CONSIDERAZIONI SUL FUTURO URBANISTICO DEL TERRITORIO DEL 10° MUNICIPIO

Questo documento, elaborato in seguito ad una analisi approfondita delle esigenze del territorio del 10° municipio, vuol essere un contributo concreto alla realizzazione del nuovo piano regolatore.
Riteniamo innanzi tutto che questa città abbia assoluta necessità di un nuovo piano regolatore, visto che il vecchio, ormai snaturato e modificato nel corso degli anni, non assolve più ad una corretta interpretazione dei bisogni della nostra città. Oggi, con la nuova proposta di piano regolatore elaborata dall'assessorato all'urbanistica della giunta Veltroni, abbiamo un limite invalicabile per l'approvazione in consiglio comunale rappresentato dal 31 dicembre 2002.
Consideriamo semplicemente questa proposta di piano come la base di partenza per una discussione che deve coinvolgere tutte le forze politiche e tutte le organizzazioni di cittadini, dai comitati di quartiere alle associazioni, presenti sul territorio della nostra città. Non nascondiamo però la nostra delusione per i tempi estremamente esigui che ci sono stati dati per affrontare un lavoro di tale entità. Visto che i municipi dovranno esprimere i loro orientamenti entro metà settembre, come organizzazioni territoriali e associazioni abbiamo avuto meno di due mesi, per di più a cavallo di agosto, per tale compito. Questo non agevola di certo la partecipazione dei cittadini.
Rispetto alla passata legislatura comunale si va affermando un sempre maggiore decentramento di poteri a quegli organi di governo locale oggi definiti municipi; ciò deve tradursi in un ruolo concretamente decisionale del municipio e non più in un semplice ruolo consultivo.
Questo lento cambiamento sta inducendo nei cittadini anche un maggior senso di appartenenza ad un determinato territorio. Conseguenza diretta di tutto ciò è che, poiché si tratta di un progetto di uso del territorio che coinvolgerà sia la nostra che le future generazioni, questo lavoro deve comportare la massima partecipazione democratica e non può essere certo deciso da pochi tecnici nel chiuso dei loro uffici. Occorre partire dalle esigenze di cittadini e dalle peculiarità del territorio. Devono essere istituiti dei "luoghi" dove i cittadini possano informarsi e confrontarsi con tecnici e politici sui piani urbanistici. Il piano regolatore deve essere redatto dal "basso" e non calato dall'"alto". Solo in tal modo potrebbe avere attuazione pratica il modello del "bilancio partecipativo" di cui oggi tanto si parla ed a cui la Giunta Comunale odierna sembra essere tanto attenta.

Abbiamo articolato il nostro documento in più paragrafi :

-Caratteri salienti del nostro territorio, sue peculiarità
-Problemi ed esigenze del 10° municipio
-Considerazioni generali sui piani urbanistici per il 10° municipio
-Ambiti di espansione edilizia a carattere residenziale
-Centralità
-Aree destinate a servizi pubblici di livello urbano
- Aree agricole
-Mobilità e trasporto pubblico
-Commercio
-Cinecittà : polo cinematografico e multimediale
-Ippodromo di Capannelle
-Le nostre proposte (sintesi)


CARATTERI SALIENTI DEL NOSTRO TERRITORIO , SUE PECULIARITA'
Da un punto di vista morfologico si tratta di un territorio pianeggiante che dolcemente si alza in colline dominate dal profilo maestoso dei Castelli e di Monte Cavo in particolare. Quello che può sembrare un appunto banale è invece importante perché negli ultimi anni purtroppo questi connotati paesaggistici sono diventati di difficile visione a causa del sorgere progressivo di palazzoni che ci precludono il panorama.
Il nostro municipio poteva essere descritto fino a trent'anni fa come caratterizzato da una parte cittadina anche se periferica e, oltre il raccordo, da una parte agricola con seminativi, allevamenti di bestiame, vigne e oliveti verso i Castelli. Nell'ambito delle aree agricole sono sorte abusivamente e progressivamente si sono enormemente espanse quelle che un tempo erano borgate ed oggi veri e propri quartieri.
Oggi purtroppo la parte agricola ha assunto un ruolo marginale, anche se nella parte verso i Castelli la viticoltura mantiene una sua importanza. Conseguentemente sono rimaste solo poche fattorie di cui la più importante è certamente quella di Gregna. A vocazione agricola è rimasta la parte privata del Parco degli Acquedotti, area di grande importanza archeologica e paesaggistica, poco valorizzata da un punto di vista turistico.
Sono numerose le testimonianze storiche e archeologiche del nostro territorio spesso colpite da un degrado che vede le istituzioni e in particolare la sovrintendenza archeologica, spesso disattente. Ricordiamo gli acquedotti, i casali, le torri, le ville antiche. Abbiamo anche un patrimonio di architettura moderna sicuramente da valorizzare : l'ex Istituto Luce, l'Istituto Sperimentale di Cinematografia, la chiesa di Don Bosco, i quartieri Ina Casa.
In qualche modo legato al mondo della natura potremmo considerare anche l'ippodromo di Capannelle, il cui lento declino ha fatto si che trovassero spazio al suo interno manifestazioni estive che certo ne snaturano lo spirito. Pur essendo una struttura con una storia importante è vissuto purtroppo come una entità a sé stante, poco legata ai quartieri che lo circondano.
Ma forse la presenza che più ha permeato l'identità degli abitanti di questo territorio è certamente lo stabilimento cinematografico di Cinecittà. La sua storia ci rende riconoscibili e individuabili in Italia e forse nel mondo, anche se purtroppo anche in questo campo si avverte una certa decadenza, testimoniata da un sempre maggiore utilizzo degli studi da parte della televisione.
Anche se non insiste direttamente nel nostro municipio grande importanza ha avuto nei decenni passati l'aeroporto di Centocelle. Ormai decaduto, la sua area attende di essere in parte sistemata a parco. Abbiamo un altro grande aeroporto, questo funzionante e a noi vicino, quello di Ciampino, di cui occorre tenere in massimo conto in sede di redazione di un piano.
Non sottovalutiamo infine la presenza di alcune realtà industriali di notevole impatto occupazionale come la ex - Fatme, ora Ericsson.


PROBLEMI ED ESIGENZE DEL 10° MUNICIPIO
Passiamo ora ad esaminare i problemi che affliggono questo territorio e le esigenze reali di chi ci vive.
Come non partire dalla mobilità ? Da questo punto di vista il nostro municipio sconta la presenza di aree tra loro poco omogenee e un po' slegate tra loro. La grande area più centrale, che va dal Quadraro Vecchio a Cinecittà, delimitata ai lati dal Parco degli Acquedotti e dall'ex Aeroporto di Centocelle, è caratterizzata da una enorme densità abitativa che produce congestione del traffico e carenza di parcheggi. Un'area, in cui la speculazione edilizia nel dopoguerra l'ha fatta da padrone, con pochi servizi, con un verde presente solo ai margini (parco degli Acquedotti) poco attrezzato e con problemi di abusivismo. Un'area in cui gli unici esempi di pianificazione urbanistica svolti con razionalità sono rappresentati dal quartiere dell'Ina Casa. Il problema più grande in quest'area così come nei quartieri esterni al GRA è certamente il traffico con un inquinamento atmosferico purtroppo sottovalutato per i suoi effetti sulla nostra salute. Ci sono oggettive difficoltà di collegamento con i quartieri limitrofi e le strade consolari contigue, Casilina e soprattutto Appia. C'è in particolare un intenso traffico di attraversamento proveniente dai quartieri oltre il raccordo anulare e dai Castelli. All'altezza del raccordo c'è come una strozzatura per il traffico proveniente dai due sensi. I quartieri oltre il GRA, un tempo vere e proprie borgate, sono nati da edilizia spontanea e abusivismo senza tenere in alcun conto la viabilità. Così ad esempio un quartiere grande come Morena, ormai saldato a Ciampino, è servito da un dedalo di viuzze da cui spesso è difficile uscire, intasate come sono dal traffico.
In questo quadro per ciò che riguarda il trasporto pubblico, risulta ormai insufficiente la metro A, giunta al limite del collasso, e la ferrovia Roma - Ciampino che pure potrebbe contribuire ad alleviare i problemi è vissuta come un corpo estraneo per la mancanza di stazioni di fermata, tranne quella di Capannelle.
Il progressivo sorgere di centri commerciali, soprattutto verso il raccordo, con l'affermarsi di un modello di consumo che viaggia su quattro ruote ha reso il problema del traffico una vera e propria emergenza. Questo introduce un altro grande problema : l'estendersi della grande distribuzione, con conseguente riduzione della piccola e trasformazione anche del tessuto sociale.
Le aree verdi attrezzate sono assolutamente insufficienti, oltre che con manutenzione carente. Nella relazione del nuovo piano regolatore ci addebitano poco più di 14 mq di verde attrezzato pro - capite come 10° municipio. Purtroppo di attrezzato c'è veramente poco, si comprendono anche parcheggi e aiuole e la dislocazione degli spazi verdi è molto disomogenea. Basti pensare che per i quartieri al di fuori del raccordo esiste un solo parco pubblico (quello della Romanina), un vero deserto in termini di verde.
Per quanto riguarda la cultura le condizioni dei monumenti presenti sono pessime. Il patrimonio delle torri e dei casali medievali presente è abbandonato, ma soprattutto il bellissimo acquedotto Claudio è scandalosamente degradato e a rischio crolli. Non ci sono spazi museali, eppure tutti i ritrovamenti effettuati nel corso dei tanti scavi giustificherebbero ampiamente un museo dell'Agro Romano. Nel corso degli ultimi decenni scoperte importantissime da un punto di vista archeologico sono state distrutte o coperte con un comportamento della Sovrintendenza archeologica che non esitiamo a definire discutibile, basti pensare ad esempio alla costruzione del deposito della metropolitana sopra l'antica via Latina, in occasione dei mondiali del '90.
La storia, l'archeologia sono viste come un ostacolo e non come l'occasione per un arricchimento della conoscenza e per uno sfruttamento e una valorizzazione in senso economico.
C'è un solo cinema, un solo teatro ; Cinecittà non assolve ad una funzione di polo culturale anche per il territorio in cui è situata.
I servizi per l'infanzia sono assolutamente carenti, mancano asili nido. Ma anche per le scuole di ogni ordine e grado la situazione non è migliore soprattutto fuori del raccordo. Non c'è ad esempio un liceo classico.
Le strutture sportive sono lasciate soprattutto all'iniziativa dei privati, in particolare al di fuori del GRA. Le piscine comunali presenti non assolvono in maniera sufficiente alla domanda. In tutta Roma Est non c'è non uno stadio, ma neanche uno spazio per l'atletica.
Per quanto riguarda la sanità la situazione è addirittura drammatica. Non c'è un pronto soccorso nel territorio municipale. Ora pare che nel nuovo Policlinico di Tor Vergata verrà realizzato un pronto soccorso, benché non fosse previsto nel piano sanitario regionale.
In definitiva, per ciò che riguarda i standard urbanistici, se prendiamo come riferimento i dati riportati all'interno della relazione che accompagna la proposta di nuovo piano regolatore al 10° municipio, a fronte di una popolazione teorica di circa 193.000 abitanti, vengono attribuiti 14,1 mq/abitante di verde attrezzato, 4 mq/abitante di servizi, 0,6 mq/abitante di parcheggi, per un totale di 18,7 mq/abitante. Il D.M. 1444/68 prevedeva una dotazione totale minima per abitante di 18 mq. Con il PRG ora presentato si prevede di arrivare a 32 mq/abitante. Nella relazione però non viene affrontata un'analisi qualitativa della reale situazione attuale, ben diversa purtroppo da quanto fanno intravedere le cifre.


