Il programma del Forum antiliberista
8 / 9 /10 novembre
"Le politiche agricole mondiali, insieme al modello sociale ed economico neoliberista producono fame e insicurezza alimentare, consegnandoci un mondo di tensioni sociali e di conflitti in cui la guerra viene usata per conservare e rafforzare lo stato di cose esistente. La produzione del cibo, l'equità della sua distribuzione, l'uso del territorio, sono contenuti centrali per la democrazia e per la costruzione di un mondo giusto senza povertà, senza bambini uomini e donne affamati, senza conflitti. E' interesse di tutti avere un sistema agricolo che produca cibo sicuro, valorizzi il territorio, riproduca le risorse e sia diversificato, vitale e pieno di donne ed uomini al lavoro in un sistema sociale che garantisca a tutti l'accesso alle risorse. Per questo è indispensabile un'alternativa al modello agricolo che si cerca di imporre a livello planetario, basato sulla furia produttivista e che ci consegna insicurezza alimentare, fame nel mondo, desertificazione o impoverimento di interi territori. Il cibo non è una merce, il lavoro della terra ha una funzione sociale. Nell'interesse di tutti i cittadini, della loro salute, del loro territorio, della giustizia sociale noi vogliamo un'agricoltura dove prevalga il lavoro sugli investimenti; siamo contro la privatizzazione delle risorse, delle sementi, dell'acqua, siamo contro quanti vorrebbero imporre un gusto unico, omogeneo, un cibo sterile come strumento per rafforzare i monopoli delle multinazionali agroalimentari, siamo contro il tentativo di manipolare la vita e le risorse agricole con le tecniche transgeniche.Noi vogliamo una agricoltura che abbia una dimensione sociale basata sul lavoro, sulla solidarietà tra produttori e consumatori ma anche tra regioni e contadini del mondo, altrimenti le regioni più ricche e i sistemi agricoli più forti lederanno il diritto alla vita degli altri. Questa logica non ha futuro, anzi contribuisce a preparare le condizioni per la guerra. Noi vogliamo un'agricoltura che assicuri il giusto reddito agli agricoltori e produca cibi sani ad un giusto prezzo, in un territorio da custodire e consegnare alle future generazioni in condizioni migliori di quelle che ci ritroviamo oggi, in un mondo in cui la guerra, comunque la si voglia chiamare (atto terroristico, guerra umanitaria o giustizia infinita) sia cancellata dalla storia. Per questo siamo contro le scelte di politica agricola e alimentare mondiali di cui la politica europea è principale responsabile producendo crisi alimentari e produttive non solo nel Sud del Mondo ma anche da noi. Ogni giorno in Europa chiudono seicento aziende agricole, entro quattro anni 750.000 lavoratori agricoli italiani corrono il rischio di scomparire: sono gli effetti delle scelte di chi predica la liberalizzazione economica trasformando il cibo in un pericolo per chi lo può comprare ed in un incubo per chi non ha i soldi per farlo restando nella fame. Per questo siamo mobilitati contro la Organizzazione mondiale del commercio (Omc) e per un cambio radicale nelle scelte di politica agricola che si confrontano nella Fao, per rivendicare con forza un'altra agricoltura. Perché ad ogni paese ed ad ogni popolo venga infine riconosciuto il diritto fondamentale alla sovranità alimentare sottraendo cosi l'agricoltura ed il cibo alle scelte irresponsabili dei sedicenti grandi del mondo e degli interessi antidemocratici e antipopolari comunque si nascondano sia intorno ai tavoli della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale o della Omc, sia dietro l'uso di atti di terrorismo, sia dietro gli eserciti pronti a scendere in guerra ogni volta che si producono conflitti e tensioni. Per questo facciamo appello a tutto il mondo agricolo, alle strutture organizzate ed ai singoli, ai lavoratori della terra dipendenti ed autonomi, ai tecnici, ai lavoratori della filiera agroindustriale di distribuzione perché siano con noi. Per riaprire con tutti i cittadini una nuova stagione di lotte per la terra, il cibo, la democrazia economica e sociale. Per questo chiediamo a tutti i cittadini, le forze sociali democratiche, sindacali e politiche di scendere in campo per dire con forza insieme che un altro mondo è possibile."
NOVEMBRE - ITALIA - MOBILITAZIONE CONTRO
L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIONo alla guerra economica, sociale e militare
Un altro mondo è possibileForum antiliberista - Roma 8/9/10 Novembre
Quartiere Testaccio - ex Mattatoio
IL PROGRAMMA
Prima giornata - 8/11/01ore 11
Presentazione del programma
e degli ospiti - conferenza stampaore 12
Apertura dei lavori e illustrazione
dei documenti introduttiviore 15
Gruppi di lavoroore 17
SESSIONE PLENARIA
Popoli, migranti, insicurezza sociale,
guerre e repressioni.Ore 19
SESSIONE PLENARIA
Crisi ambientali, povertà e competizione globale
Seconda giornata - 9/11/01ore 10
SESSIONE PLENARIA
Saperi, culture, educazione, lotta globale
nella società della comunicazioneore 12
SESSIONE PLENARIA
Contro il dominio delle multinazionali
fra proprietà intellettuale e privatizzazioneore 15
Gruppi di lavoroore 17
SESSIONE PLENARIA
No al dumping ed ai paradisi fiscali
Per la funzione sociale delle relazioni commercialiore 19
SESSIONE PLENARIA
Per il salario e il lavoro
Per la globalizzazione dei diritti
Terza giornata - 10/11/01ore 10
Spettacolo sulle lotte contadine
"Cantata per Melissa"ore 11
SESSIONE PLENARIA
Per la Sovranità Alimentare
Dal lavoro della terra al lavoro per un'altra societàore 13
SESSIONE PLENARIA
Relazione dei gruppi di lavoro,
presentazione del documento di chiusuraRISOLUZIONE SULLA GUERRA ECONOMICA, SOCIALE E MILITARE
10/10/01 ore 19 - PIAZZA BOCCA DELLA VERITA' - ROMALA PIAZZA DEI POPOLI
CONTRO LA GUERRA, SENZA SE E SENZA MA
Concerto spettacolo
Assemblea Nazionale dei Social Forum di Firenze
1.11.2001