18 novembre 2004
Milano
Doppio scandalo in Provincia: «terroristi» il premio e la Rete
Lo «scandalo» è scoppiato nei primi giorni di novembre e ha scosso le cronache nazionali: il Leoncavallo, il centro sociale più antico e famoso d ’Italia, riceverà il Premio Isimbardi, riconoscimento ufficiale della Provincia di Milano. È stato lo stesso presidente, Filippo Penati, a comunicare la decisione: «Una provocazione? Assolutamente no - ha detto Penati - In questi trent’anni, il Leoncavallo è stato una presenza costante nella vita sociale e culturale milanese, andando forse addirittura oltre alle aspettative che si era prefissate». La scelta della Provincia segnala la volontà politica di aprirsi alle esperienze «partecipative» più innovative, come dimostra anche l’adesione alla Rete del Nuovo Municipio [sabato scorso, a Bologna, l’ Associazione ha tenuto la seconda assemblea nazionale]. «In una città spesso indifferente alle esigenze dei giovani, spesso troppo cara - dice ancora Pionati - il centro sociale Leoncavallo è stato un’alternativa al classico muretto. Da qui sono passati molti artisti nazionali e internazionali, qui si sono sviluppati temi sociali e politici, legati ai processi di globalizzazione, di cui anche il centrosinistra deve riconoscere il valore». «Sono stato una sola volta al Leoncavallo, durante la campagna elettorale - ha spiegato Penati - Non ne condivido tutte le posizioni politiche ma ne riconosco il valore sociale e culturale: per questo, mi sembrava opportuno che tra i premiati ci fosse un’anima importante della vita milanese. Scegliendo il Leoncavallo, il Premio Isimbardi torna nella Milano reale, nella Milano che è fatta anche da quelle periferie trascurate dalla giunta Albertini». Le reazioni della destra cittadina sono state immediate e furibonde; An e Lega, in testa, hanno parlato di «omaggio ai violenti» e di «riconoscimento politico all’illegalità». Il 4 novembre, addirittura, alcuni giovani di An hanno fatto irruzione nella sala consiliare della Provincia, contestando pesantemente il presidente Pionati.
I manifestanti indossavano «ironicamente» le tute bianche, a ricordare la «violenza politica» dei leoncavallini; dal canto loro, i consiglieri della maggioranza di centrosinistra hanno denunciato il «raid fascista» della destra. La Lega nord, che non ha voluto essere da meno, ha proposto a Pionati di «premiare anche i terroristi islamici presenti sul territorio provinciale». Parole meno dure sono giunte dal sindaco di Milano, Gabriele Albertini, che ha definito il centro «una possibile risorsa sociale», auspicando però astutamente una «nuova sistemazione che favorisca la piena legalizzazione».La metropoli dei movimenti
Il premio arriva proprio negli stessi giorni in cui il centro sociale milanese inaugura «La città che verrà - Trent’anni a Milano, la metropoli dei movimenti»: un insieme di iniziative, mostre, proiezioni, dibattiti, in occasione del trentennale dello spazio occupato, che durerà un anno intero. «Un laboratorio - si legge nel sito del Leoncavallo - che avrà come filo conduttore l’evoluzione delle soggettività, le esperienze dei movimenti, le storie di donne e uomini che hanno attraversato gli spazi pubblici della città, i conflitti dell’area metropolitana, le strategie e le esperienze di comunicazione, dal 1968 a oggi». Da tempo il centro sociale milanese sperimenta la possibilità di assumere un ruolo «pubblico» nella costruzione di reti sociali e di nuovi diritti. Lo dimostra anche l’impegno «corsaro» nelle istituzioni, come consigliere indipendente nelle liste di Rifondazione, di Daniele Farina, portavoce e figura storica del centro sociale di via Watteau. Ora avrà davanti a sé un anno intero di iniziative per raccontare la storia di Milano dal punto di vista dei movimenti sociali metropolitani, e le trasformazioni urbanistiche, culturali, politiche, ma anche della vita quotidiana della città e dell’hinterland. Un esempio: negli ultimi anni, le trasformazioni economiche legate ai processi neoliberisti - deindustrializzazione e delocalizzazione della produzione - hanno determinato una contrazione demografica di 500 mila abitanti, pari a una città italiana di medie dimensioni. Il filo conduttore dell’evento saranno le date simbolo che hanno scandito le discontinuità sociali e politiche degli ultimi quindici anni: dalla stagione di «Mani pulite», che rivoluzionò il panorama istituzionale e di potere della «prima repubblica», passando per il fenomeno della Lega, con la conquista di Palazzo Marino del giugno 1993, fino alle nuove composizioni sociali, giovanili e precarie, apparse materialmente sulla scena mediatica il 10 settembre del 1994 , quando ci fu la manifestazione dei 50 mila contro lo sgombero del Leoncavallo. Il programma sarà diviso in sezioni tematiche: casa, diritti di cittadinanza, precarietà, saperi, ambiente e territorio, questione di genere, culture, politiche del controllo.