27 marzo 2003
Il bluff della raccolta differenziata
DI Pietro Luppi
Alla vigila del Giubileo il comune decretò l'emergenza per lo smaltimento dei rifiuti. L'incremento degli scarti dovuto all'enorme afflusso di pellegrini costrinse l'amministrazione a prendere atto di una situazione che era già, e a prescindere, sull'orlo del collasso. Ormai sono passati tre anni, ma l'emergenza non è stata ritirata.
La discarica di Malagrotta, nata come la più grande d'Europa, entro quattro anni sarà colma. I rifiuti che vi si accumulano hanno come unica destinazione gli inceneritori. Questo metodo di smaltimento dall'impatto ambientale devastante ha delle alternative, ma queste stentano a prendere piede. A Roma la raccolta differenziata non funziona. Del milione e mezzo di tonnellate di rifiuti raccolti ogni anno, solo il 5 per cento è differenziato. Sei anni fa la percentuale superava di poco l'1 per cento, quindi un miglioramento c'è stato. Ma in questi stessi sei anni, secondo la legge Ronchi, si sarebbe dovuto raggiungere un obiettivo minimo del 35 per cento. I fondi a disposizione però sono pochi. I cassonetti per la carta e quelli multimateriali ammontano al 33 per cento dei cassonetti totali, ma gli automezzi destinati alla raccolta sono solo 18! Dovrebbero passare ogni due settimane, ma il più delle volte sono costretti a passare una volta al mese. Oltretutto, delle misere 92300 tonnellate raccolte, ben 4700 vengono rimescolate con gli altri rifiuti.
"Una questione di inaccortezza", ci spiega Lucia Venturi, membro della commissione di esperti del settore nominata quatro anni fa dal comune. "Nei cassonetti dell'indifferenziato infatti l'Ama trova di tutto... La commissione ha molto insistito perché vengano fatte delle campagne di informazione, per indicare al cittadino che cosa si deve fare una volta che ci troviamo un rifiuto in mano. Su questo sono state fatte delle campagne, però non sono state continuative". A Malagrotta una parte dei rifiuti viene selezionata e trasformata in combustibile "che per il momento non trova nessuno sbocco se non quello di ritornare in discarica", racconta la Venturi, "perché non c'è nessuna convenzione con impianti esistenti quali centrali termoelettriche o cementifici".
Novità positive ci sono invece sul fronte dei rifiuti organici, che se fossero interamente recuperati alleggerirebbero del 30 per cento la quota annuale dell'indifferenziato. Per ora si è costruito un impianto di compostaggio a Maccarese, e i cittadini che hanno a disposizione un giardino potranno fare richiesta di una macchina per il compostaggio ottenendo così uno sconto del 30 per cento sulla bolletta dei rifiuti.
Riciclaggio industriale, recupero energetico, compostaggio... tutte soluzioni utili a ridurre l'impatto ambientale degli scarti della città. Ma a noi sembra che all'appello manchi la soluzione più semplice: il riutilizzo. Secondo Lucia Pietroni, docente universitario che si occupa di riciclaggio, il riuso è indubbiamente "un atto di prevenzione ambientale, perché contribuisce a ridurre la produzione dei rifiuti, anche se tale riduzione è difficilmente definibile in termini quantitativi".
Un comportamento ecologicamente responsabile si fonda sull'ottenere il massimo dal minimo. Se un bicchiere sano viene buttato, perché riciclare il suo vetro? Non basterebbe lavarlo? E se ho bisogno di una sedia, non posso cercarla tra le migliaia che i miei concittadini non vogliono più? Non si tratta di idee innovative. A Porta Portese, come nei mercatini di periferia, gli operatori che recuperano l'usato sono migliaia. Tra bancarelle e lenzuoli stesi a terra, a Roma un circuito del riutilizzo già esiste. Ma gli operatori di Porta Portese, nonostante lo richiedano da decenni, non sono mai stati regolarizzati. Con la legge Bersani la sanzione minima è salita a 5165 euro, e la forte tornata di multe degli ultimi mesi ha messo in ginocchio tantissimi venditori. Data l'emergenza rifiuti il mercato dell'usato dovrebbe essere incentivato, non ostacolato. Importanti obiettivi come l'alleggerimento delle discariche e la salvaguardia di numerosi posti di lavoro potrebbero essere ottenuti con un semplice atto di volontà amministrativa.