Il programma segreto dietro la guerra al terrore

John Pilger


La guerra contro il terrorismo è un imbroglio. Dopo tre settimane di bombardamento, non un terrorista coinvolto negli attacchi sull'America è stato catturato o ucciso in Afganistan.
Piuttosto, una delle nazioni più povere e danneggiate è stata terrorizzata da quella più potente-al punto che i piloti americani hanno lasciato da parte degli incerti obiettivi "militari" e stanno distruggendo delle case di fango, un ospedale, depositi della Croce Rossa, camion carichi di rifugiati.
A differenza che con le immagini cruente di New York, non stiamo vedendo nulla di tutto ciò. Tony Blair deve ancora dirci che cosa ha a che vedere la morte violenta di bambini-sette in una famiglia-con Osama bin Laden
E perché si stanno utilizzando le bombe a grappolo? Il pubblico britannico avrebbe il diritto di saperne qualcosa, giacché le usa anche la RAF. Spruzzano centinaia di piccole bombe che hanno un solo scopo, uccidere e mutilare. Quelle che non esplodono giacciono al suolo come mine, in attesa che qualcuno le calpesti.
Se mai un'arma è stata progettata apposta per atti di terrorismo, è questa. Ho visto le vittime delle bombe a grappolo americane in altri paesi, come il bambino del Laos che ne raccolse una e ne ebbe il volto e la gamba destra distrutti. State sicuri che questo sta accadendo in Afganistan ora, in vostro nome.
Nessuno di coloro che furono direttamente coinvolti nell'atrocità dell'11 settembre era afgano. La maggior parte erano sauditi che sembra avessero condotto il loro addestramento e definito i loro piani in Germania e negli Stati Uniti.
I campi che i talebani avevano consentito a bin Laden di utilizzare sono stati svuotati settimane fa. In più, i talebani stessi sono una creazione degli americani e dei britannici. Negli anni '80, l'esercito tribale che li ha prodotti era finanziazo dalla CIA e addestrato dal SAS per combattere i russi.
L'ipocrisia non si ferma qui. Quando i talebani presero Kabul nel 1996, Washington non disse nulla. Perché? Perché i capi talebani si misero subito in cammino per Houston, nel Texas, per parlare con i dirigenti della compagnia petrolifera Unocal.
Con l'approvazione segreta da parte del governo USA, la compagnia offrì loro una quota generosa dei profitti del petrolio e del metano pompati attraverso un oleodotto che gli americani volevano costruire dall'Asia centrale sovietica attraverso l'Afganistan.
Un diplomatico USA disse: "I talebani si svilupperanno probabilmente come già i sauditi". Spiegò che l'Afganistan sarebbe divenuto una colonia petrolifera americana, che ci sarebbero stati profitti immensi per l'occidente, nessuna democrazia e la persecuzione legale delle donne. "Possiamo conviverci", disse.
Benché l'affare fallì, resta una priorità urgente dell'amministrazione Bush, che è imbevuta dell'industria petrolifera. Il programma segreto di Bush è di sfruttare le riserve di petrolio e metano nel bacino caspico, la riserva più grande al mondo di combustibili fossili non ancora utilizzata e bastante, secondo una stima, a soddisfare il fabbisogno insaziabile dell'America per una generazione. Solo se l'oleodotto attraversasse l'Afganistan l'America potrebbe sperare di controllarlo.
Perciò, non sorprendentemente, il segretario di stato Colin Powell si riferisce ai talebani "moderati", che si uniranno ad una "ampia coalizione" sponsorizzata dall'America per guidare l'Afganistan. La "guerra al terrorismo" è una copertura per questo: un mezzo per raggiungere gli scopi strategici americani che stanno al di là della facciata da grande potenza fatta di bandiere sventolanti.
I Royal Marines, che faranno il vero lavoro sporco, saranno poco più di mercenari al servizio delle ambizioni imperiali di Washington, per non parlare delle aspettative straordinarie dello stesso Blair. Avendo fatto della Gran Bretagna un obiettivo per il terrorismo con il suo bellicoso "spalla a spalla" con il nonsense di Bush, è ora pronto ad inviare le truppe su un terreno di battaglia dagli obiettivi così incerti che finanche il capo della difesa dice che il conflitto "potrebbe durare 50 anni".
L'irresponsabilità di questo comportamento toglie il respiro; la sola pressione sul Pakistan potrebbe dar via ad una crisi senza precedenti in tutto il sub-continente indiano. Avendo lavorato come reporter in molti conflitti, sono sempre colpito dall'assurdità di logori politici ansiosi di augurare la buona fortuna a giovani soldati in partenza, ma che non avrebbero il coraggio di fare "boo" ad un'oca talebana.
Nei giorni delle cannoniere, i nostri capi imperiali nascondevano la loro violenza dietro la "moralità" delle loro azioni. Blair non è differente. Come i primi, la sua moralizzazione selettiva omette le verità più basilari. Nulla giustificava l'uccisione di persone innocenti l'11 settembre in America e nulla giustifica l'uccisione di innocenti altrove nel mondo.
