Piloti italiani sugli Awacs in Turchia?

27.2.2003 - Roma. A chiederlo e a sottolineare la questione di una partecipazione sotterranea dell'Italia alle operazioni di preparazione e coinvolgimento nella guerra è un personaggio ben poco raccomandabile: Francesco Cossiga, senatore, ma tant'è.
In una interpellanza ha chiesto al Presidente del Consiglio e ai ministri degli Esteri e della Difesa se corrisponda al vero e a quale titolo "il governo consideri legittima la partecipazione di militari italiani dell'aeronautica militare quali membri di equipaggi da aerei Nato Awacs per il monitoraggio del territorio iracheno confinante con la Turchia". Il senatore a vita vuole inoltre sapere se di questa iniziativa "sia stato informato il Presidente della Repubblica quale garante dell'uso costituzionalmente legittimo dello strumento militare, come dovrebbe essere suo potere-dovere e se egli abbia dato o meno il suo nulla-osta". Francesco Cossiga nel suo documento sottolinea inoltre che "ove abbia luogo un intervento militare unilaterale, e cioe' al di fuori di una decisione del consiglio di sicurezza, da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord contro la repubblica dell'Iraq e si abbia una reazione irachena contro la Turchia per i supporti da essa eventualmente dato alle forze armate anglo-americane, la Turchia non avrebbe titolo per richiedere il soccorso degli alleati Nato e non sarebbe quindi legittimo un intervento dell'Italia ad operazioni militari anche solo difensive, in forza del trattato del Nord Atlantico, salvo risoluzioni del consiglio di sicurezza".