CONSIDERAZIONI GENERALI SUI PIANI URBANISTICI PER IL 10° MUNICIPIO
Passiamo ora ad esaminare più in dettaglio la proposta di nuovo PRG e tutte quelle decisioni e quei piani urbanistici di cui abbiamo avuto notizia spesso in modo confuso e poco chiaro.
Cominciamo subito col menzionare alcuni dati di questo piano. Si prevedono a livello cittadino 301.228 nuove stanze residenziali, 195.461 stanze non residenziali e 44.038 stanze flessibili per un totale di 540.727 nuove stanze. Considerando che ogni stanza è calcolata di 120 mc si arriva a 64 milioni di nuovi metri cubi.
Il piano odierno rispetto a quello precedente è meno indeterminato, è più chiaro e preciso nelle soluzioni. Purtroppo sono proprio alcune di queste soluzioni a metterci in allarme e riteniamo che siano necessari drastici cambiamenti della sua struttura.
Rispetto al piano presentato dalla passata giunta Rutelli il nostro municipio viene ulteriormente penalizzato con un aumento delle cubature destinate all'edilizia residenziale. Ciò, in un contesto già degradato dalla presenza nella città consolidata di esagerate densità abitative frutto di disinvolte operazioni di speculazione edilizia e, fuori del GRA, dalla presenza di interi quartieri venuti su abusivamente e che mancano di servizi essenziali, rappresenta un viatico certamente negativo per il futuro.
Alcuni dei concetti di base che hanno ispirato la realizzazione del nuovo piano sono condivisibili, come ad esempio l'idea di costruire "un sistema policentrico organizzato per centralità diffuse" in modo da strappare le periferie alla situazione di degrado ed emarginazione in cui si trovano, dotandole di verde e servizi, purché tutto sia calibrato sulle reali esigenze dei cittadini e sulle caratteristiche del territorio. Oppure concordiamo con il concetto dei valorizzazione e tutela della Città Storica, spostando così l'attenzione delle istituzione e dei cittadini su un obbiettivo più ampio rispetto al Centro Storico. Sicuramente poi il lavoro sulle Reti Ecologiche compiuto permette finalmente una lettura nuova e più approfondita del territorio. Finalmente ad esempio l'idrogeologia assume un ruolo determinante nell'ipotecare il destino di un territorio.
Tuttavia riteniamo che le regole previste dalla Rete Ecologica per il risparmio e il riuso dell'acqua vadano estese, oltre che alle zone di nuova edificazione, a tutta la città. Le acque chiare e scure devono essere divise, le prime potranno essere utilizzate a scopo agricolo e per irrigare i parchi, le seconde sole dovranno andare ai depuratori e poi nuovamente essere utilizzate. Per far ciò è necessario rispettare i corsi d'acqua presenti nella nostra città e non trattarli da fogne a cielo aperto.
A livello generale non capiamo le ragioni per le quali si predilige una espansione della città verso Est, in zone già gravate da molti problemi di vivibilità e a fronte soprattutto di un corollario di paesi che hanno assunto ormai la fisionomia di cittadine satelliti e che hanno portato il sistema dei trasporti al collasso. Come non tacere poi di fronte al fatto che nonostante il numero degli abitanti di Roma sia da molti anni stabile se non in lieve calo si continui a perseguire logiche di espansione e crescita del patrimonio edilizio. Nella stessa relazione introduttiva, facendo un paragone per i prossimi anni tra la cubatura di offerta e quella di domanda in ambito residenziale, sulla base di stime CRESME, appare un sovradimensionamento dell'offerta. Pertanto non ci pare che questo PRG nasca dietro la spinta di una reale riflessione sull'effettivo fabbisogno abitativo esistente in questa città.
Occorre prima di pensare ad una espansione della città mettere in atto strategie idonee al recupero del patrimonio presente, dismesso o sottoutilizzato, sia privato che pubblico.
Occorre pensare a questo piano come un occasione per riqualificare l'esistente in termini qualitativi e non quantitativi. Ci pare poi assai pericoloso pensare a nuovi insediamenti fintantoché questo territorio rimane sprovvisto di servizi essenziali come un pronto soccorso.
Nei fatti invece con questo piano insieme all'eredità di quello vecchio sembra si voglia perseguire una volontà edificatoria di ogni spazio disponibile, accontentando certo le pressioni dei costruttori, ma arrecando un grave danno a chi in questi territori ci vive. In tal modo si calcola che stiano per essere costruiti nel nostro Municipio oltre 5.000.000 di metri cubi con un conseguente aumento della popolazione residente almeno di 25.000 nuovi abitanti, senza contare l'ulteriore afflusso di lavoratori impiegati nei nuovi uffici che apriranno (almeno 10.000).
Detto ciò entrando nel concreto di questa proposta, considerato che è più difficile agire sugli ambiti a pianificazione particolareggiata pregressa, perché in corso di realizzazione, ci pare sovradimensionata per le esigenze di una città che ormai non cresce quasi più come numero di abitanti la cubatura prevista nei cosiddetti ambiti di trasformazione nell'intera città, residuo del vecchio piano.
Il 10° municipio oltre ad avere 4 di queste zone di nuova espansione edilizia subisce la presenza nell'8° municipio, di due centralità metropolitane, quella di Torre Spaccata e quella di Tor Vergata. Inoltre viene localizzata una delle grandi centralità di tipo urbano nella zona di Anagnina - Romanina, a giustificare la presenza di un altro grande intervento edificatorio.
E' nostra grande preoccupazione evitare che gli interventi previsti nei cosiddetti ambiti di trasformazione sommati a quelli dei piani particolareggiati pregressi, delle centralità, oltre che alla persistenza di vecchi diritti concessori, possano portare alla quasi totale urbanizzazione del nostro municipio e alla saldatura con i paesi dei Castelli Romani, con conseguenze disastrose in generale sulla vivibilità di un territorio che soffre di traffico di attraversamento, senza contare la drammatica distruzione del territorio da un punto di vista paesaggistico.
Altro grande tema è il rispetto degli standard urbanistici, che con questo piano arriverebbero nel nostro municipio a 31,7 mq/abitante (precisamente si arriverebbe a 21,6 mq/ab di verde, a 7,4 mq/ab di servizi e 2,7 di parcheggi). Secondo noi è assolutamente necessario che questi vengano calcolati quartiere per quartiere e non riferiti come oggi avviene all'intero municipio. Questo per evitare che alcune zone vengano penalizzate. Accade difatti che in quartieri come Morena si sia lontanissimi da questi standard. Per questa zona in particolare chiediamo che vengano reperite le aree per la realizzazione di un parco pubblico.
Ricordiamo che le aree protette, nella fattispecie nel nostro municipio il Parco degli Acquedotti (parte integrante del Parco regionale dell'Appia Antica), non possono essere utilizzate per adempiere agli obblighi di legge sugli standard urbanistici (D.M. 1444/68 art.3)
Per le aree verdi previste sempre più si porrà il problema della gestione. Già ora l'Università di Tor Vergata pone il problema di come intervenire sui 300 ha di verde presenti nell'ambito della sua estensione. Riteniamo che sarebbe più importante investire in un corretta salvaguardia e gestione delle aree agricole.
A tal proposito ricordiamo la positiva esperienza dei parchi gestiti dall'ente di Roma Natura, dove è presente anche un'agricoltura di qualità, coniugata alla difesa dell'ambiente e alla possibilità di una fruizione sostenibile.
In tale piano in particolare le aree agricole del nostro municipio, già oggi di estensione estremamente ridotte, vengono ulteriormente ridimensionate, fatta eccezione per l'area attorno alla fattoria di Gregna e per alcune aree nei pressi di Vermicino, purtroppo già intaccate dall'abusivismo. Riteniamo fondato il pericolo che si ricorra poi in futuro alle poche aree agricole rimaste nel piano. Le aree agricole vanno invece perimetrate e rese intoccabili. Oltretutto occupando con interventi di urbanizzazione tutte le aree presenti dove reperiranno lo spazio eventualmente necessario le generazioni future ? Occorre costituire una cospicua riserva di aree non edificabili, oltre a quelle agricole.
Purtroppo il valore economico, culturale ed ambientale dell'agricoltura, anche in termini di tutela del paesaggio, viene ancora oggi sottovalutato in omaggio a vecchie logiche che affondano le loro radici in un positivismo di stampo ottocentesco.
Condividiamo la richiesta formalizzata da Italia Nostra e VAS di rendere prescrittivo e vincolante il sistema dei Beni Culturali, Archeologici, Paesaggistici. In particolare tutti i beni certi già censiti dalla carta dell'Agro e riportati solo in parte nell'allegato "G" della Variante del Piano delle Certezze devono tutti vedere assicurate nel nuovo PRG le prescrizioni di tutela già decise dalla suddetta variante.
Da un punto di vista della progettazione dei nuovi insediamenti e della riqualificazione di quelli vecchi occorre una politica urbana orientata maggiormente al rispetto delle diversità e alla difesa delle categorie deboli ; alla costruzione di senso di comunità e di cittadinanza attiva ; alla realizzazione di esempi pilota di qualificazione urbana in chiave ecologica, di spazi pubblici, di percorsi e di interventi di moderazione del traffico finalizzati a una mobilità sostenibile. Una caratteristica innovativa risiede nel porre il bambino quale "metro" di misura per garantire a tutti una migliore qualità della vita. In tale ottica dovrebbero essere visti tutti i progetti per migliorare la vivibilità. Occorre realizzare percorsi pedonali sicuri e protetti nel tragitto casa - scuola, di collegamento tra i parchi, in particolare tra il parco degli Acquedotti e quello di Centocelle, anche eventualmente attraverso piste ciclabili e percorsi di collegamento specifici ; misure di moderazione del traffico ; aree verdi e in modo particolare giardini scolastici e micro - spazi qualificati di vicinato.
Altro contributo importante potrebbe venire dall'istituzione di cosiddette "strade scolastiche", dove un'ordinanza del Sindaco consente la riduzione del carico veicolare o, meglio, di interdire la circolazione dei veicoli su brevi tratti di strade dove è presente l'accesso all'edificio scolastico, nell'arco di tempo in cui i bambini entrano o escono da scuola.
Concludiamo affermando che, al di là di come sarà il piano alla sua approvazione definitiva, è necessario che il comune eserciti un reale controllo del territorio : non possiamo più permetterci devastanti fenomeni di abusivismo edilizio come nel passato ed, in tono minore, anche nel presente a discapito, non solo della qualità urbanistica ed edilizia, ma soprattutto del livello di vivibilità di tutti i cittadini. Purtroppo si decanta tanto di aver tagliato in questi anni 120 milioni di mc previsti dal vecchio piano regolatore del '62, omettendo però di dire che dagli anni 60 ad oggi sono state costruite abusivamente case, anche se poi sanate, per un milione di abitanti, per una quantità di cemento forse equivalente a quella tagliata.

