16 settembre 2004
Sotto il ponte
di G.S.Rocco Cassone? È un massimalista». Quando chiedi ai cittadini di Villa San Giovanni informazioni sul loro [quasi ex] sindaco ti senti rispondere in maniera soprendente. Poi scopri che per cinque ottavi la giunta comunale [quasi uscente] è composta da medici, e che laggettivo «massimalista» non ha alcun riferimento a vicende politiche. Significa che Cassone, giovane e apprezzato pediatra della mutua, ha il «massimo» degli assistiti. Praticamente, cura i bambini di tutta la cittadina dello Stretto, che conta più di tredicimila abitanti.
Il «pediatra massimalista», un cattolico moderato, sindaco da due consiliature che ha ereditato la poltrona di sindaco da un altro medico, un paio di settimane fa ha convocato la cittadinanza nella sala parrocchiale della cattedrale di Villa San Giovanni e ha annunciato le sue dimissioni: «Accanto al libero confronto si sta palesando un disegno perverso fatto di azioni criminose sempre più incipienti, che ha come chiaro obiettivo quello di abbattere un consesso eletto secondo metodi democratici», ha detto il sindaco a più di mille cittadini, con la vistosa assenza di questore e prefetto. I quali non perdono occasione di partecipare a qualsiasi evento pubblico, dicono i più smaliziati: «Se io e te, adesso, invitassimo a bere un caffè il prefetto, lui verrebbe. Non se ne perde uno, di evento mondano, neanche quelli più spiccioli». Invece, questa volta la sua sedia era vuota.
Nesuno dice niente al ComuneLa sottile linea che separa la resa di fronte alle minacce e agli attentati dal gesto di protesta sta tutta qui, nella scelta di Cassone di comunicare il suo allarme alla cittadinanza riunita in assemblea. Pochi giorni prima, il sindaco aveva ricevuto una busta con dentro cinque proiettili, ultimo atto di uno stillicidio di piccoli attentati e intimidazioni ai membri della giunta, e due auto del sindaco andate a fuoco. «Un proiettile per lui, gli altri per la moglie e i tre figlioletti», ha spiegato subito chi conosce il linguaggio mafioso. Peppe Carbone è la memoria storia della sinistra villese. È stato lultimo segretario del Pci di Villa, qualche anno fa è uscito dai Ds per entrare in Rifondazione comunista: «Non cè dubbio che le minacce sono collegate allopposizione che lamministrazione ha da subito fatto al Ponte sullo Stretto ci spiega, seduto al bar di un centro commerciale che ha preso il posto di uno stabilimento Fiat nel corso del decennio scorso Possiamo affermare tranquillamente che tra il programma di centrosinistra e Rifondazione e quello delle destre c'era ununica differenza: la posizione sul Ponte».
Da quando si è insediata la giunta Cassone, il governo Berlusconi e la giunta regionale calabrese, anchessa in mano alla destra, si sono mosse per conto proprio verso la realizzazione del Ponte. Così, si parla di inizio dei lavori già lanno prossimo, senza che
lamministrazione comunale di Villa San Giovanni, che «ospiterà» il pilone calabrese della mega-opera, sappia nulla. Non si sa dove andranno a finire le tremila persone che abitano nelle case che dovranno essere spazzate via dal padre di tutti gli ecomostri; non si capisce quali opere, svincoli ecc. devono essere realizzate intorno allarea del Ponte; non si fa cenno alle modifiche al tratto autostradale della Salerno-Reggio Calabria che porta a Villa: nessuno ha idea di dove passeranno i duemila camion giornalieri che dovranno raggiungere i megacantieri. E delle faglie ancora attive nelle montagne di Santa Trada, neanche a parlarne. Non bastasse larroganza del governo, ci sono poi i superpoteri della legge-obiettivo, che il Tar di Catania, su ricorso di alcuni cittadini siciliani, ha già rinviato alla Corte per sospetta incostituzionalità. La Costituzione conferisce «pari dignità costituzionale» allo stato e a tutti gli enti locali.Ma il corto circuito istituzionale rappresentato dallamministrazione di Cassone precipita anche su un Piano regolatore che non prevede il Ponte sullo Stretto. Quindi il governo, nel Documento di programmazione economica e finanziaria, ha annunciato di voler inserire nella prossima legge finanziaria 300 milioni di euro per le aree urbane di Messina e di Villa S. Giovanni: una «compensazione» anticipata e furbesca delle servitù imposte dai futuri cantieri del ponte. «Se questa è la situazione quando il Ponte è ancora un miraggio, figuriamoci cosa succederà quando verranno assegnati i primi incarichi per la progettazione definitiva, esecutiva e per la realizzazione dellopera», denuncia il Wwf.
