Rafah, la più povera tra le poverissime
Incontro con il Governatore di Rafah, Sofyan Abdallah Al-Agha
(traduzione e commento di Luca, Operazione Colomba)
18 dicembre 2002
GOVERNATORE: Apprezziamo la vostra presenza a contatto e a supporto con la popolazione palestinese.
Lo scopo della nostra missione, come palestinesi, è raggiungere la libertà, lindipendenza e la dignità.
Ci chiediamo in continuazione quale sarà il futuro dei nostri figli.
Hanno il diritto di vivere e crescere come negli altri paesi o no?
da molto tempo abbiamo avuto aiuti e finanziamenti da paesi stranieri, ma ciò non basta a fermare loccupazione. Molti accademici e politici stranieri si sono impegnati per la nostra causa; tra questi molti provengono dal Kuwait
abbiamo il diritto di vivere indipendentemente nella nostra terra.
Sappiamo che i palestinesi vivono in condizioni di estrema povertà, ma qui a Rafah è ancora peggio. Rafah è classificata tra le città più povere delle poverissime.
Al momento Rafah ha perso più di 200 vite umane dallinizio della seconda intifada, a causa delloccupazione israeliana.
450 case sono state demolite dallIDF per motivi di sicurezza, senza contare quelle di questa notte. Abbiamo, quindi, un crescente numero di persone senza dimora.
Voglio precisare che anche la nostra sede è stata colpita dallIDF. Lo scorso anno, gli elicotteri apache hanno preso come bersaglio il nostro edificio e i risultati si possono ancora vedere. I vetri delle finestre sono stati sostituiti e nella porta vi sono ancora delle schegge conficcate. Questa non è una postazione militare ma un ente pubblico.
Torniamo ad alcuni dati. 3500 famiglie vivono in condizioni di estrema povertà a Rafah, e sfortunatamente dobbiamo fronteggiare diverse forme di sofferenza; tra le tante, molte riguardano la mancanza di cibo e riscaldamento. Nel campo delleducazione soffriamo il sovraffollamento delle classi e la mancanza di mezzi, come ad esempio computer e strumenti validi per la comunicazione
una delle parti più importanti di Rafah è la zona di Al-Mawasi, chiusa e inglobata in mezzo agli insediamenti ebraici. La zona di Al-Mawasi è una risorsa agricola ed economica notevole per noi, ma le condizioni per usufruire di tali risorse non esistono
parlando dellimmagine palestinese che abbiamo allestero, mai come in questo periodo siamo stati tacciati come adepti del terrorismo. Essere così definiti, certamente non ci facilita.
A proposito anche il nostro aeroporto, come sapete, è stato distrutto impedendo il libero movimento di cui avremmo bisogno.
OP COLOMBA: Considerando che laeroporto, così come altre strutture, è stato costruito con i fondi dellUnione Europea, vi sono inchieste in corso e soprattutto cosa dicono a proposito i paesi membri dellUnione Europea?
GOV.: Questa domanda la potete fare direttamente al vostro Primo Ministro. Non capisco perché la posizione del Governo italiano è cambiata così drasticamente nei nostri confronti. Avevamo buone relazioni con il vostro Governo.
Cosa dovremmo fare?
stiamo concedendo tutti i nostri diritti territoriali ad Israele, ma ciò non pare sufficiente. Inoltre, appena vi è un attentato terroristico allinterno di Israele è lintera popolazione a subirne le conseguenze. Come palestinesi, civili palestinesi, vorremmo vivere in pace come gente normale con i nostri diritti e i nostri progetti. I nostri diritti, però sono stati incredibilmente calpestati.
OP COL.: Siamo stati presenti molte volte insieme ad internazionali a Rafah, svolgendo azioni di interposizione specialmente nel Blocco O, ma i risultati non si sono visti. I soldati israeliani continuano a costruire i loro muri e distruggere le vostre case. In che altro modo possiamo essere utili?
GOV.: La vostra presenza in mezzo alle sofferenze dei palestinesi e la vostra testimonianza è già un aiuto.
OPCOL.: Cosa ne pensa della situazione? Migliorerà o andrà di male in peggio?
GOV.: Penso che migliorerà, ma ciò richiederà tempo. Dalla parte israeliana deve esserci più voglia di cercare un accordo. Da parte nostra, anche se il tempo non è con noi, faremo del nostro meglio.
La bandierina palestinese è bene in vista sul tavolo del Governatore. Alle sue spalle la foto in grande di Arafat e davanti a noi il poster della moschea della Roccia a Gerusalemme.
Tre simboli per i palestinesi che rappresentano: Stato indipendente, Autorità Nazionale, luogo di culto più importante. Visto da Rafah, però tutto questo sembra solo utopia.18.12.2002