AMBITI DI ESPANSIONE EDILIZIA A CARATTERE RESIDENZIALE
Nonostante nella relazione generale si dichiari la necessità di superare l'eccesso di residenzialità nelle periferie e nonostante attorno ad alcune vie del nostro territorio (ad esempio via Flavio Stilicone) si riscontri la maggiore densità edilizia di Roma, circa 14 mc per metro quadro, con questa nuova proposta di piano si aggiungono ulteriori cubature per edilizia residenziale oltre a quelle già approvate, oggi in gran parte in fase di realizzazione, dalla giunta Rutelli attraverso vari piani di zona. Si assiste ad una giustapposizione, priva di alcuna armonizzazione, di piani di zona e nuove zone di completamento ed espansione tutte connotate dal fatto di essere residenziali ; così i quartieri dormitorio "condannati" in sede di espressione di principi generali vengono confermati poi nei fatti. E' da stigmatizzare il comportamento "irrazionale" della Regione Lazio che continua a finanziare piani residenziali pubblici (lg. ex 167/62), costringendo poi il Comune a trovare nuove aree per questi interventi.
La precedente giunta comunale, con l'avvallo di quella odierna, ha dato il via a nuova edificazione abitativa attraverso 5 piani di zona : Anagnina 1, Anagnina 2, Romanina, Osteria del Curato 2, Tor Vergata, E1 di Anagnina (quella che sta più indietro come realizzazione). Complessivamente si tratta in totale di 1.500.000 mc per circa 13.000 abitanti. Già solo questi interventi ci condanneranno senza opportuni e drastici correttivi ad un futuro fatto di traffico congestionato, inquinamento, stress, scarsa qualità della vita. A questi metri cubi però il piano presentatoci prevede di aggiungere altri, sulla stessa falsariga.
Nel nostro municipio sono previsti 4 ambiti cosiddetti di trasformazione ordinaria (ATO), destinati ad accogliere i residui del vecchio piano regolatore. Tre sono ambiti prevalentemente residenziali dove l'area di concentrazione edilizia e il verde privato occupano il 70% dell'ambito e il verde e i servizi pubblici occupano il 30%. Si tratta dell'ambito di Capannelle (R1) con una superficie utile lorda di 7.500 mq, dell'ambito di Anagnina (R30) con una superficie utile lorda di 79.900 mq e dell'ambito di Tor Vergata 2 (R48). Il primo ambito in particolare insiste in una zona ancora suggestiva da un punto di vista paesaggistico, priva di vie di collegamento, dietro le scuderie di Capannelle disposte sulla via omonima, tra il fosso dell'Acqua Mariana e la ferrovia Roma Cassino e nei pressi di un antico casale (casale di Marzio). Si tratterebbe di costruire villette e di conseguenza strade che distruggerebbero questi luoghi e ingolferebbero ulteriormente via di Capannelle. Riteniamo che questo brandello di agro romano debba essere salvato e legato nel suo destino all'Ippodromo di Capannelle. La cubatura delle villette potrebbe essere compensata ad esempio con spazi adeguati presso la centralità di Romanina. Riguardo al futuro che proponiamo per questo spazio ne parliamo più diffusamente nel paragrafo riguardante l'ippodromo di Capannelle.
L'ambito di Tor Vergata 2 (lg. ex 167/62) insiste su via di Tor Vergata, viene a congiungere Tor Vergata Nuova con il programma integrato della Barcaccia ed è caratterizzato da una superficie utile lorda di 100.855 (oltre 300.000 mc, oltre 3.800 stanze). Non era presente nel piano Rutelli mentre in questo piano viene ad occupare un'area che prima aveva destinazione agricola. In una zona così penalizzata da questa valanga di cemento il solo pensare di poter apporre altri carichi edificatori ci sembra rasenti la follia. Purtroppo tale follia pare che stia per concretizzarsi visto che all'inizio di agosto tale intervento è stato approvato in consiglio comunale.
Di fronte a un comportamento così scorretto da parte dell'amministrazione comunale che, nonostante si stia procedendo in questi giorni alla discussione del nuovo piano regolatore e nonostante il parere contrario e unanime del municipio, procede d'imperio infischiandosene dell'opinione dei cittadini, cosa dire ?
Tra gli ambiti di trasformazione cosiddetti integrati, caratterizzati cioè da una diversa distribuzione degli spazi rispetto a quelli prevalentemente residenziali (l'area di concentrazione edilizia occupa il 40% dell'area, il verde privato il 20%, il verde e i servizi pubblici il 40%) nel nostro municipio c'è quello di Capannelle (I5) con una superficie utile lorda di 11.800 mq. Come già detto altre cubature sull'omonima via e in zone dalla viabilità irrisolta non sono sopportabili.
La precedente proposta di piano della giunta Rutelli prevedeva un altro ambito di trasformazione integrato denominato Anagnina (I4) con una superficie utile lorda di 90.000. Tuttavia l'iter burocratico di attuazione di questo intervento edificatorio in questi anni è andato avanti con la progettazione di un piano di zona (E1 Anagnina). Questo piano insiste insieme all'ambito R30 (lg.ex 167/62, circa 170.000 mc) in una delle poche aree ancora coltivate del nostro territorio, tra i Giardini di Tor di Mezza Via e Morena, tra la via Anagnina e la via Tuscolana ed è una compensazione della zona G3 Salone. Insieme colpiscono con circa 450.000 mc un territorio ormai martoriato. Soprattutto con il piano di zona E1 Anagnina verrebbe ad essere cancellata una delle poche aree naturalisticamente importanti del nostro territorio : gli ex vivai Barduagni sulla via Tuscolana. La vegetazione di questi vivai in parte abbandonata ha costituito un piccolo bosco. Chiediamo fermamente che il progetto edificatorio faccia salvi gli ex vivai che potrebbero essere trasformati con poca spesa in parco pubblico.
Chiediamo inoltre che vengano dimezzate le cubature previste nell'ambito R30.
I piani di zona E1 Anagnina, Romanina, Tor Vergata, La Barcaccia, gli ambiti R30 e R48 e la centralità di Romanina formano un tutto unico e costituiscono una enorme area di espansione della città che così si connette a Frascati. Siamo facili profeti nel pronosticare, se tutto rimane così, il caos per la mobilità. E' necessario quindi intervenire con drastici tagli oltre che sugli ambiti di trasformazione anche sui piani di zona già approvati dove possibile.

