Non studi? … allora ti droghiamo

Il farmaco Ritalin è passato, per decreto ministeriale del marzo 2003, dalla tabella
degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci.
Questo farmaco è da tempo utilizzato negli Stati uniti per «curare» l'ADHD
(Attention Deficit Hyperactive Disorder), sindrome che raccoglie vari «disturbi dell'attenzione e iperattività» nei bambini; dai quattro ai sei milioni di bambini
americani ricevono, a scuola, dosi quotidiane di questo potente farmaco,
semplicemente perché «troppo vivaci».

Anche in Italia alcune organizzazioni hanno iniziato a promuovere l'uso di questo farmaco nelle scuole, somministrando questionari tesi a individuare i soggetti «iperattivi» affetti da ADHD sulla base di osservazioni di allarmante e sconcertante vaghezza: «il bambino pone una domanda e non attende la risposta», «si muove troppo», «spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini» e così via.
In effetti, l'aspetto più enigmatico dell'ADHD è che, come riporta lo stesso foglietto illustrativo del farmaco, «un'adeguata eziologia di questa sindrome è sconosciuta e non esiste un'analisi clinica in grado di diagnosticarla»; una formulazione «diplomatica» per dire che non è stato appurato, in sede scientifica se quest'insieme di sintomi, classificati come ADHD, sia effettivamente rilevante sotto il profilo patologico o no, e per quali motivi; già nel 1998, del resto, una commissione di esperti statunitensi ha trovato che il metodo corrente per diagnosticare l'ADHD si è rivelato elusivo, cioè «non conclusivo».

Essendo il principio attivo del Ritalin - il metilfenidato - uno stimolante centrale,

Cos'è il Ritalin e perchè viene dato ai bambini

Anche in Italia si comincia a usare il Ritalin?

Un esame per individuare i bambini 'irrequieti'

Ritalin Connection

Il test

Bambini Ritalin, di Claudio Ajmone


Non droghiamo i bambini! Appello di Psichiatria Democratica

In rete la protesta dei genitori

il Ritalin è stato finora inserito nella fascia dei cosiddetti farmaci d'abuso ed è stato
incluso nella Tabella I degli stupefacenti; in effetti il Ritalin era utilizzato come una
droga a tutti gli effetti già negli anni sessanta da alcune comunità di hippies e
numerosissimi studi medici hanno dimostrato che esso induce dipendenza,
anche grave, in chi l'assume.

La decisione di «declassare» il Ritalin da stupefacente a psicofarmaco rischia di aprire
le porte, anche nel nostro paese, a una somministrazione su vasta scala di questa vera e propria droga, con danni potenzialmente devastanti sulla salute delle nuove generazioni.

La ricommercializzazione in Italia del Ritalin come psicofarmaco, a proposito del quale
esiste una vastissima letteratura scientifica sui suoi effetti collaterali e sulla
sua sostanziale inefficacia, è non solo immotivata, ma dannosa per la salute
dei bambini e degli adolescenti.

altremappe
aprile 2005

 

 

Cos'è il Ritalin e perché viene dato ai bambini

Il Ritalin è un farmaco a base di metilfenidato da molti anni utilizzato in pediatria per la cura di bambini con disturbi dell'attenzione con o senza iperattività ( Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ADHD ); secondo numerose casistiche ufficiali i bambini e gli adolescenti trattati con Ritalin hanno in genere capacità intellettive superiori alla media, sono dotati di spiccata creatività e abilità motoria, sono capaci di fare più cose contemporaneamente; tuttavia tali qualità, unite alla vivacità manifestata dal bambino, sono spesso ritenute pregiudizievoli per il rendimento scolastico, semplicisticamente interpretate come sintomi di ipercineticità e irrequietezza e, di conseguenza, oggetto di terapia farmacologia.

Secondo il dottor F. Baughman (cfr. l'articolo « Making Sense of Ritalin », di John Peanen, Rider's Digest gennaio 2000, pagina 158), sono fra i 6 e i 7 milioni solo negli Stati Uniti i bambini trattati con il Ritalin , e le diagnosi di ADHD sono in aumento in tutto il mondo occidentale (si parla di un raddoppio del numero di diagnosi ogni 3/4 anni negli USA e ogni anno in Inghilterra); addirittura tale disturbo viene oggi spesso diagnosticato a partire dal primo anno di vita, e alcuni medici giungono a prescrivere il Ritalin a bambini ancora lattanti.

