Paesi islamici: usare il petrolio come arma di pressione?

26.2.2003 - Kuala Lumpur. I Paesi islamici stanno valutando l'eventualita' di servirsi delle proprie riserve petrolifere come strumento di pressione nei confronti dell'Occidente per scongiurare un nuovo conflitto in Iraq, anche se una decisione concreta su simile tattica ancora non e' stata presa. Lo ha reso noto il premier malese, Mahathir Mohammad, al termine di una riunione speciale tra leader e ministri di 49 Stati musulmani svoltasi a margine dei lavori del Vertice dei Non Allineati, in corso a Kuala Lumpur.
Alla riunione hanno preso parte anche una ventina di Paesi produttori di greggio, quali Arabia Saudita e Kuwait. "E' stato suggerito di prendere in considerazione il ricorso ai nostri pozzi di petrolio allo scopo di attuare pressioni", ha spiegato Mahathir. "Come cio' si possa fare e' un'altra questione, ma e' opinione generale che sussiste la necessita' di pensare a ipotesi del genere. Si tratta di qualcosa di molto pericoloso", ha osservato ancora il primo ministro della Malaysia. "Alcuni sostengono che potrebbe causare molte ripercussioni ma, se non facciamo mente locale, non saremo certo in grado di esercitare una qualche influenza".