Signor Sharon, noi obbediremo solo alle nostre coscienze
Ecco i testi delle due lettere che hanno dato vita al movimento degli studenti israeliani che
rifiutano la leva
PRIMA LETTERA DEGLI STUDENTI DELLE CLASSI SUPERIORI (agosto 2001)Al primo ministro Ariel Sharon
Noi sottoscritti, giovani cresciuti ed allevati in Israele, siamo sul punto di essere chiamati per prestare servizio nell'IDF (*). Protestiamo davanti a Lei contro la politica aggressiva e razzista condotta dal governo israeliano e dal suo esercito, e La informiamo che non intendiamo prendere parte alla realizzazione pratica di questa politica.
Ci opponiamo energicamente alla violazione dei diritti umani messa in atto dal governo israeliano. Espropriazioni di terre, arresti, esecuzioni sommarie, demolizione di case, chiusura, tortura e impedimento della somministrazione di cure mediche, sono solo alcuni dei crimini che lo stato di Israele sta compiendo, in flagrante violazione delle convenzioni internazionali da esso stesso ratificate.
Queste azioni non sono solamente illegittime: non ottengono il loro scopo dichiarato, cioé, promuovere la sicurezza personale dei cittadini. Questa sicurezza sarà ottenuta solo attraverso un giusto accordo di pace tra il governo israeliano e il popolo palestinese.
Di conseguenza obbediremo alle nostre coscienze e rifiuteremo di prendere parte agli atti di oppressione contro il popolo palestinese, atti che dovrebbero essere chiamati per l'esattezza azioni terroristiche. Ci appelliamo alle persone della nostra età, ai ragazzi chiamati alla leva, ai soldati attualmente nell'esercito e ai riservisti affinché facciano lo stesso.Copia a: Ministro della Difesa Bejamin Ben-Eliezer
Capo di Stato Maggiore, Shaul Mofaz
SECONDA LETTERA (settembre 2002)Al primo ministro Ariel Sharon
È ormai passato un anno da quando noi, 62 ragazze e ragazzi cresciuti in Israele, Le abbiamo inviato una lettera nella quale annunciavamo che non prenderemo parte alla continuazione dell'oppressione del popolo palestinese. Oggi, con una situazione ancora peggiore in Israele e nei territori occupati, lo diciamo di nuovo, con molti altri che si sono uniti a noi: noi rifiutiamo di essere soldati dell'occupazione.
Lo stato di Israele commette crimini di guerra e calpesta i diritti umani, distruggendo città, paesi e villaggi palestinesi; espropriando terra, imprigionando ed uccidendo senza processo, portando avanti demolizioni di moltissime case, negozi, uffici pubblici; saccheggi, chiusure, coprifuoco, tortura, impedendo la somministrazione di cure mediche, costruendo ed espandendo insediamenti. Tutte queste azioni sono opposte alla moralità umana e violano trattati internazionali che Israele ha ratificato. In queste ed altre azioni, Israele impedisce sistematicamente ai palestinesi di condurre una vita accettabile. La realtà comporta sofferenza, paura e disperazione, che genera attacchi terroristici. Per questo, l'occupazione non è solo immorale, danneggia anche la sicurezza dei cittadini e dei residenti di Israele. Questa sicurezza verrà raggiunta solo attraverso una pace giusta tra israeliani e palestinesi.
Quando un governo eletto calpesta valori democratici e possibilità di una pace giusta nell'area, non abbiamo scelta che quella di obbedire alla nostra coscienza e rifiutare di prendere parte all'attacco contro il popolo palestinese. Come giovani chiamati alla leva, ci impegnammo a fare tutto ciò che non comporti un sostegno all'occupazione. Alcuni di noi rifiuteranno di servire oltre la linea verde, altri eviteranno il servizio militare in altri modi - riteniamo tutti questi strumenti legittimi e necessari e chiediamo ad altri giovani, di leva, soldati in forza all'esercito e riservisti a fare altrettanto.Copia a: Ministro della Difesa Bejamin Ben-Eliezer
Capo di Stato Maggiore, Moshe Ya'alon(*) Israeli Defence Forces: forze israeliane di difesa