Ma l'efficacia del Ritalin nella «cura» di queste «patologie» si è dimostrata già da molti anni fallimentare; in una ricerca del 1971 (Mendelson W., Johnson N., Stewart M.A., « Hyperactive children as teenagers: A follow-up study», Journal, of Nervous Mental Disorders , vol. 153, 1971), ad esempio, si sono analizzati 83 bambini a 2-5 anni di distanza dalla diagnosi di ADD o ADHD, e il 92 per cento di essi era stato trattato con Ritalin . Ecco i risultati:

60 per cento dei bambini erano ancora iperattivi e studiavano poco (la ragione per la quale veniva loro somministrato il Ritalin ), ma in più erano diventati ribelli;

59 per cento avevano avuto guai con la polizia;

23 per cento erano stati portati ad una caserma di polizia una o più volte;

58 per cento erano stati bocciati almeno una volta;

57 per cento avevano difficoltà di lettura;

44 per cento avevano difficoltà con l'aritmetica;

78 per cento trovavano difficile restare seduti a studiare;

59 per cento erano considerati dalla scuola ragazzi con problemi disciplinari;

52 per cento erano distruttivi;

34 per cento avevano minacciato di uccidere i loro genitori;

15 per cento avevano parlato di suicidio o l'avevano tentato.

Il boom dell'ADHD risale comunque agli anni Novanta; nel novembre 1999 la Us Drug Enforcement Administration (Dea) avvertì che dal 1990 al 1995 l 'uso del Ritalin si era sestuplicato; nel 1995 un organismo dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), l' International Narcotics Control Board (Inbc) , deplorò che «negli Usa dal 10 al 12 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni sono stati diagnosticati come ammalati di ADHD e curati con Ritalin »; la tendenza è proseguita anche dopo il 1995. Negli Usa si smercia circa il 90 per cento del Ritalin venduto nel mondo dalla Novartis , il colosso farmaceutico svizzero nato nel 1997 dalla fusione tra Sandoz e Ciba-Geigy: su 40 milioni di alunni iscritti nelle scuole Usa almeno 4 milioni prendono stimolanti e la prescrizione di stimolanti per bambini compresi tra i 2 e i 4 anni si è triplicata, nonostante il foglietto d'accompagnamento del farmaco dica che il Ritalin è controindicato sotto i 6 anni; uno studio, infine, pubblicato dal Canadian Journal of Psychiatry (ottobre 1999) indagava su 192 bambini diagnosticati ADHD. 98 di loro ricevevano un trattamento di Ritalin , e tra loro il 9 per cento aveva evidenziato sintomi psicotici che sono poi spariti appena il trattamento è cessato; nessuno degli altri 94 bambini (che non erano stati medicalizzati) aveva mostrato invece sintomi psicotici.

L'aspetto più enigmatico dell'ADHD è che, come riporta lo stesso foglietto illustrativo del farmaco, «un'adeguata eziologia di questa sindrome è sconosciuta e non esiste un'analisi clinica in grado di diagnosticarla»; una formulazione «diplomatica» per dire che non è stato appurato, in sede scientifica, se quest'insieme di sintomi, classificati come ADHD, sia effettivamente rilevante sotto il profilo patologico o no, e per quali motivi; già nel 1998, del resto, una commissione di esperti statunitensi ha trovato che il metodo corrente per diagnosticare l' ADHD si è rivelato elusivo, cioè «non conclusivo».
Essendo il metilfenidato uno stimolante centrale, il Ritalin è inserito nella fascia dei cosiddetti farmaci d'abuso ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti; in effetti il Ritalin era utilizzato come una droga a tutti gli effetti già negli anni sessanta da alcune comunità di hippies ; Tom Wolfe, nel suo articolo «Il cervello senz'anima» del 1996, così ne parla: «A volte li vedevi completamente immersi in un delirio totale da Ritalin . Non un gesto, non un'occhiata: potevano sedere assorti in qualsiasi cosa - un tombino, le rughe del palmo delle proprie mani - per un tempo indefinito, saltando un pasto dopo l'altro, fino all'insonnia più incoercibile ... puro nirvana da metilfenidato».

