PROVE DI PIANO REGOLATORE in V Municipio
L'occasione del piano regolatore possiede in sé la forza di regalare concretezza a quelle battaglie, iniziative, vertenze, che da anni già si portano avanti su temi che da soli hanno già trovato la loro strada e il loro consenso e ovviamente rappresenta anche l'occasione di misurarsi in tempo reale con nuovi e futuri momenti di mobilitazione per la città, che hanno quel sapore di pensiero globale nuovo e diverso e allo stesso tempo vivono di quella forza che solo i temi locali e direttamente vissuti dalla cittadinanza sanno assumere, soprattutto, sul piano dell'aggregazione nuova e inaspettata.
Poi il concetto, che ci sta affascinando tutti, della partecipazione sta dando a questo Piano Regolatore un aspetto di qualcosa sul quale DOBBIAMO puntare un pezzo del nostro percorso, affinché nessuno abbia l'alibi, né di dire che pezzi di società civile si sono ghettizzati non volendo cogliere la possibilità di partecipare, né, ovviamente, di vendere come partecipato dalla cittadinanza qualcosa che fino ad adesso non ha avuto assolutamente l'aspetto di un Piano Regolatore PARTECIPATO.
Questa seconda ipotesi sembra profilarsi nelle intenzioni del nostro potere locale, che organizzando fintissimi tavoli di relazione con la città e partecipando, a volte, agli appuntamenti organizzati dai cittadini e dalle loro associazioni, vogliono costruirsi l'alibi che li dovrebbe scagionare quando avranno compiuto i misfatti. Ma in questa occasione non serve nessun Sherlock Holmes o tenente Colombo per smascherare il colpevole, visto che perfettamente in tempo ci rendiamo conto delle mosse che stanno effettuando.Si potrà parlare di Partecipazione dei cittadini solo quando ne sarà data la possibilità reale alla cittadinanza. Questo lo dovrebbero capire le stesse istituzioni, almeno pensando al loro futuro politico, che si costruisce anche, e soprattutto, in queste occasioni, in particolare per alcuni pezzi del quadro politico nostrano, che vivono un innegabile calo della partecipazione politica della propria base. Rispetto a queste riflessioni, in V Municipio si sta stringendo l'attenzione su varie questioni. Il parco Tiburtino rappresenta, appunto, una vertenza che da anni viene portata avanti dai cittadini supportati dal lavoro del Comitato per il Parco Tiburtino, che in questi momenti di riorganizzazione della città non vuole permettere che una battaglia ormai decennale venga riposta in un angolo e dimenticata: un Piano Regolatore, in particolare nella sua ipotesi partecipativa, deve prendere atto dei percorsi già avviati nella città.
L'ultima azione che in ordine di tempo il Comitato ha deciso di intraprendere, dopo le innumerevoli promesse (e ricordiamo che possiamo contare sulle promesse di ben due sindaci, senza tenere in conto quelle dei vari assessori) è stata quella di recarsi direttamenete a trovare il Consiglio Comunale. Quindi il Comitato per il Parco Archeologico Tiburtino, supportato dalla Comunità Territoriale del V Municipio, che sta lavorando su varie dinamiche legate al Piano Regolatore, il giorno 10 luglio ha fatto visita al Campidoglio, protestando durante la seduta con fischietti e striscioni, per poter consegnare ai capigruppo del Consiglio Comunale il materiale illustrativo sulla questione del Parco Tiburtino in modo di ottenere un incontro con i suddetti capigruppo. La seduta è stata chiusa in anticipo con le motivazioni testuali del 'caldo e della misera partecipazione dei consiglieri alla seduta' e, mentre la nostra sonora protesta continuava e alcune persone prendevano contatto con i pochi consiglieri che hanno saputo cogliere un segnale di determinazione tale da sentirsi costretti a interloquire con la protesta, il Consiglio si è sciolto e defilato.
L'impressione è stata quella di rimbalzare su di un muro di gomma di scuse, non conoscenza dei problemi e disattenzioni, ma, grazie anche all'intervento del consigliere D'Erme, si è raggiunto un risultato importante: è stato fissato un incontro tra la Commissione Urbanistica del Comune di Roma, il Comitato per il Parco Archeologico Tiburtino, la Comunità Territoriale del V Municipio e l'assessore all'urbanistica del Comnune di Roma, Morassut, al quale da mesi si chiedeva un incontro senza ricevere risposte, né positive, né negative. Questo incontro ha come al solito visto l'assenza dell'assessore Morassut, che come più volte ci hanno risposto, "è troppo impegnato a risolvere i problemi che scaturiscono dall'attuazione del Piano Regolatore", forse non ha capito bene che significa la parola PARTECIPATIVO se pensa che si possano risolvere quei problemi senza ascoltare i dubbi, le proteste e le proposte della popolazione.
Comunque l'incontro è stato utile, intanto per capire che la lenta macchina burocratica ha probabilmente fatto sparire nel nulla gli stanziamenti già fatti in passato e che gli spazi sono già stabiliti ed è falso quello che ci hanno ribadito più volte, ovvero che mancano dei passaggi, cioè è solo una scusa per non doversi impegnare; una delle conoscenze che abbiamo acquisito riguarda invece il problema delle edificazioni abusive scaturite dalle DIA (Dichiarazioni di Inizio Attività) che, udite udite, sono diretta responsabilità del Presidente del Municipio e non di quell'ufficio tecnico o di quell'assessore, a noi questa sembra una notizia molto utile visto che abbiamo deciso di affrontare la macchina burocratica anche sul suo stesso piano. Abbiamo ottenuto anche un futuro incontro a cui parteciperanno, oltre alla Commissione Urbanistica, anche la Commisione Patrimonio e i responsabili degli stanziamenti del progetto Roma Capitale (da dove un tempo erano scaturiti gli stanziamenti perduti), la domanda è: Morassut, lo ricordiamo, Assessore all'Urbanistica, parteciperà?
Il giorno dopo della visita al Campidoglio, 11 luglio, si è tenuta la prima assemblea pubblica sul Piano Regolatore veramente partecipato in V Municipio. Organizzata dalla Comunità Territoriale è stata utile intanto per pubblicizzare l'incontro con l'assessore Morassut, che si è poi tenuto mercoledì 17 luglio alle 10:30, come sappiamo, poi si è occupata di fare il punto sulle condizioni della Via Tiburtina e di tutto il Municipio, ma è stata importante come tappa del percorso cittadino che deve portare alla mobilitazione di tutte quelle componenti attive che nella città esprimono la velleità di voler contare qualcosa nelle scelte per il futuro e che vogliono stimolare il percorso che tenta di portare la cittadinanza alla partecipazione diretta alla vita politica della città ed oltre, affinchè si riscopra la possibilità, grazie all'impegno, di essere protagonisti. Nei prossimi giorni sarà importante che tutti questi pezzi di percorsi, seppur piccoli a volte, trovino il loro luogo di incontro nella Giornata delle Pratiche del 21 luglio prossimo a Genova, dove qualcosa si è rotto un anno fa e da dove, forse, si deve ricominciare ricongiungendo i fili del lavoro svolto nell'ultimo anno con quelli della partecipazione alla mobilitazione dell'anti-G8 di un anno fa.17.7.2002
Dalla Comunità Territoriale V Municipio