15 maggio 2003

Aprite lo stefer

di G.S.

La storia del deposito Stefer comincia alla fine del XIX secolo, quando una società francese decide di investire sul trasporto urbano romano e fonda, appunto, la Stefer [Società tramvie e ferrovie elettriche di Roma] ottenendo la concessione della rete tramviaria che unisce i Castelli a Roma. Il 9 novembre 1903 fu terminato il tratto tra Porta San Giovanni e via delle Cave, e l’anno successivo venne inaugurata la sede dell’Alberone. Che rimase privata fino al 1928, quando il governatore di Roma acquistò la proprietà della ferrovia: il comune di Roma resterà l’unico proprietario dell’area fino al 1976. Nel frattempo, il progresso tecnologico e le mutate esigenze del sistema viario cittadino mettono in crisi il tram Stefer. Il graduale declino culminerà nel 1980, quando venne inaugurata la linea A della metropolitana.

Nel 1984 l’assessorato alla pubblica istruzione della provincia prese l’iniziativa e lanciò una proposta per la ristrutturazione del deposito dismesso di via Appia nuova: l’intento era di «abbinare più funzioni» e creare «una nuova possibilità di relazione tra altri spazi già esistenti» realizzando aree di parcheggio per le automobili dei residenti, parcheggio, scambio o di servizio per attività economiche localizzate in zona [magazzini, uffici] in connessione con la stazione della metropolitana di Furio Camillo, un centro per servizi culturali ed attività commerciali, con preferenza per attività di servizio pubblico. Si arriva al 1996, quando associazioni, comitati, singoli cittadini fissarono paletti importanti sul futuro dell’area, opponendosi alla ventilata, parziale trasformazione dell’area in centro commerciale.All’inizio del 2001, il presidente della circoscrizione, Roberto Federici, faceva sapere che la giunta comunale aveva finalmente approvato la delibera per l’avvio dei lavori nel deposito: i locali verranno attrezzati a nuova sede del mercato Appio I. «Risorse per Roma», la società per azioni costituita nel 1995 [a seguito di una legge del 1990 che attribuiva agli enti locali la possibilità di gestire i servizi pubblici anche a mezzo di società per azioni], ha redatto il progetto ed ha avuto l’incarico di indire la gara d’appalto e di dirigere i lavori del cantiere.

Gli accordi tra l’amministrazione comunale, «Risorse per Roma» e municipio prevedono la sistemazione della struttura in modo da trasferire il mercato di via Gino Capponi, riservare 600 metri quadri a servizi pubblici e attività di tipo sociale, e creare degli spazi commerciali da affittare o cedere in accordo con l’associazione commercianti di via Appia Nuova.

Ma sorgono delle complicazioni: «Risorse per Roma» ha appaltato sia la trasformazione del deposito dei tram in mercato coperto sia la ristrutturazione delle cubature per attività commerciali al gruppo Mezzaroma: il comune sostiene di non avere le risorse per la sistemazione degli spazi destinati a servizi pubblici e attività di tipo sociale e l’accordo con uno dei principali cementificatori romani prevede la facoltà di destinare altri 400 metri quadri a servizi commerciali.

In questo contesto, inizia la mobilitazione dei cittadini. Il forum sociale del municipio IX, nell’ambito della giornata del 12 dicembre 2001 di mobilitazione cittadina promossa contro la guerra militare, economica e sociale, apre una vertenza nei confronti delle amministrazioni comunale e municipale per il rispetto dell’accordo raggiunto nel 1996 che prevede l’acquisizione di 600 metri quadri a uso sociale per la cittadinanza all’interno del complesso Stefer. «L’accordo - spiegarono i manifestanti al presidente del municipio - fu raggiunto dietro pressione di un movimento composito di cittadine e cittadini, associazioni, comitati e partiti che, pur concordando con lo spostamento del mercato dell’Alberone nel deposito, si opponeva alla trasformazione della restante area nell’ennesimo centro commerciale. Orala società ‘Risorse per Roma’ non intende mantenere fede a questo accordo e pretende di affidare a privati la gestione di quei 600 mq [una palestra più un centro polifunzionale] con l’unica promessa che sarà reso possibile l’accesso di alcune fasce deboli in determinate ore della giornata o della settimana».

Il presidente del municipio, Maurizio Oliva, mostrò di condividere queste preoccupazioni e si impegnò «a contattare il responsabile del comune per ‘Risorse per Roma', allo scopo di avere un aggiornamento sulla situazione».

Adesso, a più di un anno da quell’incontro, una lettera di numerosi cittadini a Walter Veltroni rivendica il diritto a conoscere il destino dell’area: «Crediamo – scrivono - che essere informati, esprimere il nostro parere ed essere coinvolti nei processi decisionali sia un nostro diritto sia di cittadine e cittadini sia di elettrici ed elettori di questa maggioranza capitolina che lei rappresenta e che con il nostro voto abbiamo contribuito a far eleggere. Le chiediamo pertanto un incontro urgente per conoscere ed essere informati sulle intenzioni del gruppo Mezzaroma e dell’amministrazione capitolina in riferimento al progetto di ampliamento del nuovo centro Appio I.

Desideriamo sapere se è cambiato qualcosa da quando lei, nel novembre 2001, venne a inaugurare il centro su un progetto che ora, a quanto ci risulta, si vuole modificare. Su quale progetto lei si éèimpegnato per il nostro municipio?».

Per contatti ed adesioni a questo appello

si può scrivere all’indirizzo m.mauro@inwind.it