A riprova del fatto che il governo vuole far da sé infischiandosene di quello che pensano i villesi, si viene a sapere che Francesco Siclari, il candidato della destra alle ultime elezioni comunali, è stato nominato consulente superpagato per la realizzazione del Ponte. Quindi, paradossalmente, il candidato a sindaco bocciato dai cittadini, conterà di più della coalizione di Cassone, che a maggio dello scorso anno ha ottenuto più del 54 per cento dei voti, cui vanno sommati quelli, schierati in maniera ancora più radicale a difesa dellambiente, raccolti da Grazia Francescato, anchessa candidatasi in opposizione alla costruzione del Ponte.
E la polizia non vide nulla
«Villa San Giovanni - ha detto Cassone ai capigruppo del centrosinistra alla camera dei deputati, in visita la settimana scorsa è in questo momento al centro di grandissimi interessi economico finanziari, nazionali e locali, dal Ponte allipotesi di riorganizzazione dellattuale assetto commerciale relativo allattraversamento dello Stretto: gli attentati e le intimidazioni disegnano ormai il chiaro intento di abbattere lamministrazione comunale». Lino Mamone, assessore alla pubblica istruzione, anche lui di Rifondazione comunista, è ancora più esplicito: «Una strategia ben precisa a Genova, al G8, il governo lha avuta. Qui a Villa è avvenuto che persone incappucciate hanno gettato benzina sulla macchina del sindaco, di fronte alle telecamere della questura e venti secondi dopo il passaggio di volanti della polizia. Il sospetto è legittimo».
«Ritengo che lo Stato abbia gli strumenti per evitare tutto questo: basta volerlo e programmarlo dice invece Rocco Cassone, che ci riceve mentre una fila di mamme con bambini in braccio comincia alla porta del suo ambulatorio e finisce fuori dalledificio Ho fatto un gesto forte, che aspetta reazioni forti». Il ministro degli interni Pisanu, nella sua telefonata al sindaco, ha ammesso che Villa San Giovanni ha un ruolo più importante delle sue dimensioni, e che, soprattuto a causa del progetto del Ponte, risveglia appetiti oscuri. Il ministro dellinterno ha poi assicurato al sindaco che si sta monitorando «qualsiasi manovra speculativa attorno al Ponte», e che andrà a Villa San Giovanni a presentare il Piano di sicurezza nazionale del prossimo anno.
«Io e la mia giunta siamo vittime di un tentativo di farci fuori, perché che non abbiamo connivenze ci spiega il sindaco Nessuno ci ha mai chiesto niente, per il semplice fatto che non siamo vulnerabili. Ma il problema non è avere la scorta, anche perché io ho tre bambini che giocano a pallone per strada. Il problema è la blindatura di tutte le decisioni sulle grandi opere. Noi siamo stati eletti per amministrare, e non vogliamo prendere ordini da nessuno».
«Rocco Cassone esige atti concreti per svolgere il suo mandato spiega Nichi Vendola, deputato di Rifondazione della commissione parlamentare antimafia Invece la commissione animafia cerca di occultare qualsiasi cosa che provi linfiltrazione della mafia nella vicenda legata al Ponte. Più precisamente, non è che cè un rischio di infiltrazione. È dal 1985 che la mafia è già entrata nellidea del Ponte, in primo luogo attraverso lacquisizione di aree» La prima querra di mafia è del 1985, e nacque a causa delle dichiarazioni che il governo Craxi fece a proposito del Ponte. In una relazione del 2000, la Direzione investigativa antimafia segnalava come «le famiglie di vertice della ndrangheta» si fossero «già da tempo attivate per addivenire ad una composizione degli opposti interessi che, superando le tradizionali rivalità, consenta di poter aggredire con maggiore efficacia le enormi capacità di spesa di cui le amministrazioni calabresi usufruiranno nel corso dei prossimi anni».«Possiamo dire che hanno messo le mani su tutto il ciclo produttivo del Ponte, ovviamente esclusa la progettazione», aggiunge Vendola. In Calabria ci sono ogni anno ottanta attentati contro amministratori locali. Tuttavia, in quello che Vendola definisce «lordinario colombiano» di questa regione, Villa San Giovanni detiene il record: otto attentati solo nel corso di questanno. «Questo governo locale si contraddistingue per essere una voce fuori dal coro continua il deputato di Rifondazione Ha spezzato lunanimismo attorno al Ponte. E la semplice opposizione del sindaco ha già di per sé un impatto sugli interessi legati alla sua costruzione».