Uccidendo degli innocenti in Afganistan, Blair e Bush si abbassano al livello della violenza criminale di New York. Quando si lancino le bombe a grappolo, gli "errori" e le "sviste" sono un pretesto. L'assassinio è assassinio, indipendentemente da se si conduca un aeroplano a schiantarsi contro un edificio o si diano ordini e ci si renda così colpevoli dall'interno dell'ufficio ovale e da Downing Street.
Se Blair fosse davvero contro tutte le forme di terrorismo, tirerebbe la Gran Bretagna fuori dal commercio d'armi. Il giorno stesso dell'attacco alle torri gemelle, una "fiera delle armi", in cui si vendevano armi terrorifiche (come le bombe a grappolo e i missili), si aprì presso i Docklands di Londra con il pieno appoggio del governo di Blair.
Il maggior cliente per le armi britanniche è il regime da Medio Evo dei sauditi, che decapita gli eretici e ha figliato il fanatismo religioso dei talebani.
Se davvero volesse mostrare "la fibra morale della Gran Bretagna", Blair farebbe quanto in suo potere per sollevare la minaccia della violenza in quelle parti del mondo in cui esiste una grande e comprensibile rabbia e dolore.
Farebbe più che semplici gesti; chiederebbe che Israele ponga termine alla sua occupazione illegale della Palestina e che si ritiri all'interno dei suoi confini precedenti alla guerra del 1967, come ordinato dal Consiglio di Sicurezza, di cui la Gran Bretagna è membro permanente.
Invocherebbe la fine dell'embargo genocida che l'ONU-in realtà, l'America e la Gran Bretagna-sta imponendo alla popolazione sofferente dell'Iraq da più di un decennio, provocando la morte di mezzo milione di bambini di meno di cinque anni.
Sono più i bambini che muoiono così in un mese che tutti I morti nel World Trade Center.
Esistono segni che lasciano pensare che Washington sia sul punto di allargare la sua "guerra" attuale all'Iraq; anche se la cosa ci è ignota, quasi ogni giorno aerei della RAF e americani bombardano già l'Iraq. Non si fanno titoli su questa cosa. Non se ne parla nei telegiornali. Questo terrore è la campagna di bombardamenti anglo-americana di maggior durata a partire dalla seconda guerra mondiale.
Il Wall Street Journal ha riferito che USA e Gran Bretagna sono di fronte ad un "dilemma" in Iraq, perché "restano pochi obiettivi". "Siamo arrivati all'ultima costruizione" disse un ufficiale americano due anni fa, e stanno ancora bombardando. Il costo per il contribuente britannico? 2 mila e 400 miliardi di lire fino ad ora.
Secondo un rapporto interno delle Nazioni Unite, relativo ad un periodo di 5 mesi, il 41 percento dei morti è costituito da civili. Nell'Iraq settentrionale, incontrai una donna il cui marito ed i cui quattro figli erano tra i morti elencati nel rapporto. Il marito era una pastore, che conduceva le sue pecore con il suo anziano padre ed i suoi bambini quando due aeroplani li attaccarono. Era una valle aperta; non c'erano obiettivi militari nelle vicinanze.
"Voglio vedere il pilota che lo ha fatto", disse la vedova di fronte alla tomba della sua intera famiglia. Per loro non c'è stata nessuna messa nella Cattedrale di St. Paul alla presenza della regina, nessun concerto di Paul McCartney.
La tragedia degli Iracheni, dei Palestinesi e degli Afgani è una realtà di fatto completamente all'opposto della caricatura che se ne fa in gran parte dei media occidentali.
Lungi dall'essere i terroristi del mondo, la stragrande maggioranza dei popoli islamici del Medio Oriente e dell'Asia meridionale sono stati vittime del terrorismo-in gran parte vittime dello sfruttamente da parte occidentale di preziose risorse naturali dei loro paesi.
Non è in corso alcuna guerra contro il terrorismo. Se lo fosse, i Royal Marines e la SAS starebbero attaccando le spiagge della Florida, dove trovano rifugio più terroristi pagati dalla CIA, ex dittatori latino-americani e torturatori che in qualsiasi altro luogo sulla terra.
È però in corso una guerra prolungata dei potenti contro i deboli, con nuove scuse, nuovi programmi segreti, nuove bugie. Prima che un altro bambino muoia violentemente o silenziosamente per fame, prima che nuovi fanatici nascano sia in oriente che in occidente, è ora che il popolo britannico faccia sentire la propria voce e fermi questa guerra farudolenta-e che pretenda le giuste iniziative non violente, ingegnose e coraggiose che il vero coraggio politico richiederebbe.
L'altro giorno, i genitori di Greg Rodriguez, un giovane che morì nel World Trade Center, affermarono questo: "leggiamo abbastanza le notizie per intuire che il nostro governo si sta muovendo nella direzione della vendetta violenta, con la prospettiva di figli, figlie, genitori, amici in paesi lontani destinati a morire, soffrire e ad alimentare maggiore rancore contro di noi.
Non è la strada da seguire...non nel nome di nostro figlio".

Ottobre 2001