Il Ritalin è al centro da anni di un fiorente mercato nero, essendo considerato una « smart drug », una sostanza cioè usata per sovrastimolare il cervello durante periodi di studio intenso, superlavoro o per mantenere alta la soglia dell'attenzione ed ormai è diventato la droga più diffusa fra gli adolescenti degli Stati Uniti; il metilfenidato come effetto a breve termine aumenta le prestazioni di qualsiasi persona, tanto da essere bandito dal Comitato Olimpico Internazionale; a lungo termine invece presenta tutta una serie di effetti nocivi e di complicazioni.

Come si legge sul sito del Ministero della salute: «la sua commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989, su iniziativa dell'azienda che allora lo produceva. Visto il ruolo del metilfenidato nel trattamento dello ADHD, l'elevata incidenza di questa manifestazione in età pre-adolescenziale e l'assenza dal mercato nazionale di farmaci alternativi, la Commissione Unica del Farmaco e il Dipartimento del Farmaco del Ministero della salute, in un incontro, hanno invitato Novartis, attuale titolare del Ritalin , a presentare richiesta per la registrazione del farmaco e la sua commercializzazione in Italia. In data 18 ottobre 2000 la Novartis ha comunicato al Dipartimento Valutazione Medicinali e Farmacovigilanza la disponibilità per una rapida registrazione e commercializzazione del farmaco».

 

 

 

Anche in Italia si comincia ad usare il Ritalin?

Secondo quanto denunciato dal Collettivo Antipsichiatrico Violetta Van Gogh e dal Laboratorio Antipsichiatrico C.a.S.P. nel marzo 2004, nelle scuole di sei città italiane si starebbe svolgendo una ricerca di tipo epidemiologico, denominata «Progetto Prisma» tesa a individuare «problemi comportamentali» e in non specificato «disagio e malessere psicologico» nei preadolescenti.

Il progetto in questione consisterebbe nella somministrazione di un questionario a genitori e agli insegnanti e in un colloquio tra psichiatri e un campione casuale di genitori e bambini;
i quesiti che comparirebbero nel questionario sarebbero di estrema vaghezza - con domande del tipo «suo figlio fa pensieri strani?» - e farebbero riferimento alla cosiddetta ADHD ( Attention Deficit Hyperactivity Disorder - Disturbo da Deficit di Attenzione con Iperattività), sindrome la cui fondatezza è fortemente contestata da anni negli ambienti psichiatrici internazionali sia perché non esiste un'analisi clinica in grado di diagnosticarla sia perché un'adeguata eziologia di tale sindrome è sconosciuta.

Il fatto più preoccupante è che gli psichiatri sperimenterebbero nell'ambito del «Progetto Prisma» la somministrazione ai bambini del farmaco Ritalin , droga a base di anfetamina classificata nella tabella 1 degli stupefacenti, la cui dipendenza può portare persino alla morte, come dimostrano vari casi registratisi negli Stati Uniti.

 

 

 

Un esame dei movimenti oculari permette di individuare il disturbo da deficit di attenzione e di iperattività

Di MedicineOnline.org

( Xagena - Medicina ) - E' stato sviluppato un test che permette di diagnosticare precocemente il disturbo da deficit di attenzione e di iperattività ( ADHD ).

Il test è basato sull'esame dei movimenti oculari, e presenta un'accuratezza del 93%.

Lo studio è stato compiuto su 65 bambini di età compresa tra 4 e 6 anni.

A quasi la metà dei bambini era stato diagnosticato il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività attraverso metodi di valutazione psicologica.

I bambini con ADHD hanno presentato differenze nei movimenti oculari rispetto ai bambini normali.

Un bambino con disturbo da deficit di attenzione e di iperattività è in grado di seguire gli stimoli luminosi solo per pochi secondi ( 3-5 ) contro i 30 secondi e più dei bambini privi del disturbo.

Secondo i Ricercatori della Brunel University in Gran Bretagna, i bambini di 3 anni potrebbero trarre i maggiori benefici del test.(Xagena)

Fonte: BBC News

 

 

 

Il test

Di seguito il test per la diagnosi della "malattia da deficienza di attenzione ed iperattività". Viene somministrato a bambini ed adolescenti e dovrebbe giustificare la rimessa in vendita del famigerato Ritalin,declassato da droga a semplice psicofarmaco, anche qui in Italia.

