25 novembre 2004

L'Aquila. L’ardita operazione [immobiliare] di un manipolo di camici neri
di Rosa Mordenti

Della serie strano ma vero, qui si narra di un’amministrazione comunale di centrosinistra, governata da un sindaco Ds, che si mette a fare affari con una società fondata dal gruppo dirigente del neonazista Fronte nazionale. L’amministrazione è quella di Pescina, in provincia dell’Aquila, dove è nato il cardinale Mazzarino, e qualche secolo dopo anche Ignazio Silone. Il sindaco, che è anche consigliere provinciale dei Democratici di sinistra ma ha occupato e occupa molte altre poltrone, si chiama Gregorio Toccarelli. La società invece si chiama Grande Europa srl. I nomi dei soci fondatori?
Eccoli: Adriano Tilgher, già fondatore di Avanguardia nazionale con Stefano Delle Chiaie, condannato nel ’75 per ricostituzione del partito fascista, e più recentemente, per le europee, ideatore con Alessandra Mussolini del nuovo cartello Alternativa sociale; Paolo Signorelli, ideologo di Ordine nuovo, più volte inquisito per omicidio; Paolo Vecchioli, presidente dell’ordine forense dell’Aquila, candidato a sindaco della città per il Fronte nazionale nel 2002, alle ultime provinciali candidato a presidente da Alternativa sociale; e infine Maurizio Giorgetti, che de La Grande Europa srl detiene il 70 per cento delle quote e la carica di amministratore, e che del Fronte nazionale è l’ex tesoriere.
Tilgher, Signorelli, Vecchioli e Giorgetti hanno dato vita a La Grande Europa srl nel febbraio 2003. Di grande la società ha solo il nome e le ambizioni: la sede legale è a Scurcola Marsicana e il capitale sociale ammonta a 10 mila euro. Eppure, si propone «l’acquisizione di beni immobili da destinare all’ esercizio dell’attività turistica, anche alberghiera; l’acquisizione di interi centri storici, che a seguito di eventuali ristrutturazioni saranno destinati all’esercizio dell’attività turistica e culturale; la compravendita, la locazione di immobili, aziende e complessi aziendali destinati all’esercizio dell’attività turistica» e infine «la creazione di biblioteche, musei da destinare come beni all’umanità». Per cominciare, La Grande Europa srl vuole costruire a Pescina quella che viene definita la «Clinica del futuro», ma anche, nella vicina Tagliacozzo, un «Hotel Centro Benessere con supporto riabilitativo» [«con piscina coperta, palestra, attività per disabili e negozi», si legge nel programma] e a Scurcola Marsicana nientemeno che un «Centro studi per le cellule staminali» [compreso di inspiegabile museo]. Fin qui niente di strano. Fin qui, si tratta solo un gruppetto di [neo?]fascisti che vuole fare affari sul mercato immobiliare abruzzese.

