UNA GUERRA "PERVERSA" FIGLIA DEL NEOLIBERISMO
Manifesto dei religiosi boliviani


Se tutte le guerre sono disumane e immorali, la guerra a cui il mondo sta ora assistendo "arriva al colmo della perversità". Ad affermarlo è il "Manifesto per la pace" della Conferenza delle religiose e dei religiosi della Bolivia che, sottolineando lo stretto legame tra la guerra e il sistema neoliberista imperante, pone l'accento sul "vero" problema: che, cioè, "mentre alcuni Paesi si arricchiscono costantemente, altri sprofondano nella povertà e nella miseria". Firmato, tra gli altri, dall'Assemblea permanente dei diritti umani, dal Tribunale etico sul debito estero, dall'Università di San Simón e dalla Pastorale sociale, il Manifesto è solo il primo passo di una mobilitazione che ha già portato alla creazione di un "Tavolo per la pace", in preparazione di una grande assemblea popolare.
Di seguito il Manifesto.

"Il nostro mondo sta vivendo uno dei momenti più drammatici e dolorosi della sua storia. Lungi dal camminare verso la pace, la convivenza, la giustizia, la solidarietà internazionale e la cittadinanza universale, si orienta, nuovamente, verso l'instaurazione della forza con la forza, disconoscendo i cammini del dialogo e del diritto.
Siamo pienamente coscienti della gravità degli attentati terroristici e li condanniamo con totale fermezza, ma ora si intende lottare contro il terrorismo con azioni terroristiche, al margine di ogni normativa internazionale e di ogni sentimento umano.
Ogni guerra è disumana e immorale, ma la guerra che stiamo contemplando impotenti, attraverso immagini spaventose, arriva al colmo della perversità.
Il mondo vuole la pace, una pace autentica, dove l'amore sia più forte dell'odio, il perdono più forte della vendetta, la verità più forte della menzogna, la giustizia più forte dell'ordine e la libertà più forte dell'oppressione.
In questo mondo di globalizzazioni, è urgente, soprattutto, globalizzare la solidarietà e la giustizia e allontanare un sistema economico-politico che crea ricchi, sempre più ricchi, sulle spalle di poveri sempre più poveri e dove la ricchezza cresce accanto alla povertà, nutrendosi di questa stessa povertà. La guerra, e i gravi conflitti che attualmente vive l'umanità, sono frutto e conseguenza diretta del sistema neoliberista imperante. Così, mentre la nostra società si dibatte in una crisi economica sempre più grave, si investono favolose somme di denaro nell'industria bellica. Sono convinti che solo con le armi potranno conservare (è questo che sperano) quest'ordine mondiale totalmente ingiusto! In realtà, ci troviamo di fronte, fondamentalmente, a una guerra tra la ricchezza di alcuni popoli e la povertà di altri. Quello che bisognerebbe investire nello sviluppo dei popoli più arretrati, lo si investe in armamenti sempre più costosi e letali. Il nostro mondo avanza verso posizioni di scontro, all'interno di una mentalità chiaramente bellicista.
Non si può escludere, nell'attuale conflitto, una componente religiosa, ma nella realtà il problema è che mentre alcuni Paesi si arricchiscono costantemente altri sprofondano nella povertà e nella miseria.
È necessario trovare, attraverso il dialogo internazionale, soluzioni che evitino mali terribili per l'umanità.
Causa stupore e indignazione il fatto che si impieghino armi che sono state interdette da Convenzioni internazionali, come le bombe "a grappolo", così come i bombardamenti contro popolazioni civili.
Riteniamo urgente che si organizzi ed entri in vigore, il prima possibile, il Tribunale Penale Internazionale, che sia indipendente da tutti i poteri politici e abbia effettiva giurisdizione su tutti i responsabili di violazioni dei diritti dei popoli. Tra le sue funzioni ci sarebbe quella di giudicare e non lasciare impunite azioni terroriste e crimini di lesa umanità, secondo un Codice di etica mondiale.
Le Nazioni Unite e il Consiglio di Sicurezza dovrebbero dare avvio, immediatamente, ad azioni congiunte tendenti a trovare cammini di pace e formule di convivenza pacifica mondiale.
Invitiamo tutte le istituzioni che si identifichino con le idee di questo manifesto a costituirsi nel "Tavolo per la pace" per lanciare una grande assemblea per la pace con la partecipazione di tutto il popolo."

Novembre 2001

Fonte: Adista