E' una vera e propria droga con effetti praticamente uguali a quelli della cocaina e delle anfetamine, ma con danni alla salute mentale e fisica ancora più gravi.
In uno studio della DEA (ente governativo USA) si legge: “All'uso prolungato di metilfenidato sono stati associati episodi psicotici, illusioni paranoiche, allucinazioni e comportamenti anomali, simili alla tipica tossicità delle anfetamine. Sono state riportate gravi conseguenze fisiche e la possibilità di morte”.1
Anche senza abusi di somministrazione, gli effetti collaterali includono: “cambiamenti di pressione sanguigna, angina pectoris, perdita di peso, psicosi tossica. Durante la fase di astinenza c'è la possibilità di suicidio”.2
Non sto rivelando dei segreti gelosamente custoditi nelle casseforti delle multinazionali o delle associazioni psichiatriche. Oltre che nei documenti citati, trovate questi e altri dati nella “Guida all'uso dei farmaci per i bambini”, distribuita largamente dal Ministero della Salute, Direzione generale della valutazione dei medicinali e della farmacovigilanza. Ve ne riportiamo l'articolo sul metilfenidato e una dichiarazione del Ministero della Salute.
Quale malattia dovrebbe curare.
La pratica psichiatrica si basa sul “Manuale diagnostico e statistico per malattie mentali” (DSM). Pubblicato per la prima volta nel 1952, conteneva 112 malattie mentali. Oggi, nell'ultima edizione, che risale al 1994, ne contiene 374 (!). Ma ciò che è più interessante sapere è il modo con cui vengono “scoperte” queste malattie. Ricerche? Test di laboratorio? Scoperte scientifiche? Nooo!... Votazioni a maggioranza (!). Via, non sto scherzando! I “migliori” strizzacervelli del pianeta si riuniscono di tanto in tanto. Poi uno di loro si alza e dice: “Io propongo di mettere questa nuova malattia nel manuale. Che ne dite?” “Mhm... interessante, gustosa direi. Mettiamola ai voti”. Se la maggioranza è d'accordo, abbiamo una malattia nuova di zecca. Semplice, no? E poi è un metodo così democratico!...
Ad esempio, nel 1973 decisero (sempre a maggioranza, ben s'intende) di smettere di definire l'omosessualità una malattia mentale (dato che sotto le finestre del congresso c'era una manifestazione di attivisti gay inferociti). In compenso ne aggiunsero molte altre; così nell'edizione del DSM del 1980 apparvero 32 nuove malattie dell'infanzia e dell'adolescenza, tra cui la famigerata ADHD, che dovrebbe essere “curata” con il metilfenidato.
Cos'è l'ADHD.
ADHD sono le iniziali delle parole di un'espressione inglese che significa “Malattia da deficienza di attenzione e iperattività”. Vostro figlio di 6 anni è pieno di energia e non sta mai fermo? Ha l'ADHD. Preferisce giocare invece di fare i compiti di scuola? Ha l'ADHD. Si intromette nelle vostre conversazioni? Ha l'ADHD. Ma non crediate che la diagnosi sia così facile. Ci vuole qualcosa di serio: ci vuole un test. Se prima vi eravate preoccupati, ora vi sentite già più tranquilli, vero? Un test è una cosa seria, scientifica... Bene! Eccovi questa cosa seria e scientifica.
Dopo aver letto il test, immagino che vi starete chiedendo in che mondo viviamo e in che mani siamo. Praticamente tutti i bambini (tranne quelli che stanno veramente male) potrebbero essere considerati malati di ADHD (punteggio uguale o superiore a 14). Forse penserete che è un test assolutamente idiota. No; è molto “furbo”, anche se criminale. Con uno strumento così nelle mani della psichiatria e con una legge adatta si possono fare molti, molti, molti milioni di euro drogando praticamente tutti i bambini.