CENTRALITA'
Premettiamo che per noi le centralità dovrebbero assolvere ad esigenze di recupero e riqualificazione, interpretando le reali necessità del territorio, e, per quanto riguarda quelle nuove, ospitare, tramite processi di delocalizzazione, quegli insediamenti e quelle attività ubicati in zone ad eccessiva densità.
Nel nuovo piano vengono previsti vari tipi di centralità a seconda dell'importanza delle funzioni che ospitano. Nel 10° municipio vi sono le seguenti centralità : una di tipo urbano localizzata a Romanina e due di tipo locale, una localizzata a Don Bosco e l'altra a Casal Morena. Queste ultime due centralità di tipo locale potrebbero rappresentare importanti risposte ai problemi del territorio se pianificate con il contributo dei cittadini. Poi vi sono al confine del 10° municipio e precisamente nell'ottavo le municipalità di Torre Spaccata e di Tor Vergata di tipo metropolitano. In realtà nel nostro territorio esiste già una importante centralità di fatto che è quella di Cinecittà e non si sentiva certo il bisogno una altra centralità di rilievo come quella di Romanina.
Per quanto riguarda la centralità di Don Bosco in particolare chiediamo che, data la presenza di numerose scuole, vengano realizzati per i bambini percorsi pedonali continui e protetti per il tragitto scuola - casa, aree verdi ed in modo particolare giardini scolastici e micro - spazi qualificati di vicinato.
Inoltre riteniamo fondamentale l'inserimento di Largo Spartaco nella centralità stessa come elemento strutturante del vecchio quartiere Ina Casa e, in quanto tale, capace di contribuire all'identità storica e sociale del Municipio.
Per ciò che riguarda la centralità locale di Casal Morena questa deve avere lo scopo di dare servizi ad una zona che essendo nata abusivamente e in modo caotico ne è assolutamente priva. Occorre dotare il quartiere di una piazza, di parcheggi, di servizi sportivi e di aree verdi di una certa ampiezza considerata l'estensione del quartiere. In termini pratici proponiamo che venga realizzato un parco pubblico attorno al casale di Morena, tra via Anagnina e via Stazione di Ciampino ; una piazza e strutture sportive lì dove oggi c'è un campo di calcio tra via della Stazione di Ciampino e via Pazzano ; che sia approvato da parte del Comune il programma integrato di Casal Morena.
La centralità urbana di Romanina - Anagnina invece è ancora da pianificare. E' ubicata nell'area ex - Italcable ; oggi la sua proprietà è per il 10% Telecom e per il restante 90% di un costruttore (Scorpellini). La superficie totale di tale ambito e di 940.000 mq (94 ha). L'edificazione totale coprirebbe una superficie utile lorda di 446.388 mq (circa 44 ha). In metri cubi l'intervento raggiunge la cifra circa di 1.300.000. L'area di concentrazione dell'edificabilità interesserebbe il 50% dell'ambito ; un 20% sarebbe occupato da verde privato con valenza ecologica ; un 30% sarebbe dedicato a verde pubblico e servizi. Secondo il piano vi è prevista cubatura non residenziale per l'60%, il 20% sarebbe coperto da interventi residenziali e il restante 20% sarebbe flessibile. Circa il 50% dell'area dovrebbe essere ceduto al Comune. Attorno alla centralità è prevista una sorta di ciambella di zone residenziali costituita da varie 167, con una pressione abitativa enorme.
Questo intervento non risponde certo ad esigenze e bisogni dei quartieri circostanti.
Purtroppo appare già sbagliato sul nascere questo modo di procedere per cui non è sulla base di una esigenza reale che si prefigura una realizzazione urbanistica ma semplicemente in questo caso si individua una area in cui è possibile portare la metropolitana e la si utilizza per estinguere il debito in cubature contratto con i costruttori, proprietà fondiaria, banche ecc... Questa centralità contraddice l'assunto iniziale per cui questi interventi servirebbero per dotare le are periferiche di servizi. In realtà un intervento così massiccio se realizzato , nonostante il prolungamento della metro A e la realizzazione della tangenziale esterna, Tor Bella Monaca - Ciampino, determinerà, tramite una vera e propria saldatura tra Roma e Frascati, certamente un aggravamento delle condizioni della mobilità.
Inoltre con un tale profluvio di cemento viene a completarsi un disegno di completa urbanizzazione di quella che un tempo era la Campagna Romana con buona pace dei tanti artisti, italiani e stranieri che dal settecento al primo novecento l'avevano rappresentata tramite la pittura o la letteratura.
Innanzitutto proponiamo che venga ridotta notevolmente la quantità in metri cubi di questo intervento e che le aree verdi vengano accorpate in modo da creare un grande parco.
Si pone comunque il problema di trovare una funzione a quest'area che serva realmente al nostro territorio e non lo danneggi ulteriormente. A tal proposito riteniamo che sia di esempio la proposta avanzata dal Centro Abitare la Città del dipartimento di Architettura e Urbanistica dell'Università La Sapienza di creare un laboratorio progettuale sperimentale per l'area di Torre Spaccata, in collaborazione con il 10° municipio, aperto alle istanze dei cittadini. Un metodo di lavoro simile potrebbe essere attuato anche per la centralità di Romanina, magari in questo caso con l'aiuto dell'Università di Tor Vergata.
Ci sentiamo comunque di avanzare una ipotesi che potrebbe essere quella di una centralità che faccia da ponte tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro.
Nel piano è espressa chiaramente l'opportunità di poter demolire dove serve e delocalizzare in altri siti sia pure con premi in cubatura. Abbiamo due luoghi del nostro municipio dove occorrerebbe intervenire in tal senso.
Uno è quel confuso aggregato di casupole e laboratori artigiani che interrompe l'asse viario di via Scribonio Curione - via Cartagine. Se, come speriamo, si realizzerà finalmente la stazione di via Selinunte sulla ferrovia Roma - Cassino diventerà assolutamente necessario intervenire su questo asse viario con demolizioni. Bisognerà trovare quindi una soluzione per alcune botteghe artigiane e un piccolo numero di abitanti.
Altro luogo dove demolire è sul GRA. La variante del lampadari va utilizzata per il traffico locale di Osteria del Curato e va riportata in sede l'autostrada del raccordo anulare come era previsto. Ciò comporterà probabilmente demolizioni e necessità di delocalizzare attività commerciali e artigianali. Perché quindi non ubicare attività artigianali a Romanina realizzando una cittadella dell'artigianato e offrendo oltre a ciò anche degli spazi, anche se limitati, per il commercio ?
Inoltre legandola alla situazione precedente si potrebbe realizzare in questa centralità un polo di formazione professionale e istruzione secondaria. La cittadella artigianale dovrebbe cioè essere realizzata, attraverso anche accordi con sindacati, associazioni di categoria e organizzazioni imprenditoriali, collegandola a strutture per la formazione professionale, l'aggiornamento e la preparazione al mondo del lavoro .
Oltre a ciò altri spazi potrebbero essere riservati per la costruzione di un liceo classico, che certamente si gioverebbe della vicinanza della facoltà di Lettere, e per quella di un istituto agrario con particolare vocazione alla viticoltura e all'enologia vista la vicinanza dei Castelli e di zone a denominazione di origine controllata. A tal proposito sarebbe priorità assoluta cancellare l'ATO Tor Vergata 2 e mantenere la vocazione agraria della zona dedicata soprattutto alla coltivazione della vite. Bisognerebbe inoltre sollecitare l'Università a istituire una facoltà di Agraria (incredibile ma a Roma non c'è) e un centro studi sulla viticoltura.
Non siamo invece favorevoli a cancellare la parte riservata nella centralità alla residenzialità per evitare che la sera tutto si tramuti in un deserto, piuttosto occorre intervenire in tal senso sulle zone di espansione edilizia poste intorno al sito in questione.
Per evitare disastri sul traffico riteniamo che questo intervento dovrà partire solo in corrispondenza della realizzazione del prolungamento della metro A.
Consideriamo ora la centralità metropolitana urbana di Torre Spaccata. Nella proposta di nuovo piano regolatore del giunta Rutelli, venivano confermati i programmi dei vecchi piani, dove in quest'area, facente parte del Sistema Direzionale Orientale, si prevedeva un intervento massiccio in termini di cubatura (1.400.000 mc). Nel piano presente pare che la cubatura sia stata ridotta a 800.000 mc. In questo caso si va già profilando una serie di funzioni da dare a questo intervento.
La proprietà oggi è della Fintecna (gruppo IRI) società Quadrante, per il 50% pubblica e per il 50% privata (Brioschi). La società proprietaria sembrano disponibili ad accettare un intervento più aderente alle esigenze del quartiere e della città. Secondo i progetti che si vanno profilando una parte, precisamente dal lato della Palmiro Togliatti, della grande area sarebbe destinata a servizi per lo sport (si parla anche di palazzetto dello sport e di palazzo del nuoto) ; una parte dalla parte di Piscine di Torre Spaccata dovrebbe accogliere il Museo del Cinema. Il museo sarebbe costituito da tre edifici : uno come museo vero e proprio, anche se con caratteristiche multimediali, uno ospiterebbe il DAMS, cioè una struttura universitaria legata al cinema, e infine un ultimo edificio sarebbe utilizzato per dare continuità a quelle artigianalità legate al mondo del cinema, che sono tipiche di Cinecittà, tramite una struttura formativa. Verrebbe inoltre realizzata una multisala. In questo ambito dalla parte di via Palmiro Togliatti riteniamo che si debba dare migliore collocazione al Teatro Tenda che ora copre con la sua mole la vista della Torre di Centocelle. In cambio della cessione dei terreni per queste realizzazioni i proprietari avrebbero chiesto la possibilità di edificare alloggi residenziali per circa 150.000 mc, dalla parte di via dei Romanisti. Il fatto che poi quest'area sarà servita da una linea di trasporto pubblico su sede propria (A2) e non più come nel piano Rutelli dalla metro C1 rende comunque il progetto più interessante.
La centralità di Tor Vergata è quella più definita e nasce sulla base delle esigenze del polo universitario, ora in espansione. Si estende su 500 ha di cui 300 a verde pubblico. Guardiamo con interesse alla proposta del Rettore dell'Università di localizzare in questa centralità un polo dello spettacolo, capace di ospitare tra l'altro grandi eventi. Certo però tutto ciò sarà di difficile attuazione fintantoché non verrà realizzata la metropolitana.
Ribadiamo che all'interno dell'ospedale universitario ci deve essere un pronto soccorso, collegato tra l'altro anche con le linee metro che passano nel territorio del 10° municipio.


