5 febbraio 2004

IL CANTIERE DELL'ALTRA METROPOLI

DECENTRAMENTO PARTECIPAZIONE CONFLITTO


La rete del nuovo Municipio nodo di Roma vuole realizzare il 5/6 marzo 2004 una Convention (convegno, produzioni culturali, installazioni) relativa ad un bilancio / rilancio dell'azione dei movimenti e delle comunità locali dopo due anni e mezzo di Giunta Veltroni.
A farlo non saranno solamente i politici e gli amministratori, ma le persone che lavorano quotidianamente alla realizzazione del progetto locale, i movimenti sociali, i protagonisti delle lotte per l'estensione dei diritti di cittadinanza. Al centro di questa proposta, che vuole essere la più larga possibile, vi è una idea di società basata sul protagonismo, l'auto organizzazione e lo sviluppo dell'autonomia e della cittadinanza attiva. Per questo crediamo utile proporre una riflessione che sappia intrecciare decentramento, partecipazione e conflitto. Sappiamo che il livello di decentramento metropolitano raggiunto a Roma è il più avanzato in Italia e tra i più avanzati in Europa. Ma sappiamo anche che i processi se non progrediscono muoiono, sappiamo soprattutto che l'idea di spostare in basso poteri e processi decisionali non riguarda una astratta polemica tra apparati della medesima amministrazione che ci interessa veramente poco, ma una idea di società, riguarda il federalismo solidale che abbiamo in mente, riguarda la cura e lo sviluppo di potenza della Comunità locale.

Per questo il ragionamento sul decentramento deve essere connesso con le pratiche partecipative che alludono alla possibilità di poter decidere, qui ed ora, del destino dei quartieri e dei Municipi in cui lavoriamo o viviamo. Non si tratta di mere tecniche di governo locale, si tratta di mettere al centro, al tempo delle politiche globali localizzate, al tempo della furia neoliberista che spazza e distrugge comunità ed insediamenti, al tempo della crisi complessiva della democrazia e dei suoi organismi nazionali e globali, l'idea di un altro mondo possibile, di un altro mondo in costruzione, giorno dopo giorno, a partire dalla capacità di animare e realizzare società locale auto organizzata.
In questo senso decentramento e partecipazione o camminano insieme o non camminano affatto. L'idea di rafforzare i poteri locali è un modo per metterli a disposizione di tutti, di reinventare forme di democrazia per nuove città e nuovi cittadini in grado di farsi carico di una idea di spazio pubblico come luogo di ognuno.
Tutto ciò non avrebbe senso se fossero derubricate dal dibattito politico della città le idee e le pratiche conflittuali: è il conflitto a far emergere nuove figure sociali e ad inchiodare le politiche del Campidoglio alla valorizzazione dei diritti universali di cittadinanza e alla difesa delle classi subalterne.
La partecipazione non può essere un meccanismo di mera concertazione da buon governo, c'è bisogno di coraggio per traguardare le forme nuove della convivenza sociale nelle metropoli globali, c'è bisogno di fuoriuscire dalla gestione permanente delle emergenze rimettendo al centro il progetto locale, la qualità dell'abitare ed un dimensionamento nuovo del welfare su scala comunitaria.
Dare cittadinanza al conflitto significa realizzare una modalità di governo locale fondata sull'ascolto, in grado di saper recepire gli stimoli che provengono dalla società civile, in grado di saper cedere sovranità favorendo per questa via la sperimentazione di una forma nuova e allargata di democrazia possibile.
Dare cittadinanza al conflitto significa anche farsi carico delle sorti giudiziarie del Consigliere Nunzio D'Erme e di tutti gli altri attivisti del movimento ai quali stanno comprimendo gli spazi di agibilità politica. Significa creare un argine politico all'uso della forza pubblica nella gestione dei conflitti sociali.
Vogliamo discutere con la città a partire da una proposta di lavoro che sappia intrecciare in maniera virtuosa queste tre chiavi di lettura - Decentramento, partecipazione, conflitto - di un unico grande tema, lo sviluppo e l'autogestione delle comunità locali.
Vogliamo organizzare un grande evento con tutte le realtà sociali e di movimento per discutere proporre e praticare l'idea di città solidale che abbiamo in mente.

Rete del Nuovo Municipio - nodo romano