La legge

SCALA INSEGNANTI PER INDIVIDUAZIONE DI COMPORTAMENTI DI DISATTENZIONE E IPERATTIVITÁ NEL BAMBINO

Modificato da: DMS IV APA 1995 e Scale SDAG Cornoldi, Gardinale, Masi, Pettenò 1996 .
Assegnare ad ogni domanda il punteggio che meglio descrive questo bambino in rapporto a coetanei dello stesso sesso.Valori ammessi: 0 = mai; 1 = qualche volta; 2 = spesso; 3 = molto spesso


Scala A (Disattenzione) .
1. Incontra difficoltà a concentrare l'attenzione sui dettagli o compie errori di negligenza. .
2. Ha difficoltà a mantenere l'attenzione sui compiti e sui giochi in cui è impegnato. .
3. Quando gli si parla sembra non ascoltare. .
4. Pur avendo capito le istruzioni e non avendo intenzioni oppositive, non segue le istruzioni ricevute o fatica a portarle a compimento. .
5. Ha difficoltà a organizzarsi nei compiti e nelle sue attività. .
6. Evita, non gli piace o è riluttante ad affrontare impegni che richiedono uno sforzo mentale continuato (come i compiti di scuola). .
7. Perde le cose necessarie per il lavoro o le attività(ad esempio diario, matite, libri o oggetti scolastici vari) .
8. Si lascia distrarre facilmente da stimoli esterni .
9. Tende a dimenticare di fare le cose .
Positivo se maggiore o uguale a 14.


Scala B (Iperattività/Impulsività) .
1. Da seduto giocherella con le mani o con i piedi o non sta fermo o si dimena. .
2. Non riesce a restare seduto. .
3. Manifesta un'irrequietudine interna, correndo e arrampicandosi dappertutto. .
4. Ha difficoltà a giocare o a intrattenersi tranquillamente in attività ricreative. .
5. E' sempre "sotto pressione" o spesso si comporta come se fosse azionato da un motore. .
6. Non riesce a stare in silenzio: parla continuamente. .
7. "Spara" le risposte prima che sia terminata la domanda. .
8. Ha difficoltà ad aspettare il suo turno. .
9. Interrompe o si intromette nelle conversazioni o nei giochi degli altri. .
Positivo se maggiore o uguale a 14 .

 

 

 

 

Non droghiamo i bambini
No all’abuso degli psicofarmaci

RITIRO IMMEDIATO DEL RITALIN DAL COMMERCIO

Appello di Psichiatria Democratica e del Coordinamento Genitori Democratici

Le organizzazioni nazionali di CGD (Coordinamento Genitori Democratici) e Psichiatria Democratica, unitamente a tutti coloro che vorranno sottoscrivere questo appello, denunciano il rischio di abuso di “pillole della tranquillità” per i bambini, in particolare con la reintroduzione del Ritalin nel mercato farmacologico italiano.
Il Ritalin è passato per decreto ministeriale del marzo 2003 dalla tabella degli stupefacenti a quella degli psicofarmaci.
Ora anche in Italia questo farmaco può essere somministrato ai bambini come accade negli Stati Uniti, dove l'allarme della comunità scientifica conferma la presenza di un vero e proprio esercito di piccoli dipendenti da farmaci.


