13 marzo 2003
Un'altra economia, la pace ogni giorno
Dalle campagne nazionali ai coordinamenti territoriali locali. Il nodo di Roma della Rete Lilliput è impegnato attivamente su tanti fronti. Riconducibili a due grossi ambiti: la promozione di una cultura e di pratiche di pace e la costruzione di un'alternativa all'economia dominante.
La parola "pace", dentro Lilliput, significa non violenza. Anzi, per essere precisi: nonviolenza senza trattino perché la scelta dei lillipuziani non è una scelta per sottrazione. Tutt'altro: la pace è il frutto di tanti gesti di costruzione quotidiana di pratiche alternative ad una cultura di guerra.
Fra queste, l'ultima nata sono le "biciclettate per la pace", ma in questi mesi l'azione di Lilliput sul territorio è stata centrata soprattutto sulla distribuzione di bandiere di pace [Lilliput ne è il referente per la città].
Accanto al lavoro sul locale, il nodo ha portato avanti e sostenuto le tante campagne nazionali legate alle tematiche della nonviolenza. In particolare, ha supportato in questi mesi la "sfortunata" iniziativa del Coordinamento 185 a difesa 185/90 sull'export di armi e la campagna "Fuori l'Italia dalla guerra", che ha avuto il suo momento forte nella fiaccolata cittadina del 10 dicembre, organizzata con un buon "lavoro di squadra" insieme ad Emergency, Libera e Tavola della Pace.
E se la costruzione della pace non significa solo un "no" alla guerra, ma tanti "sì" ad iniziative concrete di costruzione di un diverso mondo possibile, il nodo di Roma sta facendo la sua parte con due iniziative nate in questi mesi, con l'intento di dare una "strutturazione permanente" alla ampia e spontanea mobilitazione pacifista.
Città aperta
La prima è il coordinamento Roma città aperta alla pace. Il coordinamento, in questi giorni, sostiene e raccoglie le tante azioni di contestazione alla guerra in Iraq, invita tutte le cittadine e i cittadini, le associazioni, i movimenti, le reti, a far camminare la pace per le vie della città promuovendo con tutte le proprie forze ogni possibile iniziativa [nei quartieri, nelle piazze, nei mercati, nelle parrocchie, nelle scuole e università, nei luoghi di lavoro] che esprima la volontà di pace della nostra città [on line c'è il sito www.romacittapertallapace.it]. La seconda è un'iniziativa promossa da una rete di associazioni che lavorano ogni giorno sui temi della pace [riunite sotto la sigla Romaperlapace]: è la realizzazione della Casa della pace, recentemente fatta propria dall'amministrazione Veltroni, che ha annunciato la creazione di un luogo stabile a cui possano far riferimento le tante associazioni sparse sul territorio e che possa funzionare da coordinamento e agente della promozione delle iniziative.
Prossima stazione Cancun
La costruzione di un mondo di pace passa innanzitutto attraverso il superamento delle differenze, prima di tutto quelle economiche. Ed è per questo che l'altro grande campo di impegno della Rete Lilliput è quello della costruzione di un'alternativa concreta al sistema economico dominante.
In tal senso l'iniziativa che costituisce la priorità per il 2003, sia a livello sia locale che nazionale, è la campagna "Questo mondo non è in vendita". Si propone di ottenere una maggiore trasparenza e democrazia dell'Organizzazione mondiale del commercio. La campagna ha l'obiettivo di fermare gli accordi che l'Omc sta preparando in vista della prossima "Ministeriale" di settembre 2003 a Cancun, Messico: accordi che spaziano dall'agricoltura, ai brevetti intellettuali [con particolare riferimento ai farmaci], alla ulteriore liberalizzazione e privatizzazione dei servizi compresi quelli pubblici essenziali [ad esempio, l'acqua] e che hanno sostanzialmente lo scopo di sottrarre alla sfera dell'azione politica di un paese [e quindi ai cittadini che democraticamente eleggono il parlamento] la possibilità di svolgere, in maniera trasparente, pubblica e democratica, l'esercizio fondamentale di direzione della politica economica. Il nodo di Roma della Rete Lilliput si farà promotore di contatti, iniziative e momenti di confronto sul territorio per sensibilizzare cittadini e istituzioni su queste tematiche.