AREE DESTINATE A SERVIZI PUBBLICI DI LIVELLO URBANO
Questa è la categoria dove sembrano essere più forti le contraddizioni tra l'eredità dei vecchi piani e le proposte del nuovo. In realtà sembra trattarsi di aree in cui sia possibile fare di tutto purché in accordo con i costruttori. Sono aree cioè spesso oggetto di contrattazioni.
Con il nuovo piano una nuova area viene individuata tra le ferrovie Roma - Frascati e Roma - Cassino nei pressi di Villa Senni tra le due future stazioni di Villa Senni e Centroni, a danno come al solito di un'area agricola. La motivazione di tale nuova destinazione è che la quantità di aree a servizi nel territorio comunale dopo le recenti operazioni riguardanti compensazioni varie è troppo esigua per il fabbisogno della città. In realtà questo cambiamento in quel punto non risponde ad alcuna necessità del nostro territorio e compromette al contrario un'altra porzione di quel poco di aree agricole che ci sono rimaste.
Chiediamo pertanto fermamente che venga ripristinata la destinazione ad area agricola.
Prendiamo in considerazione ora due altre zone in particolare. L'area davanti l'IKEA, oltre la via Anagnina e confinante con il GRA e il quartiere di Gregna è una di queste. La sua contiguità al GRA e il fatto che sarà attraversata dal congiungimento di via Kennedy con via Anagnina previsto dal PRUSST Roma - Ciampino (Programma di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio) la rende molto appetibile. In passato era stato proposto dai vecchi consigli circoscrizionali che quest'area ospitasse uno stadio dell'atletica. In realtà verso la fine della precedente consiliatura comunale era già stato tentato da parte della giunta comunale di dirottare in quest'area un intervento ad edilizia popolare (lg. 167) prima destinato lì dove oggi sorge il parco di Aguzzano. Solo un intervento deciso da parte del consiglio circoscrizionale e successivamente da parte del consiglio comunale bloccò tale operazione. Con la nuova proposta di piano si tenta nuovamente la medesima operazione. Una scelta scellerata come questa se realizzata porterebbe alla paralisi della viabilità sulla Anagnina già messa a dura prova dalla presenza dell'IKEA. Inoltre nelle vicinanze, come vedremo, c'è anche la spada di Damocle di un nuovo centro commerciale.
Altra grossa area dal destino apparentemente segnato è tutto quel comprensorio che va da via di Torre Spaccata e dalla Tuscolana verso Cinecittà Est, fino al GRA, alle spalle della centrale ENEL ora dismessa (dove tra l'altro andrà la WIND), della biblioteca comunale e del capolinea Acotral. C'è chi per comodità l'ha definita la sponda sinistra della Tuscolana. La proprietà di questa grande area è del comune di Frascati. Secondo una ipotesi di accordo tra comuni e costruttori la parte verso i stabilimenti di Cinecittà sarebbe destinata ad accogliere edifici legati all'editoria. Una parte verso Cinecittà Est sembra che dovrà accogliere invece edifici residenziali (150.000 mc). Tutto ciò sommato all'insediamento della DIA, davanti agli stabilimenti cinematografici, alla succitata Wind, alla presenza di INPS e ISTAT dall'altra parte, alla Criminalpol poco più avanti porterà, nonostante la ristrutturazione della Tuscolana tra l'incrocio di Torre Spaccata e il GRA, alla paralisi della zona.


AREE AGRICOLE
Rispetto alla proposta presentata dalla precedente giunta Rutelli nel nostro territorio con questo nuovo piano si va nella direzione di un ulteriore ridimensionamento delle aree agricole nel nostro territorio. In particolare viene inserito a scapito di una area agricola un altro ambito di trasformazione ordinaria residenziale, Tor Vergata 2 anche detto R 48, e viene individuata un'altra area a servizi di valore urbano a Villa Senni, sempre a scapito di una area agricola. Risulta evidente come i nuovi pesi insediativi e le aree necessarie per assolvere gli standard urbanistici vengano individuate sempre a danno delle aree agricole. Questo è assolutamente intollerabile. Non si può pensare di impermeabilizzare totalmente il nostro territorio sotto una coltre di cemento e asfalto. Le aree agricole sono inoltre necessarie per mitigare da un punto di vista climatico l'effetto tipo isola di calore oggi presente a Roma oltre che per conservare una fetta di territorio per le future generazioni. Inoltre in questo come nel piano della giunta Rutelli vengono ampiamente sottovalutate il valore e le potenzialità economiche di questo settore. In questi anni invece si è affermata come esperienza positiva anche da un punto di vista economico quella delle aree protette nel comune di Roma gestite da Roma Natura, dove viene coniugata la protezione dell'ambiente a una agricoltura di qualità.
Chiediamo pertanto che vengano ripristinate le aree agricole con questo piano cancellate e valorizzate con interventi opportuni.
Già abbiamo parlato della necessità di perimetrare e rendere intoccabili le aree agricole. Ma se vogliamo veramente difenderle occorre dargli una redditizia prospettiva di sviluppo economico. Le aree di Vermicino, alle pendici dei Castelli Romani hanno una naturale vocazione verso la viticoltura e la olivicoltura di qualità. Perché non inserirle nella produzione di vini DOC agganciandole alle iniziative che i comuni dei Castelli mettono in campo per promuovere i loro prodotti ? Proponiamo inoltre che l'Università si faccia carico della realizzazione di un centro studi per una viticoltura di qualità, da ubicare magari nella centralità di Romanina.
Per quanto riguarda la fattoria di Gregna il discorso è un po' diverso. Non nascondiamoci che si tratta ormai di una vera propria oasi in mezzo a quartieri densamente abitati.. Immaginiamo pertanto per quest'area un futuro da parco agricolo imperniato su una agricoltura biologica e di qualità (una idea che sembra essere condivisa dalle forze politiche che reggono il nostro municipio). Una fattoria con strutture per la didattica aperta alle scuole del territorio. Una struttura aperta e fruibile dai cittadini anche per il loro tempo libero ; per esempio attrezzata con uno spaccio interno e un luogo di ristoro per degustare i prodotti dell'azienda, con tavoli per i picnic, con percorsi per passeggiate a cavallo e in bicicletta o percorsi vita per il footing. Una fattoria dove valorizzare anche le rovine archeologiche presenti (non dimentichiamo che vi passa l'antica via Latina e che ci sono i ruderi di una villa romana). A tal proposito un modello interessante potrebbe essere il Casale di Perna all'interno del parco di Decima gestito dalla cooperativa Nuova Agricoltura.
Chiediamo che all'area in oggetto venga annesso anche la parte davanti all'IKEA che nella proposta di nuovo piano è destinata in parte a servizi e in parte a residenziale per stabilirvi una zona 167.


MOBILITA' E TRASPORTO PUBBLICO

Innanzi tutto una considerazione generale. Rispetto alla proposte presentate nel piano della giunta Rutelli c'è una maggiore varietà di soluzioni per dare risposte ad un problema tanto delicato come quello della mobilità. In particolare per il trasporto pubblico ci sembra siano presenti alcune proposte interessanti. Tuttavia l'esagerata previsione edificatoria per il nostro territorio fa si che anche le soluzioni ipotizzate appaiano insufficienti a fronteggiare l'aumento di domanda di mobilità in una situazione già così gravemente deficitaria come quella attuale. Proponiamo così alcune correzioni, anche radicali, rispetto a ciò che viene presentato nel piano. Certo che il rimandare la realizzabilità di queste opere, in particolare per il trasporto pubblico, ad ipotetici finanziamenti da parte dello Stato non suscita in noi grande ottimismo.