Anche in Italia, su input delle case farmaceutiche che lo producono e commercializzano, il Ritalin può divenire la “pillola della tranquillità” ad uso ed abuso di genitori ed insegnanti, con il colpevole aiuto dei pediatri che lo prescrivono senza fornire informazioni
sugli effetti collaterali provocati dal farmaco e sugli effetti a lungo termine.
Le risposte del Governo ad interrogazioni parlamentari (vedi quella dell’On. Valpiana in data 19 maggio) sono assolutamente insufficienti e lasciano aperti tutti i dubbi e le denunce fatte sull'uso di psicofarmaci sui minori. Perché nella sanità, come nella scuola e nei servizi sociali la politica messa in atto dal governo è quella di abbattere i costi tagliando i servizi. E quando si parla di salute mentale il rischio
gravissimo è quello di privilegiare scelte di tipo farmacologico a fronte di interventi complessivi che sappiano mettere al centro il bambino e le sue esigenze. Viviamo in una società che rende difficile mantenere un equilibrio in cui i bambini abbiano riconosciuti i loro spazi e le loro attività, per cui è molto più facile e conveniente sedare queste richieste, prescrivendo diagnosi contestabilissime e funzionali solo alle logiche della scuola-azienda e del conformismo sociale. Il Ritalin è una di queste soluzioni “facili”. La sindrome ADHD di “iperattività” né è il pretesto adottato dalla scienza globalizzata al servizio esclusivo del mercato.
Non c’è dubbio che, secondo le logiche mistificanti della globalizzazione neoliberista, sarà molto più semplice inibire le coscienze infantili con psicofarmaci (e più redditizio per chi li produce), piuttosto che investire nei ruoli della sanità pubblica e della scuola pubblica.
Alcune organizzazioni di genitori statunitensi hanno denunciato casi di morte di una bambina di due anni e di un ragazzo di 14 anni, sottoposti ad abuso di Ritalin.
Dai quattro milioni ai sei milioni di bambini americani ricevono, a scuola, dosi quotidiane di un potente farmaco chiamato Ritalin. A questi vivaci ragazzini, soprattutto maschietti, è stata diagnosticato l'ADHD (Attention Deficit Hyperactive Disorder), cioè una malattia che provoca disturbi dell'attenzione e iperattività; una serie di "sintomi" che vengono sempre più attaccati dalla scienza onesta per la loro vaghezza, e per il pericolo di giustificare con essi l'abuso degli interventi sul controllo dei comportamenti.
Anche in Italia si muovono organizzazioni che promuovono l’uso di queste sostanze, confidando sulla disinformazione e sull’angoscia di genitori che hanno visto diagnosticare tale “sindrome” ai loro figli.
Stampa, televisione e molti siti Internet invece denunciano da tempo i pericoli di introdurre il Ritalin nelle scuole italiane, tramite osservazioni superficiali di poche ore tese ad individuare i soggetti "iperattivi". La diagnosi di ADHD si basa su osservazioni elementari e allarmanti, test tipo: "il bambino pone una domanda e non attende la risposta", "si muove troppo", "spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini" e via di questo passo.
La "pillola della tranquillità" assume il sinistro significato di un mezzo di controllo sociale di massa.
Gli esperti ritengono a ragion veduta che, oltre ai casi letali registrati, l'assunzione di Ritalin in età infantile potrebbe portare a
“tossicodipendenze” future, trattandosi di un derivato ANFETAMINICO somministrabile fin dai primi anni di vita. Per questo le nostre Organizzazioni sono in prima fila nel denunciare questo abuso sui bambini.

Ci appelliamo alle Autorità dello Stato Italiano affinché farmaci come il Ritalin e assimilabili siano immediatamente ritirati dal commercio e ne sia comunque espressamente vietata la prescrizione e somministrazione in età minorile.

Facciamo appello ai medici pediatri affinché svolgano una corretta campagna di informazione in merito.

Facciamo appello ai Dirigenti Scolastici, agli insegnanti e ai genitori, ai comitati e coordinamenti della scuola, a tutti i soggetti impegnati
sui diritti civili affinché sia sbarrata la strada ad interventi nelle scuole sollecitati dalle case farmaceutiche produttrici di queste vere e proprie droghe per l’infanzia.

Organizziamo la disobbedienza alla falsa psichiatria di controllo sociale.

Abbattiamo le false sintomatologie come l'ADHD.

Organizziamo il rifiuto degli psicofarmaci diretti all'infanzia.

Allertiamo genitori ed insegnanti: il Ritalin è funzionale solo alla scuola-azienda!

Chiediamo a tutti i siti e a chiunque abbia possibilità di accedere ai mezzi di informazione di accogliere, diffondere e sostenere questo appello.

Le Organizzazioni promotrici:
PSICHIATRIA DEMOCRATICA
COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI

Per adesioni a informazioni
L'Albero dei Ricci - Roma
e-mail: gufetto1955@libero.it

 

 

Bimbi iperattivi, il Ritalin torna nelle farmacie italiane
In rete si organizza la protesta dei genitori

di Davide Varì


QUANDO parlate con vostro figlio sembra che non vi ascolti? Non è ordinato ed è sbadato o smemorato nelle sue attività quotidiane? Si lascia distrarre facilmente e non finisce i compiti assegnati? Se avete risposto affermativamente a tutte queste domande non è da escludere che vostro figlio, almeno secondo il DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), sia affetto da ADHD (Attention Deficit Hiperactivity Disorder), più comunemente nota come sindrome da iperattività.

