26 giugno 2003

Sul camper del tossico
Intervista a Germana Cesarano della Cooperativa 'Magliana 80'

Non so' mica uno schifoso bucatino.». Questo dicono molti dei giovani che negli ultimi tempi vengono «agganciati» da Magliana 80, una cooperativa romana che da oltre vent'anni si occupa di seguire [e raggiungere] i consumatori di droghe. Lo dicono convinti che i loro «sballi» sintetici o i «tiri di coca» non hanno nulla a che fare con i «vecchi» tossicodipendenti, quelli dell'eroina iniettata. Un po' hanno ragione, un po' no. Hanno ragione, perché dire che tutte le droghe sono uguali è una fesseria, oltre che un messaggio pericoloso. Ma sottovalutare le sostanze può essere altrettanto nocivo.
È per questa ragione che i progetti «a bassa soglia» di Magliana 80 si propongono, innanzitutto, la riduzione del danno e cioè l'informazione, oltre che la distribuzione di siringhe, preservativi, opuscoli, sostegno psicologico, e, nel caso, anche legale.
Il 1980 è stato, per il nostro paese, l'anno boom della diffusione delle droghe e la Magliana, mega quartiere popolare a sud ovest della città, un punto nevralgico. Perciò, un gruppo di medici, operatori, volontari, psicologi mise in piedi la cooperativa con lo scopo [fino a che è stato consentito] di distribuire morfina a scalare ma anche fare prevenzione andando nelle scuole e nelle strade.
Piano piano, la cooperativa si è moltiplicata e oggi sono ben quaranta i piccoli servizi sparsi in giro per la città.

Germana Cesarano, pioniera della cooperativa, la racconta così: «I servizi sono tanti, alla Magliana ma anche a Ostia o a Primavalle, ma spesso si tratta di 'buchetti', magari una sola stanza. Quanto basta, però, per creare un punto di accoglienza o di aggancio».
Oltre ai «buchetti» e al camper che gira la notte, Magliana 80 ha anche uno sportello carceri, una comunità diurna e una notturna [per dare un letto in caso di emergenza] e ha istituito corsi di formazione per operatori dell'unità di strada per l'Aids.
Col tempo, anche molti ex tossicodipendenti sono diventati «guide indiane» o, più ufficialmente, mediatori culturali, cioè persone che appartengono agli stessi paesi di origine di tossicodipendenti, alcolisti o prostitute [le prostitute in strada sono ormai per la maggior parte straniere] con i quali entrano in rapporto anche grazie al fatto di parlare la stessa lingua. Ma che faccia e che storie hanno quelle 800 persone che ogni anno si rivolgono a Magliana 80 e le altre 15 mila «anonime» alle quali, comunque, la cooperativa ha offerto una siringa sterile o un letto per la notte?
«Ci sono gli eorinomani 'storici' - racconta Germana - che prendono anche pasticche e metadone, di età piuttosto alta, quasi tutti ex detenuti almeno una volta, quasi tutti con un fallito rapporto con una comunità, sbattuti fuori dal lavoro, dalla casa, senza un soldo. Poi ci sono gli stranieri, anche loro adulti che, arrivati in Italia da anni, non hanno trovato nulla di quel che speravano, ma solo qualcuno che gli ha dato un'unica alternativa: la criminalità. Si fanno di eroina, ma molto anche di alcol. Hanno infranto il loro sogno di 'emigrante' e non possono nemmeno tornare indietro. Infine, ci sono i ragazzetti - conclude Germana - che si fanno di quello che c'è, anche di cocaina in vena». I nuovi tossici sono tutto e il contrario di tutto: cocainomani con il conto in banca [ormai in rosso], assuntori di nuove sostanze difficili da «maneggiare» anche per i servizi, perché gli operatori non sanno nemmeno di che sostanze si tratta, tanto rapidamente si modifica il mercato.

Germana racconta, ad esempio, che circola caffeina pura che spesso viene venduta per ecstasy ma produce effetti collaterali diversi. Oppure, va di moda la droga «biologica» come i funghi o la salvia allucinogena che può dare crisi psicotiche imprevedibili. Stanno aumentando i ragazzini alcolisti e gira un tipo di cocaina a basso costo perché «più leggera».
Insomma, c'è di tutto e molto di quel che gira non si conosce e, soprattutto, non se ne conoscono gli effetti.
Germana racconta che i famosi trattamenti sanitari obbligatori per i tossicodipendenti, previsti dalla riforma della 180 contenuta in una proposta di legge del governo [quando mai dovesse malauguratamente essere approvata], già si fanno, ma solo in casi limite e, appunto, quando si presentano persone in preda ad allucinazioni che non sanno cosa hanno preso: «Se dovessero essere praticati per tutti quelli che prendono l'ecstasy e vanno 'fuori' - dice - tutti i sabati ci sarebbero non so quanti ricoveri alla neuro.
Fortunatamente, la maggior parte si risolve, più o meno».

Abbiamo potuto fornire solo un racconto sommario e insufficiente a dare un'idea esatta del lavoro di Magliana 80 e dei tanti luoghi simili, pubblici e privati, che da anni annusano l'aria che tira, seguono con pazienza e intelligenza chi non ce la fa, sono in grado di proporre alternative, di intervenire in caso di emergenza o di aiutare chi lo desidera a trovarsi un'alternativa.

Ebbene, «tutto questo tra breve potrebbe non esserci più - conclude Germana - perché stanno finendo i fondi dei progetti finanziati e dal governo non arrivano risposte, nonostante le sollecitazioni di tutti gli operatori.
Da settembre, nel Lazio, sopra le nostre porte, potreste trovare scritto: 'chiuso per ignavia dell'amministrazione pubblica'».