a)Viabilità
Per quanto riguarda l'aspetto della viabilità, le proposte contenute nel piano per rispondere alle esigenze determinate dalla grande mole di traffico, in gran parte di passaggio dai Castelli e dal GRA verso il centro cittadino, non paiono risolutive del problema, soprattutto di fronte alla prospettiva di nuove lottizzazioni, urbanizzazioni o insediamenti di uffici come ad esempio Criminalpol, DIA o Wind, centro editoriale e altro ancora. Ricordiamo che oltre ad un aumento degli abitanti molto consistente, al minimo circa 25.000 persone, si verificherà anche un aumento dei lavoratori che verranno nel nostro territorio di circa 10.000 unità. Le nuove strade, costruite in particolare nella zone di Tor Vergata, sembrano a malapena in grado di far fronte al traffico oggi presente, senza dover aggiungere nuovi flussi autoveicolari, soprattutto alla luce della paralisi prodotta su Anagnina e Tuscolana dall'apertura dell'IKEA, e dall'espandersi di centri commerciali alla Romanina.
Nel quadrante est con questo piano particolare importanza assume via Palmiro Togliatti, che con il suo prolungamento fino all'EUR, sia pure in 2 tronconi, si candida ad assumere la fisionomia di vera e propria autostrada interna rispetto al GRA e di spina dorsale della circolazione della parte sud ed est di Roma, su cui tra l'altro si scaricherebbe gran parte del traffico proveniente dai nuovi quartieri attorno a Tor Vergata e del traffico proveniente dall'autostrada Roma - Napoli. Il prolungamento secondo progetto attraverserebbe in tunnel il parco degli Acquedotti per fuoriuscire, dopo una lunga curva sull'Appia Nuova all'altezza di via del Quadraro, che tra l'altro avrebbe un percorso modificato per non interferire con lo sbocco del tunnel. Poi all'incirca dinanzi a Tor Fiscale partirebbe un secondo tunnel che dall'Appia Nuova, passando sotto il parco dell'Appia Antica, arriverebbe fino all'EUR.
Il traffico che assorbirà questa arteria, ancora più di oggi, produrrà nel nostro municipio un notevole danno ambientale per i quartieri che attraversa in superficie, anche se certo faciliterà i collegamenti tra il quadrante EST e SUD della città. E' quindi assolutamente necessario studiare una serie di soluzioni per alleggerire l'impatto che un simile intervento potrebbe avere per la qualità di vita di tali quartieri (in particolare si può ipotizzare un tunnel nel tratto che va dall'incrocio con via Papiria all'incrocio con via Quinto Pubblicio).
Chiediamo che da subito vengano indicati tempi e risorse per tale opera, per evitare che pur essendo destinata a rimanere nel libro dei sogni orienti il futuro urbanistico di Roma Sud.
Un motivo di dissenso nasce dalla presenza nel piano di una seconda strada che partirebbe dal medesimo punto del primo tunnel (circonvallazione Tuscolana) per inoltrarsi dopo un breve tratto in superficie all'interno del parco degli Acquedotti in un altro tunnel che fuoriuscirebbe in viale Appio Claudio all'altezza della ferrovia Roma Cassino. Quest'altra strada, che secondo le intenzioni dovrebbe servire al trasporto pubblico (linea T4), rappresenterebbe sicuramente un intervento dannoso per il parco. Non capiamo come si possa pensare di chiudere via della Capannelle allo scopo di riunire il parco e nello stesso tempo costruire una nuova strada che lo attraversa. Non sarebbe allora più semplice costruire un tunnel su via delle Capannelle, mantenendola aperta almeno per un senso di marcia ?
Il tratto di via Tuscolana che va da Cinecittà al GRA verrebbe sottoposto ad una grossa opera di ristrutturazione con un serie di cavalcavia e sottopassi allo scopo di facilitare lo scorrimento e l'impatto derivante dall'impiantarsi lungo questo tratto della Tuscolana di varie attività (Wind, DIA, attività editoriali e quant'altro). In particolare avrà un impatto fortissimo sulla viabilità la realizzazione degli uffici della DIA (Ministero degli Interni) davanti agli stabilimenti di Cinecittà, ormai in avanzato corso d'opera. Rispetto alle 4 palazzine originarie l'insediamento sembra che si amplierà ulteriormente annettendosi gli ex stabilimenti della Tecno Spes. Crediamo pertanto che la viabilità non avrà effettivi benefici visto le permanente congestione presente su tutte le strade circostanti e di collegamento a quest'area.
Chiediamo che per tale zona venga trovata un soluzione migliore dell'attuale per quanto riguarda la confluenza tra l'Anagnina e la Tuscolana all'altezza del GRA sia in entrata che in uscita da Roma.
La realizzazione di una nuova strada a 4 corsie tra via di Lucrezia Romana e la Tuscolana subito dopo la villa dei Sette Bassi (pagata con i proventi degli oneri concessori versati dalla Wind) e la chiusura di una tratto di via di Capannelle verso la Tuscolana per ricucire il Parco degli Acquedotti non risolverebbe il problema dell'intenso traffico che affligge permanentemente via delle Capannelle né produrrebbe una effettiva ricucitura del parco visto che il tratto "chiuso" sarebbe in realtà aperto al traffico locale dalla parte della Tuscolana. Non si avrebbe nemmeno un effettiva soluzione del traffico poiché il tratto di via Capannelle tra via di Lucrezia Romana e via Appia rimarrebbe a 2 corsie. Sembra piuttosto un intervento mirato a rendere utilizzabile da un punto di vista della viabilità il grosso edificio costruito per uffici ed ora vuoto presente a via di Lucrezia Romana.
Proponiamo che questa strada di collegamento sia realizzata solo per il senso di marcia che va dall'Appia alla Tuscolana, mentre per il senso di marcia dalla via Tuscolana all'Appia si utilizzerebbe l'odierna sede di via di Capannelle, anche in tal modo si eliminerebbe l'incrocio di via Tuscolana con via delle Capannelle. Per ottenere infine il congiungimento del parco degli Acquedotti con via dei 7 Bassi si potrebbe portare in tunnel via di Capannelle per un tratto.
La penetrazione dell'autostrada Roma - Napoli, anche se declassata, comporterà un aumento notevole del traffico sulla Palmiro Togliatti, pertanto noi proponiamo di non dare seguito a questo intervento fintanto che non verrà realizzato il tunnel sotto il parco degli Acquedotti.
Sosteniamo la posizione della Legambiente che chiede la cancellazione del progetto di strada collegante via Bruno Pelizzi con via Quinto Publicio, che taglierebbe in due un parco pubblico e il comprensorio didattico di via Messina, senza dare alcun beneficio effettivo.
Al contrario è necessario completare l'asse viario via Scribonio Curione - via Cartagine, soprattutto se verrà costruita la stazione ferroviaria su via Selinunte. Nel contempo si dovrà dare continuità a via Selinunte e via Lucio Mario Perpetuo.
La nuova arteria tangenziale esterna che dovrebbe collegare le centralità di Tor Bella Monaca - Tor Vergata - Romanina con la via Anagnina e quindi con Ciampino e il suo aeroporto sembra pensata più su misura dei futuri insediamenti piuttosto che per risolvere i gravissimi problemi di viabilità oggi presenti. Auspichiamo che la futura strada, prevista anche nel PRUSST Roma - Ciampino, di collegamento tra via Anagnina e via Kennedy fino alla stazione ferroviaria di Ciampino 2, serva per risolvere i gravi problemi di viabilità di Gregna e permettere così di spostare nella sua sede naturale il percorso del GRA e declassare così a strada di utilizzo per il quartiere di Osteria del Curato la cosiddetta "variante dei lampadari".
In particolare quest'ultimo punto era stato un impegno assunto in un documento con data 24/09/'97 dell'ufficio programma Roma - Capitale sottoscritto dagli allora ministri dell'Ambiente Ronchi e dei Beni Culturali Veltroni. In tale documento, oltre a varie prescrizioni, si formalizzava l'impegno per la realizzazione di due sottopassi sotto il GRA per la connessione tra i 2 tratti di via Lucrezia Romana e tra via di Casal Ferranti e via Crostarosa. Inoltre si poneva come limite massimo per ottemperare a questo insieme di interventi la data dell'8/07/'02. Sarebbe particolarmente grave per la credibilità delle istituzioni se questi impegni rimanessero lettera morta.
Le strade consolari soprattutto nei tratti fuori del GRA sono diventate vere e proprie autostrade, che dividono i quartieri in modo netto e traumatico. Proponiamo che sul loro percorso vengano realizzati dei sottopassi.
In particolare un intervento del genere a Morena sulla via Anagnina in 3 punti (all'altezza di via dei 7 Metri, all'incrocio di via Stazione di Ciampino e di via di Casal Morena con l'Anagnina e tra Centroni e Morena Sud) determinerebbe una riunificazione del quartiere, costituirebbe un importante contributo alla riqualificazione della zona e avrebbe dei giovamenti anche sul traffico.
Allo stesso modo proponiamo che venga realizzato un intervento simile sulla via Appia Nuova per permettere un ricongiungimento dello Statuario con Quarto Miglio, per esempio all'altezza di via di Appia Pignatelli. Infine un altro sottopasso, importantissimo, si potrebbe creare all'altezza di via di Capannelle eliminando così un incrocio tradizionalmente causa di grossi ingorghi e decongestionando il traffico su via di Capannelle.
Nel complesso vista già la notevole presenza di centri commerciali con conseguenti problemi per il traffico è imperativo categorico non appesantire ulteriormente la situazione con ulteriori insediamenti della grande distribuzione.
Assieme ai vari progetti riguardanti varie strade è necessario approntare una rete di piste ciclabili in grado di servire il municipio in tutta la sua estensione e di collegare le varie aree verdi del territorio. Ad esempio usando il percorso del fosso Patatone, che purtroppo è stato coperto, si può realizzare una pista ciclabile a Morena in collegamento con l'area agricola di Gregna.
Per finire chiediamo che vengano individuati in alcune strade percorsi pedonali continui e protetti per favorire la mobilità dei bambini nel percorso casa - scuola e permettere il collegamento di parchi come quello degli Acquedotti con quello, futuro, di Centocelle. A tal proposito riteniamo che un intervento di questo tipo sia da attuare nella centralità di Don Bosco.

b)Trasporto pubblico
Forse le uniche note positive di questo piano rispetto a quello presentato dalla giunta Rutelli provengono da questo settore, anche se le soluzioni previste per ciò che riguarda i collegamenti tra i vari quartieri perpendicolarmente alle varie consolari appaiono ancora un po' deboli.
Secondo il piano dovrebbe essere prolungata la metro A di 2,5 km fino alla centralità di Romanina con la costruzione di 3 nuove stazioni. In realtà questo solo intervento su ferro appare insufficiente a sopportare l'urto prodotto dai nuovi insediamenti, alla luce dello stato di collasso in cui già oggi si trova la linea suddetta. Occorre quindi incrementare in tempi brevi la capacità di trasporto passeggeri della linea.
La cosiddetta linea metropolitana C1 nel piano Rutelli si distaccava dalla linea C all'altezza della Palmiro Togliatti servendo oltre la centralità di Torre Spaccata anche l'Ospedale Universitario di Tor Vergata. Nel piano presente invece ha un percorso diverso e più breve che parte poco dopo il GRA e la sua funzione viene svolta in pratica dal corridoio di trasporto di superficie A2.
La progettata costruzione di una bretella ferroviaria che da Ponte Galeria arriverà fino a Santa Palomba permetterà di deviare su questa tratta il traffico merci che va da nord a sud dell'Italia e viceversa. Questa soluzione secondo il piano libererà di una ingente quantità di traffico le linee ferroviarie che attraversano Roma permettendo di usufruire per il trasporto locale ed urbano delle ferrovie Roma - Cassino (FM6) e Roma - Frascati (FM4), rendendo nel contempo probabilmente inutile il quadruplicamento sul tratto Roma - Ciampino.
Certo andrà seriamente valutato l'impatto ambientale di questa soluzione, visto che il collegamento Ponte Galeria - Santa Palomba attraversa dei parchi come quello di Decima. Comunque la maggiore fruibilità a livello locale della FM6 e della FM4 permetterà la costruzione della stazione di via Selinunte, di Villa Senni, di Centroni e di Ciampino 2. In quest'ottica risulta quindi indispensabile che un quartiere di 40.000 abitanti con grossi problemi di mobilità come Morena sia servito da una linea ferroviaria. A tal proposito il comitato di quartiere di Morena ha proposto la realizzazione di una stazione ferroviaria sulla Roma - Cassino in corrispondenza di via Scido. Chiediamo che tale proposta venga studiata seriamente per verificarne la fattibilità.
La vera novità di questo piano è però nella nuova struttura che assume il trasporto pubblico di superficie attraverso i cosiddetti corridoi di trasporto pubblico di superficie in sede propria. Si tratta di strade o corsie riservate esclusivamente al trasporto pubblico sia esso rappresentato da bus, tram o filobus. Questo permetterà certamente di dare risposte più rapide ed economiche alle esigenze di mobilità rispetto alle metropolitane.
Nel caso del nostro municipio sono previste tre linee tangenziali rispetto alle strade consolari : la T3 Fidene - Cinecittà che grosso modo ricalcherebbe la Palmiro Togliatti ; la T4 Cinecittà - Laurentina Eur che, ideale prolungamento della T3, percorrerebbe un primo tratto, in parte in superficie in parte in tunnel, all'interno del parco degli Acquedotti quindi viale Appio Claudio, Appia Pignatelli, Tor Carbone fino all'Eur ; la T5 Tor Bella Monaca - Ciampino che seguirebbe grosso modo il percorso della Tangenziale esterna fino alla futura stazione di Ciampino 2.
Poi è previsto un collegamento adduttore A2, sempre su sede propria, tra il nodo di scambio della metro A ad Anagnina, la centralità di Torre Spaccata e poi quella di Tor Vergata fino alla linea C.
Rispetto alla linea T4 contestiamo il suo attraversamento del parco degli Acquedotti e ribadiamo la proposta di deviarne il tracciato su via delle Capannelle. Per quanto riguarda la linea T5 osserviamo come questa taglia fuori completamente il quartiere di Morena. Proponiamo ad esempio che questa linea venga sdoppiata all'altezza di via Anagnina realizzando una corsia protetta su questa via che passerebbe dinanzi alla Ericsson fino a Morena.
Nel nostro territorio sono anche stati ubicati dal piano tre nodi di scambio attrezzati con relativi parcheggi : uno nuovo a Ponte Linari, all'interno della centralità di Romanina, in corrispondenza del capolinea della metro A di 10 ha ; un altro nuovo a Ciampino 2 riferito alle linee ferroviarie FM4 e FM6 di circa 5 ha all'interno di un programma integrato ; uno, già presente, a Anagnina riferito alla metro A e a capolinea di bus extraurbani di oltre 8 ha.
Inoltre con questa configurazione di trasporto pubblico sia di superficie che sotterraneo si creano 2 nodi di corrispondenza nel nostro territorio : uno a Subaugusta tra metro A e corridoio di superficie Palmiro Togliatti - Laurentina, l'altro importantissimo a Porta Furba - Quadraro tra metro A e linee ferroviarie FM4, FM6 ed FM7.