Una patologia che, secondo le statistiche del ministero della Salute, colpirebbe il 4% della popolazione in età pediatrica. Sul sito dell'Aifa www. aifa. it/dsm_genitori. htm (Associazione Italiana Famiglie ADHD) è possibile effettuare il test integrale e scoprire, direttamente on-line, se il vostro bambino è un potenziale "iperattivo" oppure no. Proprio per rispondere a questa presunta emergenza sociale il Ritalin (metilfenidato idrocloride) sta per ritornare nelle farmacie italiane.

Già sotto accusa negli Stati Uniti dove, secondo molti addetti ai lavori, avrebbe generato 6 milioni di giovanissimi dipendenti, ora il Ritalin è stato sdoganato anche in Italia passando dalla fascia delle sostanze classificate come stupefacenti (nella stessa tabella della cocaina, anfetamina, oppiacei e barbiturici) a quella degli psicofarmaci prescrivibili dal medico.

Il metilfenidato, di cui è composto il Ritalin, è infatti uno stimolante centrale e come tale appartiene ai farmaci d'abuso ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti. La sua commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989 ma, vista "l'elevata incidenza dell'ADHD in età pre-adolescenziale - recita una nota del ministero della Salute - la Commissione unica del farmaco ha invitato la casa farmaceutica Novartis, attuale titolare del Ritalin, a presentare richiesta per la registrazione del farmaco e la sua commercializzazione in Italia".

Il dottor Claudio Ajmone, psicologo e psicoterapeuta, presidente dell'Oism (Osservatorio Italiano Salute Mentale) al riguardo non ha dubbi: considera il Ritalin alla stregua di una sostanza stupefacente ed afferma che "i bambini vengono drogati per risolvere problemi che andrebbero superati in termini pedagogici." Anche il professor Luigi Cancrini, noto psichiatra delle tossicodipendenze, è molto proccupato circa le possibili conseguenze di un abuso del Ritalin: "siamo certi che tutti questi bambini di otto anni a cui diamo il Ritalin, a 16 anni non lo prendano per loro conto e non diventino tossicomani?".

Ma ci sono anche sostenitori del Ritalin sia tra i genitori che tra gli psichiatri. Molti sono infatti convinti che il farmaco migliori decisamente la qualità della vita delle famiglie coinvolte, pur riconoscendo la presenza di alcuni effetti secondari. In questo senso una pubblicazione del Canadian Journal of Psychiatry dell'ottobre del 1999 ha rilevato gravi effeti psicotici dovuti all'assunzione di questo farmaco: un'indagine codotta su 192 bambini diagnosticati ADHD ha mostrato infatti che il 9% dei bambini curati con Ritalin ha evidenziato sintomi psicotici che sono spariti all'interruzione del trattamento.

Nel frattempo moltissimi neuropsichiatri infantili, pedagogisti e psicoligi italiani si schierano contro quella che definiscono "la medicina sedativa della vivacità fisica e intelletuale dei bambini" e scelgono Internet per creare veri e propri comitati di protesta e controinfomarmazione. Su tutti il blog di ProvinciAbile (http://www. provinciabile. it/blogabile). Un sito dedicato ai diversamente abili che ha lanciato la "Campagna No! Al Ritalin" e che da giorni è invaso da decine di messaggi di genitori ed operatori che si dicono indignati per la scelta del ministero della Salute di reintrodurre il Ritalin tra le medicine prescrivibili.

La gran parte dei partecipanti si dice preoccupata del fatto che "bambini vivaci possano essere scambiati per malati." Anche la promotrice della campagna, l'assessore della Provincia di Roma Tiziana Biolghini si dice costernata dalla decisione di reintrodurre il Ritalin: "Vogliono trasformare la sana vivacità dei bambini in malattia".

Una tesi sostenuta anche dal Dr. D. McGuinness, che da anni combatte la prescrizione dello psicofarmaco negli Stati Uniti e che senza mezzi termini, sostiene che l'ADHD è nient'altro che un'invenzione: "Abbiamo inventato una malattia, le abbiamo dato l'approvazione medica, e ora dobbiamo sconfessarla". Anche l'APA, l'American Psychological Association, dichiara che "non vi sono test diagnostici affidabili ed oggettivi". Nel frattempo, proprio grazie ad Internet si organizzano i primi sit-in. Il primo dei quali domenica 20 Marzo a Roma, un girotondo intorno al Colosseo.

( 7 marzo 2005 )