I ricercatori contro la Moratti

12.2.2003 - Roma. E' stato un cervello chiuso in un barattolo il primo strumento di lavoro simbolicamente consegnato dai ricercatori in apertura della protesta, a piazza Montecitorio, contro i decreti di riordino degli enti pubblici di ricerca. Il cervello (di vitella) e' stato consegnato simbolicamente da un gruppo di ricercatrici di un gruppo di ricerca del Cnr vestite a lutto, con il viso coperto da una veletta nera. Numerosissimi ricercatori presenti nella piazza gia' alle 11 di questa mattina. Viene restituito anche il modello di un satellite, l'osservatorio per astronomia a raggi gamma, Integral. ''Quella di oggi - ha detto Rino Falcone, responsabile del laboratorio della ricerca - e' una presa di posizione dell'intera comunita' scientifica in difesa dell'autonomia di scienziati e ricercatori e in difesa della ricerca fondamentale''. Almeno tremila i ricercatori arrivati da tutt'Italia e almeno un migliaio di provette e camici sono stati asimbolicamente riconsegnati al governo dagli scienziati in protesta.

Intanto anche in altre città si sono svolte iniziative di protesta. Oltre duecento ricercatori si sono riuniti oggi in assemblea a Torino per protestare contro i decreti Moratti.

Due le preoccupazioni principali: i tagli alle nuove assunzione e il controllo - hanno detto - del potere politico sugli enti di ricerca. La creazione di "una megastruttura che ingloba gli enti di ricerca, con a capo rappresentanze politiche, e' un errore clamoroso. E' come se si mettesse come allenatore di una squadra di calcio chi il calcio non lo conosce'', afferma il prof. Mauro Anselmino del Dipartimento di Fisica Teorica .
Ricercatori biologi, membri dell' Istituto di Fisica della materia (a Torino circa 150) e dell' Osservatorio Astronomico hanno espresso unanimi forte perplessita' sull' autonomia che sara' garantita al loro lavoro dopo l' entrata in vigore della nuova riorganizzazione degli enti. ''Decidera' la maggioranza di turno - si sono chiesti - se dovremo studiare sulle nanotecnologie piuttosto che sulla post-genomica?''. Numerosi, infine, hanno aderito all' appello al Presidente della Repubblica che vede tra i firmatari Margherita Hack, Paolo Sylos Labini e Tullio Regge.


Ed anche a Trieste si e' svolta la manifestazione a difesa del Cnr, e contro il riordino degli enti di ricerca. In piazza dell'Unita' d'Italia un gruppo di ricercatori di vari enti cittadini ha dato vita ad un sit-in per testimoniare il dissenso sui decreti. Alla manifestazione hanno partecipato ricercatori dell'Osservatorio astronomico, del Cnr, dell'Istituto nazionale di fisica teorica, dell'Osservatorio geofisico sperimentale e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare cui si sono affiancati colleghi dell'Universita', della Sissa e del Sincrotone.

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