COMMERCIO
Si tratta di argomento strettamente legato alla mobilità. La filosofia dei centri commerciali, che si è affermata negli ultimi anni difatti presuppone una città a misura di automobile. La grande distribuzione negli ultimi anni ha progressivamente scalzato la piccola, cambiando il tessuto sociale, desertificando e impoverendo le nostre città. Il guadagno del piccolo commerciante ricade nel territorio dove risiede, mentre gli introiti della grande distribuzione, con la globalizzazione finanziaria, oggi imperante, prendono il volo per altri lidi. Senza contare la creazione di disoccupazione : ricordiamo che ogni occupato nella grande distribuzione crea 4 disoccupati nella piccola. E' quindi un argomento importante di cui il nuovo piano regolatore si deve occupare. Tra l'altro è imminente l'approvazione da parte della giunta comunale del nuovo piano del commercio, che è assolutamente necessario coordinare con il nuovo piano regolatore. Anticipandone le linee guida l'assessore al commercio Daniela Valentini ha dichiarato che per il futuro verrà dato spazio allo sviluppo del commercio di medie dimensioni (tra i 250 e 2500 mq) in particolare in alcune zone della città tra cui la Tuscolana.
In realtà nel nostro territorio è ancora la grande distribuzione che da segnali di nuova espansione. A tal proposito vogliamo riportare due esempi.
E' in atto il tentativo di realizzare in un'area tra l'IKEA e la futura Criminalpol, a Giardini di Tor di Mezza Via, avvalendosi di vecchi diritti concessori, un altro centro commerciale, per circa 66.000 mc. Questa zona è cruciale per il traffico proveniente dai Castelli e dai quartieri esterni al GRA verso Roma. La recente apertura dell'IKEA, che tra l'altro stanno ora ampliando, ha già prodotto danni gravissimi alla circolazione. L'ipotesi di un altro centro commerciale in questo punto appare quindi assolutamente improponibile.
Un altra vicenda, che però pare stia prendendo una piega positiva, è quella della Sorgente Appia. La sorgente ha corso il serio pericolo di essere trasformata un ennesimo centro commerciale con gravi danni per l'ambiente oltre che per la viabilità della zona. E' necessaria da parte di tutte le istituzione competenti la massima vigilanza per evitare colpi di mano di questo tipo.
Come non ricordare poi che nonostante al concentrazione di grandi attività commerciali nel quadrante della Romanina, aprirà nei pressi a Tor Vergata Nuova un altro grande centro commerciale ?


CINECITTA' : IL POLO CINEMATOGRAFICO E MULTIMEDIALE
L'identità culturale di questo territorio è strettamente dipendente dalla presenza degli omonimi stabilimenti cinematografici. Il nostro Municipio deve valorizzarne la presenza e farne volano di sviluppo. Non comprendiamo l'appoggio che l'amministrazione comunale sta dando al progetto di rilancio degli studi di Dinocittà sulla Pontina, pertanto auspichiamo che agli studi di Cinecittà vengano date tutte le opportunità possibili per sostenere la sempre più agguerrita competizione.
Questo territorio è certamente quello più adatto a Roma per ospitare il Museo del Cinema, per la presenza anche dell'Istituto Luce e dell'Istituto Sperimentale di Cinematografia. Pertanto appoggiamo con forza la proposta di realizzare questa struttura con tutte le sue articolazioni (DAMS, scuole per le attività artigianali legate al cinema e l'innovazione multimediale, multisala per la visione) a Piscine di Torre Spaccata e nell'area a servizi posta lungo la Tuscolana, proprietà del comune di Frascati. Chiediamo che finalmente venga anche realizzata la mediateca all'interno dell'Istituto Luce.
Inoltre richiamiamo il Sindaco a rispettare gli impegni presi in campagna elettorale per la realizzazione del progetto della cosiddetta "via del cinema" sulla Tuscolana, dal Quadraro a Cinecittà.
Infine riteniamo che in questo settore sia possibile sviluppare importanti sinergie con il turismo.


IPPODROMO DI CAPANNELLE
Un significato particolare diamo a questa struttura poiché la sua presenza così come quella di Cinecittà rafforza l'identità del nostro Municipio. La zona in oggetto sul nuovo PRG viene indicata come verde pubblico di livello locale, utile quindi per ottemperare agli standard urbanistici imposti dal D.M. 1444. In realtà occorrerebbe indicare questa zona come verde pubblico di livello urbano vista la sua importanza per l'intera città. I progetti dell'Amministrazione Comunale su l'ippodromo non sono chiari. Si teme, vista la decisione della Giunta di alienare parte del patrimonio comunale, che questa area possa essere venduta a privati e frazionata. A tal proposito non possiamo non affermare la nostra più netta opposizione a qualsiasi alienazione e frammentazione di questa storica struttura. Qualora invece il progetto puntasse ad una apertura di spazi commerciali nell'ambito delle scuderie su via di Capannelle, ricordiamo come purtroppo il nostro municipio abbia subito un espansione mostruosa di centri commerciali e supermercati con effetti disastrosi sulla viabilità. Una soluzione di questo tipo potrebbe essere accettata solo se contenuta in ambiti molto ristretti. Per ben altre strade dovrebbe passare secondo noi il rilancio dell'ippodromo, per contrastare nello stesso tempo la crisi che attanaglia il settore. Perché non pensare invece ad uno spazio museale dedicato al cavallo e all'ippica ? Perché non eliminare l'ambito di trasformazione R1 attiguo, dalla cubatura esigua, destinato a villette e tra l'altro senza strade di servizio, che avrebbe il torto gravissimo di rovinare irreparabilmente una zona quasi integra da un punto di vista paesaggistico ? Perché non realizzare in questo ambito approfittando della presenza di splendide scuderie in parte abbandonate, scuole di equitazione aperte a tutti , percorsi per passeggiate a cavallo, un centro di ippoterapia ? Recuperiamo la zona alla sua vocazione originaria, apriamola al territorio e tralasciamo scorciatoie confuse.

LE NOSTRE PROPOSTE (SINTESI)
In conclusione a nostro parere le previsioni edificatorie del vecchio piano regolatore del 1962 con questo nuovo piano vengono ampiamente superate nel nostro municipio, visto che in questi decenni sono nati abusivamente veri e propri quartieri in aree agricole, poi sanati.
Riteniamo pertanto che l'impianto di questa proposta di piano regolatore alla luce anche delle eredità del vecchio vada radicalmente modificato, ridimensionando radicalmente le cubature soprattutto residenziali che sono state destinate a questo territorio.
Riteniamo che uno dei principi a cui si ispira questo piano, cioè di demolire, dove vi sono situazioni di degrado o dove la densità abitativa e in cubature è troppo forte, per ricostruire altrove sia pure con premi in cubatura, debba essere applicato il più possibile nel nostro territorio.
Per esempio a tal proposito sarebbero sufficienti 80 ha per delocalizzare altrove gli insediamenti abusivi o incompatibili presenti nel parco dell'Appia Antica.
Riassumiamo di seguito le proposte che abbiamo illustrato nella relazione.

Considerazioni generali
Riteniamo che si debba rendere prescrittiva la cosiddetta "Carta delle Qualità" che riporta appunto il sistema dei Beni Culturali, Archeologici e Paesaggistici.
Sottolineiamo il fatto che le aree protette non possono essere utilizzate per esaudire gli standard urbanistici. Riteniamo che non possono essere considerati utili a tale scopo le aiuole o gli spartitraffico, così come oggi accade, o anche l'Ippodromo della Capannelle nelle attuali condizioni.
Inoltre gli standard urbanistici vanno calcolati quartiere per quartiere e non prendendo in considerazione l'intero municipio, per non creare quartieri di serie A e serie B da questo punto di vista.

