Restituisco i miei gradi
Lettera di un soldato israeliano al capo dell'esercito

Eitan Ronel

9 Gennaio 2004
dal sito 'Ha'aretz'

Al capo di stato maggiore, Generale Moshe Ya'alon:

Nel 51mo Independence Day israeliano, sull'Ammunition Hill, ho ricevuto da lei il grado di tenente colonnello.

Sono stato congedato dal mio dovere di riservista attivo dell'IDF dopo 31 anni di servizio, durante i quali ho partecipato come artigliere alla guerra dello Yom Kippur, alla guerra del Libano e alla Prima Intifada.

E in questo modo le restituisco i miei gradi.

Uno stato il cui esercito disperde le dimostrazioni civili con armi da fuoco non è uno stato democratico. Un esercito che educa i propri soldati a considerare possibile un crimine di questo tipo ha perso di vista i propri limiti.

Sono stato testimone del deterioramento stadio dopo stadio: vedendo l'abuso sui detenuti, contro l'ordine dell'esercito. Vedendo i soldati sparare contro civili palestinesi inermi, contro gli ordini. Ho visto la violazione delle leggi da parte dei coloni, compresi raid armati sui villaggi palestinesi. La repressione della popolazione civile con checkpoints, blocchi, chiusure e coprifuoco, secondo gli ordini. Le forze militari ignorare la degradazione, l'abuso e maltrattare i palestinesi ai checkpoints, nelle perquisizioni e nella detenzione. Sparare su bambini che lanciavano pietre, su lavoratori e su gente inerme, a quanto sembra eseguendo gli ordini. Operazioni militari, comprese le eliminazioni preventive, sapendo in anticipo che avrebbero fatto del male a persone innocenti. Sparare a cittadini israeliani per disperdere le dimostrazioni in Israele da parte della polizia, in situazioni apparentemente considerate di minaccia alla vita.

Passo dopo passo, il valore della vita diminuisce. Passo dopo passo, soldati comandanti e l'intero paese si corrompono. I valori con cui siamo cresciuti - "la purezza dell'esercito", il valore della vita, il rispetto per l'uomo creato ad immagine di Dio - sono diventati una beffa ridicola.

Adesso si è raggiunto un altro livello ancora: i soldati che sparano ai cittadini israeliani nelle manifestazioni, seguendo regole stabilite su quando aprire il fuoco. Chi ha dato queste direttive? Chi ha dato questi ordini palesemente illegali? Quale sarà il passo successivo? Disperdere le manifestazioni in Rabin Square con le mitragliatrici? Sparare ai manifestanti è un fallimento didattico e morale. Indica la perdita della capacità di discernere fra bene e male, fra difesa e omicidio. E' un fallimento dei capi dell'esercito - del capo di compagnia, del capo squadrone, del capo di brigata, il generale, ma soprattutto è il suo fallimento.

Se avessi fiducia in lei le avrei detto "rimetta a posto le cose o si assuma le sue responsabilità. Si dimetta." Ma ho perso la fiducia in lei. Voi e i vostri predecessori avete corrotto l'esercito. Non voglio far parte di questo esercito. Lei mi ha assegnato il mio grado e a lei io lo rendo.

Eitan Ronel (ex tenente colonnello)