Il comune entra in clinica

Però la scorsa estate il nome della società fondata dai «neo» ha cominciato a circolare per i corridoi del municipio di Pescina. Il 27 luglio scorso il consiglio ha votato [all’unanimità] il possibile ingresso del comune in una società mista con La Grande Europa srl. Si legge nella delibera: «Vista la proposta della società La Grande Europa srl per la realizzazione in Pescina di un centro specialistico di cardiologia e cardiochirurgia nel palazzo Guglielmi, da ritenere meritevole di attenzione e di grande interesse per la città di Pescina; considerata la vocazione sanitaria di Pescina dove è già presente un ospedale, un Distretto sanitario e che la nuova struttura si caratterizzerebbe come Polo sanitario di rilevanza regionale […]; con voti favorevoli unanimi […] si delibera di considerare la proposta de La Grande Europa srl quale documento da condividere nelle linee programmatiche […]; di dare mandato alla Giunta comunale per l’elaborazione del programma e per l’espletamento di tutte le procedure previste […]; di riservare al consiglio comunale i successivi atti di competenza per la eventuale costituzione della società mista; di riservare all’amministrazione comunale la possibilità di alienare il complesso immobiliare di palazzo Guglielmi». Il mega - progetto per la «clinica del futuro» prevede, solo per Pescina, una struttura da ottanta posti letto, dotata di otto sale operatorie, di due elicotteri con relative piste di atterraggio e di quattro ambulanze. La società mista era così pensata: la Grande Europa srl ne avrebbe gestito l ’80 per cento, corrispondente a 400 mila euro di capitale, mentre il comune di Pescina avrebbe dovuto metterci palazzo Guglielmi, equivalente al rimanente 20 per cento. Dove la Grande Europa srl avrebbe preso i soldi, è sempre rimasto un mistero, anche se sulle cronache locali del quotidiano «Il Centro» si è fatto il nome delle assicurazioni Unipol e della Curia locale.
La proposta della Grande Europa srl di cui parla la delibera del consiglio comunale era stata presentata il 6 luglio. Si tratta di un documento scritto su carta non intestata, sopra non c’è nessun indirizzo e nessun recapito, è firmato da Maurizio Giorgetti. Vi si afferma che la Grande Europa srl «dispone dei mezzi finanziari ritenuti necessari a far fronte all’impegno derivante dalla realizzazione dell’opera nel suo complesso ed allo stato attuale dichiara di poter utilizzare la garanzia fideiussoria rilasciata dalla Finroma spa per l’importo di 3 milioni di euro». Alla fine dell’estate [dopo quella che Roberto Ranalli, assessore ai lavori pubblici ha definito una «riflessione»] l’idea della società mista però sfuma [nessuno ha mai capito perché], anche se l’aministrazione comunale non si dà per vinta e pur di partecipare al grande progetto della «clinica del futuro» decide di vendere palazzo Guglielmi a La Grande Europa srl. Il prezzo, ratificato da una nuova delibera del consiglio comunale, votata un’altra volta all’unanimità il 27 settembre, è di 110 mila euro, per tutto il palazzo: secondo la delibera 20 mila devono essere pagati alla stipula della vendita, il resto in comode rate mensili da 10 mila euro. Dove saranno finiti i milioni di euro che la Grande Europa srl vantava nella proposta del 6 luglio? Il 10 ottobre scorso, ancora il quotidiano «il Centro», che ha lanciato più volte e con grande spazio i progetti de La Grande Europa srl, riferisce di una conferenza stampa in cui Maurizio Giorgetti avrebbe annunciato, nell’ordine: la disponibilità della Curia di Avezzano a vendere un altro palazzo antico di Pescina, e cioè l’edificio di San Berardo; l’atto di acquisto di palazzo Guglielmi; l’avvenuto inizio dei lavori del centro per le cellule staminali a Scurcola. Il giorno dopo, a seguito di un controllo e della richiesta di chiarimenti da parte di un gruppo di cittadini di Pescina, al comune di Scurcola rispondono che non risulta nessuna comunicazione di inizio lavori da parte de La Grande Europa srl. Il mistero si infittisce.
Ai cittadini di Pescina, che seguono la vicenda con curiosità e cercano di capire se la super clinica si farà davvero e no, non resta che attendere gli sviluppi futuri. Soprattutto, sono in attesa di notizie chiare quelli della città che fanno un «foglio ciclostilato senza contributi» chiamato «Il martello», e che ci hanno raccontato questa storia. Quelli de «Il martello» segnalano che il sindaco Toccarelli, così come gli altri consiglieri di maggioranza e opposizione, in tutti questi mesi non si sono mai degnati di dare una risposta alle legittime domande e richieste di chiarimenti da parte dei propri concittadini. Pare che il sindaco si sia sempre limitato a rispondere che «è tutto legale». In attesa di una schiarita, l‘ombra [nera] della clinica si aggira minacciosa per le strade di Pescina, Scurcola e Tagliacozzo…