Piani di edilizia residenziale
Per la moltitudine di motivi di cui sopra si rende necessaria una riduzione complessiva delle cubature destinate al nostro territorio. Non accettiamo che un territorio già così provato possa essere utilizzato per esaudire compensazioni provenienti da altre parti della città. In particolare chiediamo che vengano cancellate le cubature previste dal nuovo PRG nelle aree ora definite come ambiti di trasformazione ordinaria di Capannelle (R1 e I5) e di Tor Vergata 2 (R48). L'area dell'ATO R1 a Capannelle risulta priva di strade di collegamento, ha inoltre un grande valore paesaggistico ed è bene che venga riunita al comprensorio dell'Ippodromo di Capannelle. Chiediamo che vengano ridimensionate almeno della metà le cubature destinate ad Anagnina 1 (R30 e p.d.z. E1 Anagnina) e vengano trasformati in parco gli ex vivai Barduagni sulla Tuscolana, oggi divenuti un piccolo bosco. Chiediamo inoltre che ogni programma di espansione edilizia che interessi la zona di Romanina e Tor Vergata sia bloccato sino a quando non verrà realizzato il prolungamento della metro A.
Deve essere cancellato il programma di edificazione secondo lg. 167 davanti all'IKEA. Altresì chiediamo che questa area destinata a servizi pubblici di livello urbano ubicata a Gregna cambi la propria destinazione d'uso in area agricola di valenza ambientale, legandosi così alla fattoria di Gregna, oppure in subordine che venga adibita a servizi per attività sportive, così carenti in periferia.

Centralità
Per quanto riguarda le centralità chiediamo che l'intervento riguardante la centralità di Romanina - Anagnina venga ridotto nel suo impatto in metri cubi. Proponiamo di delocalizzare in questo spazio attività artigianali, commerciali (dal GRA in corrispondenza della variante dei lampadari e da via Cartagine al Quadraro) e abitazioni residenziali in modo tale da diminuire l'eccessiva densità in altre zone del municipio e risolvere alcuni problemi di viabilità. Proponiamo che venga realizzata una cittadella dell'artigianato collegandola ad strutture per la formazione professionale e che vengano qui ubicati istituti per l'istruzione secondaria mancanti nel nostro territorio (liceo classico e istituto agrario) Proponiamo la realizzazione di un centro studi per una viticoltura ed una olivicoltura di qualità in collaborazione con l'università.
Sosteniamo il progetto per la costruzione di un museo del cinema, di una multisala, di una sede del DAMS e di un centro di formazione per le attività artigianali legate al cinema nella centralità di Torre Spaccata. Riteniamo che sarebbe un'ottima scelta localizzare in questa sede un polo sportivo.
Chiediamo che attraverso la centralità locale di Casal Morena si risolvano le gravissime carenze di questo quartiere. Proponiamo che venga realizzato un parco pubblico attorno al casale di Morena, tra via Anagnina e via Stazione di Ciampino ; una piazza e strutture sportive lì dove oggi c'è un campo di calcio tra via della Stazione di Ciampino e via Pazzano ; approvazione da parte del Comune del programma integrato di Casal Morena.
Riteniamo fondamentale che la centralità di Don Bosco sia estesa fino a largo Spartaco, a completamento di quella che, un tempo, doveva essere la piazza centrale del quartiere Ina Casa e che ancora oggi conserva interessanti caratteristiche urbanistiche ed architettoniche.

Mobilità e trasporto pubblico
Per quanto riguarda il trasporto pubblico chiediamo che innanzitutto che venga al più presto adeguata la metro A per far fronte all'enorme afflusso di viaggiatori che si prospetta per il futuro e che siano definiti tempi certi per il suo prolungamento.
Chiediamo che vengano realizzate in tempi certi le stazioni di Ciampino 2, Villa Senni, Centroni e in particolare la stazione ferroviaria di via Selinunte sulla linea Roma Cassino con conseguente completamento dell'asse viario via Scribonio Curione - via Cartagine e via Selinunte - via Lucio Mario Perpetuo.
Deve essere studiata la possibilità di dotare il quartiere di Morena di una stazione ferroviaria lungo la linea che l'attraversa, ad esempio all'altezza di via Scido.
Per quanto riguarda poi i corridoi di trasporto pubblico di superficie su sede propria chiediamo per la linea T4 di modificarne il tracciato eliminando il tratto all'interno del parco degli Acquedotti e utilizzando invece via di Capannelle con la realizzazione di un tunnel. Per la T5 chiediamo che venga studiato un percorso complementare a quello ipotizzato che serva il quartiere di Morena.
Per quanto riguarda invece i progetti sulla viabilità siamo contrari alla chiusura di via delle Capannelle. Proponiamo che questa strada di collegamento sia realizzata solo per il senso di marcia che va dall'Appia alla Tuscolana, mentre per il senso di marcia dalla via Tuscolana all'Appia si utilizzerebbe l'odierna sede di via di Capannelle, in tal modo si eliminerebbe l'incrocio di via Tuscolana con via delle Capannelle. Per ottenere infine il congiungimento del parco degli Acquedotti con via dei 7 Bassi si potrebbe portare in tunnel via di Capannelle per un breve tratto, ciò inoltre renderebbe assolutamente inutile la strada che si vuole costruire nel parco tra la circonvallazione Tuscolana e via Appio Claudio.
Prima di inserire il prolungamento della Palmiro Togliatti fino all'EUR è indispensabile avere tempi certi e risorse sicure per evitare di disegnare un piano attorno ad un'opera che poi rimane nel libro dei sogni. Chiediamo inoltre che vengano presi tutti quegli provvedimenti atti a limitare l'impatto ambientale che tale arteria potrebbe produrre sui quartieri che attraversa.
Ogni ipotesi di prolungamento dell'autostrada Roma - Napoli all'interno del raccordo anulare dovrà essere conseguente al prolungamento della Palmiro Togliatti.
Esigiamo che la pubblica amministrazione, Stato ed Enti Locali, rispettino gli impegni sottoscritti in data 24/09/1997 affinché venga riportato nella sua sede naturale il percorso del GRA all'altezza di Gregna S. Andrea, venga declassata a strada di utilizzo locale la cosiddetta "variante dei lampadari" e vengano realizzate, insieme a tutta una serie di altri interventi, le connessioni tra i due tratti di via Lucrezia Romana e tra via del Casal Ferranti e via Crostarosa.
Il mancato rispetto di tali impegni determinerebbe una grave perdita di credibilità delle istituzioni.
Riteniamo che le due parti di Morena divise in modo netto dalla via Anagnina, ormai divenuta un'autostrada urbana, vadano riunificate facendo passare la strada in sottopasso in 3 punti (all'altezza di via dei 7 Metri, all'incrocio di via Stazione di Ciampino e di via di Casal Morena con l'Anagnina e tra Centroni e Morena Sud).
Allo stesso modo ciò può esser fatto sull'Appia Nuova per riunire lo Statuario a Quarto Miglio e risolvere il nodo nevralgico dell'incrocio di via di Capannelle con via Appia Nuova.
Chiediamo la cancellazione del progetto di strada collegante via Bruno Pelizzi con via Quinto Publicio, che taglierebbe in due un parco pubblico e il comprensorio didattico di via Messina, senza dare alcun beneficio, e che venga trovata un soluzione migliore dell'attuale per la confluenza tra l'Anagnina e la Tuscolana all'altezza del GRA sia in entrata che in uscita da Roma.
Riteniamo fondamentale per la riqualificazione della città consolidata (es. Don Bosco, Tuscolano Ina Casa, etc.) e per il raggiungimento di una migliore qualità della vita all'interno della stessa, la realizzazione di percorsi pedonali sicuri e protetti e di micro- spazi qualificati di vicinato.
Infine si appronti una rete di piste ciclabili che serva l'intero municipio.

Cinecittà : polo cinematografico e multimediale
Chiediamo a tal proposito un rilancio degli stabilimenti cinematografici di Cinecittà e di mettere in pratica il progetto di trasformare la via Tuscolana in "via del cinema" e il progetto della mediateca all'ex Istituto Luce. Nel complesso chiediamo di dare attuazione a quell'insieme di interventi nella centralità di Torre Spaccata che permetteranno di costituire un vero polo multimediale e cinematografico.

Ippodromo di Capannelle
Siamo assolutamente contrari ad ogni forma di privatizzazione o di frammentazione dell'Ippodromo di Capannelle, bensì favorevoli ad un progetto di rilancio che tenga conto delle peculiarità del luogo.

Commercio
Siamo fermamente convinti che debba essere evitata ogni nuova costruzione di altri centri commerciali, per evitare ulteriori incrementi del traffico, con particolare riferimento a quello che si vorrebbe realizzare in un'area attigua all'IKEA.

Aree agricole
Devono essere tutelate e valorizzate da un punto di vista produttivo e ambientale le poche aree agricole rimaste e reintegrate quelle che in quest'ultima proposta di piano ci sono state tolte. Riteniamo anche che vadano perimetrate in modo renderle indisponibili per altro uso . Per quanto riguarda la fattoria di Gregna immaginiamo un futuro da parco agricolo imperniato su una agricoltura biologica e di qualità. Una fattoria con strutture per la didattica aperta alle scuole del territorio e fruibile dai cittadini anche per il loro tempo libero ; per esempio attrezzata con uno spaccio interno e un luogo di ristoro per degustare i prodotti dell'azienda, con tavoli per i picnic, con percorsi per passeggiate a cavallo o percorsi vita per il footing. Una fattoria dove valorizzare anche le rovine archeologiche presenti (non dimentichiamo che vi passa l'antica via Latina e che ci sono i ruderi di una villa romana). A tal proposito un modello interessante potrebbe essere il Casale di Perna all'interno del parco di Decima gestito dalla cooperativa Nuova Agricoltura.
Chiediamo che l'area destinata ad accogliere una 167 lungo il GRA con l'adiacente area a servizi davanti all'Ikea vengano recuperate all'area agricola. Inoltre che vengano cancellate l'ATO R48 e l'area a servizi a Villa Senni e ripristinate le aree agricole.

Servizi essenziali
Sollecitiamo con forza l'assoluta necessità di istituire un pronto soccorso nel policlinico di Tor Vergata, preliminarmente alla costruzione di nuovi insediamenti e collegato con linee metropolitane al territorio del 10° municipio.

Legambiente - Circolo dei 7 Acquedotti ; WWF gruppo 10° municipio, FIE - Sentiero Verde ; Movimento Ecologista ; Cinecittà Social Forum ; Comitati di quartiere Piscine di Torre Spaccata, Villaggio Appio, Osteria del Curato - 167, Morena, Giardini di Tor di Mezza Via, Statuario - Capannelle, Lucrezia Romana - Osteria del Curato, Tor Vergata Nuova , Appio Claudio.

Settembre 2002