costruzione di nuove forme di democrazia, citando esplicitamente la Carta del Nuovo Municipio; del riconoscimento di diritti di cittadinanza per tutti: della necessità di unurbanistica sostenibile.
«Siamo andati dai partiti della sinistra e abbiamo posto le seguenti domande spiega Gabrio Guidotto, uno degli animatori del Forum - Perché si cerca lunità solo nelle scadenze elettorali? Perché non provare a pensare a una nuova idea di governo locale? Perché non rilanciare il ruolo del pubblico e magari riconsiderare le politiche delle privatizzazioni? Perché, come ente pubblico, non pensare a non applicare la legge 30 sulla precarizzazione del lavoro? E ancora: perché non lasciar perdere multisale e centri commerciali, per investire sulla qualità e non sulla quantità dello sviluppo? E infine: perché non puntare sulla partecipazione dei cittadini, mettendoli al primo posto nella gestione della cosa pubblica?».Diessini, circoli Arci, Rifondazione
È finita, o forse sarebbe meglio dire, è cominciata, con il centrosinistra cittadino che si è tappato le orecchie e ha deciso di candidare il diessino Marco Romagnoli, il quale, appena designato, ha polemizzato con il Forum sulle privatizzazioni: «Il ruolo del pubblico ha sentenziato - non è la gestione diretta di attività o servizi. Il vero nodo è quella della loro efficienza, qualità, costo e gradimento da parte dei cittadini».
Di fronte a tanta sordità, si è infine deciso, un po come nella vicina Firenze, di far da sé. Ed è nata la lista «Prato Viva», cui aderiscono molti fuorisciti dai Ds, già del «correntone», e almeno la metà dei circoli Arci della provincia. «Prato viva» ha assunto come proprio il programma del Forum e si è accordata con Rifondazione.
«Si prova davvero, nel concreto, a cercare un altro modo di fare politica, ciò che ha prodotto subito un primo risultato: ognuno avrà la libertà di votare per chi meglio rappresenta le proprie idee e non solo per il meno peggio spiega Gabrio Ora cè un bel clima, a Prato, cè la voglia di dimostrare che la nostra idea di città è quella giusta, cè la consapevolezza di avere prodotto qualcosa di nuovo per tutti noi. E cè tanta gente a cui è tornata la voglia dimpegnarsi, gli è rispuntato perfino il sorriso. Cercheremo di dimostrare che è possibile invertire la tendenza e portare nelle amministrazioni locali una sinistra un po antiliberista, plurale, non violenta, che prova a disobbedire alle leggi del mercato mettendo al centro i cittadini».Il fascino indiscreto del cemento
Il candidato a sindaco di «Prato viva» si chiama Mauro Vannoni, è stato per dieci anni deputato dei Ds, eletto in questo collegio, il che fa ben sperare. Alla presidenza della Provincia, invece, la neonata alleanza ha candidato Alessio Nincheri, il giovane segretario provinciale di Rifondazione comunista, che si è fatto le ossa nel movimento degli ultimi anni ed è tra i fondatori del Prato social forum. Ma dovè il problema? Che, mentre lindustria tessile, a Prato, soffre, negli ultimi anni si è avuta una crescita sospetta dellindustria del mattone, proprio mentre nel resto della Toscana il settore delle costruzioni è in calo.
«Abbiamo sempre denunciato che la politica spericolata fondata sul mattone e sulla speculazione edilizia avrebbe portato alla miseria di molti ed alla ricchezza di pochi ha scritto il candidato di Prato viva, Vannoni, in una lettera aperta alla città - In questa situazione le conseguenze per le imprese, i lavoratori e le famiglie sono drammatiche». «La preoccupazione è che si ceda alla tentazione di vedere il settore edilizio e immobiliare come unico possibile volano per uscire dalla crisi del tessile - afferma il Forum nella sua carta dintenti Occorre una riflessione seria sulla tutela del territorio e dei beni collettivi, che non possono essere barattati in cambio di una fragile e incerta, se pur auspicabile, ripresa. La tutela e la salvaguardia del territorio diventa elemento fondante del futuro del territorio stesso». Fa eco il programma di Vannoni: «A differenza di quanto qualcuno ha creduto [e praticato] in passato, non vi sarà crescita economica se non cresceranno i diritti, la valorizzazione del territorio e del vivere in esso».