Sempre in ambito cittadino, Lilliput fa parte del Tavolo dell'Altra Economia, che ha lavorato all'organizzazione, a dicembre, della festa omonima. In queste settimane, il Tavolo sta discutendo la realizzazione di una commissione di valutazione etica delle sponsorizzazioni. Ma, soprattutto, il Tavolo sta collaborando per la costituzione, negli spazi dell'ex mattatoio di Testaccio, di una struttura permanente, una sorta di città dell'altra economia.
L'idea nasce dall'esperienza delle cooperative e delle associazioni che da tempo a Roma costruiscono dal basso un'economia diversa, un'idea che valorizzi le relazioni prima che il capitale, che riconosca un'equa ripartizione delle risorse tra tutti, che garantisca il rispetto dell'ambiente naturale e l'arricchimento di quello sociale. Si tratta delle iniziative del commercio equo e solidale, della finanza etica, del consumo critico, del turismo responsabile, delle pratiche del riuso e del riciclo dei materiali, delle energie rinnovabili, dei sistemi di scambio non monetario. L'idea è quella di creare un luogo che sia al tempo stesso dimostrazione delle possibilità concrete di un approccio alternativo al mercato, alla produzione, ai consumi, alle relazioni economiche e sperimentazione in corso d'opera di innovazioni di prodotto e di processo.
Un luogo che si alimenti grazie alle energie rinnovabili, che si finanzi grazie ai fondi etici, in cui le persone che lo frequentano si nutrano soltanto con cibi biologici e del commercio equo e solidale, che crei la propria moneta per gli scambi interni al circuito. Un luogo che metta la persona al centro dell'economia e dimostri che tutto ciò non solo è possibile ma ha anche una sua sostenibilità economica e ambientale.
Bo[yco]tteghe del mondo
La costruzione di un'economia alternativa significa anche la creazione concreta sul territorio di reti di economia solidale. I lillipuziani si muovono in quest'ambito attraverso due strumenti prioritari: il consumo critico e il boicottaggio, che permettono a tutti i cittadini di non essere relegati al ruolo di consumatori passivi e di riappropriarsi del loro potere decisionale, utilizzando attivamente e responsabilmente il consumo come strumento per orientare in senso virtuoso il comportamento di quelle imprese nazionali e transnazionali che perseguono il profitto attraverso abusi umani, sociali e ambientali.
Per quanto riguarda la pratica del consumo critico, fra le associazioni rappresentate stabilmente vi sono le botteghe del commercio equo, inoltre molti degli aderenti al nodo di Roma della Rete Lilliput fanno parte di Gruppi d'acquisto solidale. Ricerca di prodotti locali, contatti con i piccoli produttori, preferenza per prodotti biologici e naturali, attenzione alle condizioni di lavoro, cultura della convivialità: sono questi i cinque principi base che muovono i Gas. Un'esperienza di confronto e promozione molto diffusa nel nord dell'Italia e che lentamente sta prendendo piede anche a Roma.
Un altro settore di presenza nell'ambito cittadino è quello del boicottaggio. Il nodo lillipuziano di Roma ha contribuito alla "Giornata del nonacquisto" ed è parte attiva del Coordinamento Cambia lo sponsor [Cocs].
Il Cocs, è questa è una storia che Carta città ha raccontato nelle settimane scorse, ha recentemente ottenuto l'esclusione della multinazionale Nestlè dall'ultima edizione romana di Eurochocolate ed attualmente impegnato in una campagna "O la scuola o la scarpa" contro la Nike che ha "regalato" dei campetti di calcio ad alcune scuole della periferia di Roma. Ma il Cocs è anche consumo critico: in tal senso questi giorni è molto richiesta la "BOycoTTEGA", una sorta di stand promozionale mobile, realizzato in occasione della Festa dell'Altraeconomia, in cui si può fare un test semplice e divertente per misurare il proprio livello di informazione e di adesione al consumo critico.
Per informazioni sul nodo di Roma della Rete Lilliput,
i contatti sono: Referenti del Nodo, Luigi Pirelli [luipir@yahoo.it] e Susy Pirinei [mpirine@tin.it];
Referente subnodo, Riccardo Troisi
[3355769531 riccardo.troisi@libero.it];
Gruppo di Contatto [per nuove adesioni],
Marina Russo [mariru61@yahoo.it];
Ufficio stampa, Luigi Bertolo
[mc9376@mclink.it stampa_lilliput_roma@yahoo.it, 0687141132]