22 maggio 2003

Sulla schiena del mostro

di Paola Doricchi


Costruita tra il 1966 e il 1975 su progetto della Finsider, concepita dalla mente criminale di non si sa quale architetto che come minimo dovrebbe essere stato depennato dall'Ordine e mai più messo in condizione di nuocere alla collettività, la Sopraelevata o Tangenziale Est con le sue travi d'acciaio e i suoi piloni di cemento armato nel 2005 compirà trent'anni.
Viene chiamata "il mostro" dai cittadini e dalle cittadine di San Lorenzo e dagli abitanti del primo tratto di via Prenestina, che tutte le mattine aprono le finestre dei loro appartamenti e si ritrovano in un incubo, la cui scenografia è fatta di pannelli di plastica anneriti dallo smog, rumore assordante e gas di scarico, degna di un romanzo di Ballard o di un film di Cronemberg. Il mostro ha i suoi nemici e prima o poi dovrà soccombere.
Sono anni infatti che il popolo sanlorenzino e quello del Pigneto, organizzati in comitati di quartiere, portano avanti una guerra - sacrosanta questa volta - contro il dragone di cemento che collega la parte nord della città con le zone più a sud e con l'autostrada A 24, e non si danno per vinti.
"È da sei anni che il comune di Roma si è impegnato per lo smantellamento della sopraelevata con la delibera del 29 maggio '97 - racconta Maurizio Gamba, segretario del circolo di Rifondazione comunista di San Lorenzo, da sempre impegnato su questo fronte - e già nel 2000 si erano rese disponibili le aree della ferrovia e della dogana per poter spostare il percorso lontano dalle abitazioni e consentire l'abbattimento del mostro. Nel corso degli anni le varie amministrazioni, pressate dalle tante manifestazioni messe in piedi dai comitati dei cittadini, hanno fatto promesse e illustrato progetti. Gli architetti di Italia nostra avevano addirittura proposto l'interramento della tangenziale. Nel dicembre del 2000 l'allora vicesindaco Tocci dichiarò ai giornali che erano stati stanziati 20 miliardi di vecchie lire per realizzare una alternativa al viadotto…abbiamo chiesto più volte che fine abbiano fatto quei soldi…nessuno lo sa, ed è tutto come prima".
In effetti i titoli dei giornali dell'epoca erano piuttosto espliciti: La Repubblica [8 dicembre 2000] "Addio sopraelevata. Dalla finanziaria 20 miliardi per abbatterla"; Il Messaggero "Tra due anni non ci sarà più la sopraelevata di San Lorenzo"; Il Corriere della Sera [3 aprile 2001] "Demoliremo la sopraelevata. Veltroni: non è degna di una società civile"; Il Messaggero [24 aprile 2001] "I rivali veltroni e Tajani d'accordo: no alla tangenziale"; La Repubblica [11 dicembre 2001] "Tangenziale: il comune promette di recuperare i ritardi"; sempre La Repubblica [13 dicembre 20010 "A San Lorenzo la protesta dei cittadini e del Roma Social Forum. L'assessore Nieri promette: la abbatteremo".
In un comunicato stampa del 12 dicembre 2001, l'assessore alla Pianificazione del Territorio, Roberto Morassut, dichiarava: "Nei giorni scorsi, con la mia firma e quella degli assessori Nieri, Gargano e D'Alessandro, la giunta ha approvato una memoria che chiarisce inequivocabilmente l'impegno programmatico per la demolizione della sopraelevata. Nelle prossime settimane presentaremo le risorse necessarie e i relativi progetti per rendere concreto l'intervento".
Daniele Pifano del comitato Pigneto Prenestino spiega: "Noi vogliamo che l'impegno degli assessori venga mantenuto. Fino ad oggi il problema della sopraelevata è sempre stato sollevato in campagna elettorale da tutte le amministrazioni che si sono succedute. Matematicamente però, passate le elezioni la questione viene rimossa e ad ogni cambio di governo i soldi stanziati in precedenza scompaiono e bisogna ricominciare tutto da capo. Noi comunque non ci fermeremo, anche perché fortunatamente non siamo più soli. Ormai sono tante le persone che hanno capito e che ci manifestano la loro solidarietà".
L'appoggio della cittadinanza romana non è stato negato nemmeno quando i comitati hanno raccolto le firme per presentare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica contro l'amministrazione comunale per attentato alla salute pubblica. Le firme raccolte in quella occasione infatti erano migliaia, molte anche di persone che non vivono nei quartieri attraversati dal mostro. Del resto, basta percorrere il viadotto anche una sola volta per rendersi conto del disagio che necessariamente provoca a chi vive negli appartamenti distanti non più di due metri dai guard rail.
Comunque, nonostante la sordità delle istituzioni, la protesta non si ferma.
L'ultima manifestazione è dello scorso fine settimana. Per due giorni interi la tangenziale, chiusa al traffico, è stata trasformata in un luogo di festa e di dibattito. Una trentina tra associazioni, centri sociali e comitati, appoggiati dal gruppo comunale del Prc hanno organizzato un week-end molto particolare. Musica, spettacoli, teatro, cucina multiculturale, cinema, dibattiti, mercatino equo e solidale, addirittura una maratona e naturalmente una assemblea alla quale hanno partecipato Patrizia Sentinelli, capogruppo del Prc al comune di Roma, Riccardi e Berdini, urbanisti, e Nando Simeone, candidato nelle liste di Rifondazione per il III collegio alle prossime provinciali, che ha spiegato: "La nascita e lo sviluppo del movimento dei movimenti ha permesso alle tante esperienze di lotta territoriali di creare delle reti, di unirsi per portare avanti delle vertenze. La scelta di organizzare questa iniziativa ci ha dato l'opportunità di unire concretamente questioni locali con tematiche di ordine globale. Noi vogliamo un'altra città, a misura degli uomini e delle donne che la vivono. Nel caso specifico del traffico e della viabilità noi siamo per promuovere la centralità del servizio pubblico, magari su ferro, ecologicamente compatibile, e siamo sicuri che le soluzioni esistano. 0 solo un problema di volontà politica. Comunque questa non è stata la prima iniziativa e non sarà l'ultima. Continueremo fino a quando la tangenziale non sarà smantellata".
Il tutto si è svolto sulla parte più alta del viadotto. Sulla schiena del mostro che, per una volta, è servito a qualcosa…il panorama da lassù è uno spettacolo.