13 marzo 2003

Kaos tour s'immerge nello SpA
di
Veronica Giannini

Il Kaos arriva a Strike Spa. E si ferma per due giorni, il 14 e il 15 marzo 2003. Dobbiamo spaventarci? Ho sempre creduto che il kaos sia fonte di nuove idee e nuovi progetti. In termini più attuali che sia fortemente produttivo. Ma questi termini non funzionano, quando si parla di Kaos Tour, perché lo scopo di queste iniziative girovaghe non è la produzione in senso economico stretto, ma la ri-produzione, la condivisione, la diffusione.
Non per niente l'epigrafe del comunicato cita Primo Moroni, e dice "collettivizzare saperi, senza fondare poteri". L'intento finale del tour è sostenere il progetto Autistici.org /Inventati.org, che di poteri non ne ha e non ne vuole, se non quello di consentire a chiunque voglia ["unica discriminante, non essere portatori di una cultura sessista, razzista o fascista", e scusate se è poco!] l'accesso e l'utilizzo di strumenti di comunicazione. Potere enorme, possiamo dire, ma poco riconosciuto, forse fortunatamente.
Chiariamo alcuni punti, partendo dal principio. Autistici.org/Inventati.org sembra il nome di un sito o di un portale, anzi no, di due. In realtà lo è, un enorme portale, ma non solo. È un progetto, un percorso, uno strumento. Tecnicamente, è un server indipendente. Nato da singoli soggetti provenienti da varie parti d'Italia con in comune "gli stessi bi-Sogni", Autistici. org/Inventati.org in totale pratica di hacktivismo, offre i servizi essenziali per una libera comunicazione telematica [spazio web, e-mail, mailing list], ma anche strumenti di anonimizzazione digitale per il diritto alla privacy [come nascondere la propria identità, la propria navigazione o i propri messaggi in rete attraverso anonymous remailer e chiavi di crittografia], diffusione di documenti, idee, produzioni libere dal copyright per la condivisione dei saperi e delle risorse.
Come molti progetti "hacktivi" tira avanti con l'autofinanziamento, e ha spese materiali sostanziose.
Per questo il Kaos Tour, che ha toccato già molte città italiane è ora Roma, ospite del nuovo spazio occupato Strike SpA, dove Spa non sta per società per azioni, ma per il più sensato "Spazio Pubblico Autogestito". Due giornate di incontri, laboratori, musica, nella migliore tradizione "acara" [acaro = appartente alla comunità italiana degli hackers], assolutamente reticolare e libero. Lasciando la parola all'immaginifico manifesto di presentazione: "linguaggi e tecnologie diverse si confonderanno in un caleidoscopio di cavi, pixel, tubicatodici e carne umana". I seminari riguarderanno gli strumenti di anonimizzazione e di comunicazione in rete, le comunità hacker italiane, l'etica hacker e l'autorganizzazione dei networkers [lavoratori digitali] nella crisi della net-economy, lo streaming audio e video e i progetti ad esso correlati [Radio.Inventati.org eNGVision.org]. Inoltre performance teatrali multimediali, musica elettroacustica, dj set di vario genere e vj set . L'occasione mira anche alla cablatura [collegamento tramite cavi di computer in rete] del luogo ospitante, organizzata come workshop pubblico.In concomitanza, la riunione di pre-hackmeeting, per cominciare ad immaginare e organizzare l'evento annuale della comunità hacker: l'hackmeeting [www. hackmeeting. org], ossia "l'incontro delle comunità e delle controculture digitali italiane", che si svolge ormai da cinque anni, a rotazione in varie città d'Italia. Hackers o no, un salto nel Kaos rigenera le menti e i corpi. E inoltre, una volta tanto la motivazione è buona, così come il gioco di parole: a[i]uti[amo]stici!