LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI EUROPEE
Noi, "Ebrei Europei per una Pace Giusta", una rete di 18 organizzazioni ebraiche in dieci Paesi europei, ci opponiamo attivamente all'occupazione dei territori palestinesi oltre la linea verde, alle politiche di punizione collettiva, uccisioni extragiudiziali, tortura, demolizioni di case, confisca di terre e di acqua ed a tutto ciò che fa parte della politica illegale di occupazione e colonizzazione da parte di Israele.Per questo vogliamo rivolgerci alle istituzioni europee esprimendo le nostre preoccupazioni rispetto alle loro politiche per il Medio Oriente ed in questo contesto vogliamo fare riferimento anche a questioni interne europee che consideriamo collegate al conflitto.
1. Politica Estera dell'Unione Europea verso lo Stato di Israele ed il Medio Oriente
Nel riconoscere le proprie responsabilità storiche sia verso il popolo ebraico che verso quello palestinese, l'Europa deve svolgere un ruolo attivo nell'aprire la strada ad una soluzione giusta del conflitto israelo-palestinese. Una tale soluzione può essere raggiunta solo attraverso negoziati che conducano ad un accordo basato sulla creazione di uno Stato palestinese indipendente ed in grado di vivere e sulla garanzia della sicurezza per Israele e Palestina.
Una politica estera europea che lascia Israele libero di prescindere dalla legalità internazionale, mette in pericolo non solo una pace giusta in Medio Oriente, ma anche il futuro di Israele come paese democratico, in grado di vivere in pace e nel rispetto reciproco con i suoi vicini. L'occupazione dei territori palestinesi e le sue conseguenze sono una costante violazione della legalità internazionale e della IV Convenzione di Ginevra e quindi anche dell'articolo 2 del Trattato di Associazione tra Unione Europea ed Israele.
In particolare la "barriera di separazione", che trasforma i territori palestinesi occupati in una serie di cantoni frammentati e scollegati tra di loro, è un ostacolo permanente alla pace che può solo alimentare la disperazione e che corre il rischio di alimentare l'escalation della violenza. Un'opposizione effettiva dell'Unione Europea alla costruzione di questa barriera avrebbe potuto essere un sostegno per l'Assemblea Generale dell'ONU nel portare la questione davanti alla Corte Internazionale di Giustizia e rimane un'opportunità importante per l'Unione Europea di svolgere un ruolo attivo nel sostegno all'opposizione non-violenta del popolo palestinese che chiede il rispetto della legalità internazionale e dei diritti umani. Un simile sostegno è vitale per una soluzione pacifica del conflitto nell'area.
Come parte di una strategia internazionale coordinata, l'Unione Europea deve esercitare pressione su Israele perché estenda l'uguaglianza di diritti a tutti i propri cittadini, a prescindere da genere, etnia o religione. Questo deve includere pieni ed eguali diritti di cittadinanza per i suoi cittadini palestinesi ed il riconoscimento al diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare, p.es. al rifiuto di cittadini israeliani di servire nelle forze di occupazione e di oppressione del popolo palestinese.
Riaffermiamo quindi la nostra richiesta di sospensione del Trattato di Associazione tra Unione Europea ed Israele, in linea con la risoluzione approvata dal parlamento europeo, fino a quando Israele rispetterà gli impegni previsti dall'accordo stesso. Chiediamo inoltre con forza all'Unione Europea di richiedere una missione internazionale di pace e l'interposizione di una forza neutrale tra Israele ed i territori palestinesi occupati.
2. Razzismo ed Antisemitismo
Come cittadini europei ed in quanto ebrei, deploriamo la crescita del razzismo e della xenofobia in Europa. La nostra storia ci ha resi vigili rispetto al razzismo e siamo consapevoli del fatto che le azioni antisemite sono aumentate negli ultimi anni. La confusione tra ebrei ed israeliani - alimentata dalle false affermazioni del primo ministro Ariel Sharon che dichiara di agire in nome del popolo ebraico - così come il sostengo acritico alle politiche dello Stato di Israele sono tra le ragioni per questi pericolosi fenomeni e possono persino incoraggiarli. Allo stesso tempo, siamo coscienti del fatto che il razzismo anti-arabo e l'anti-islamismo sono diventati molto consistenti dopo il settembre 2001.
Ognuna di queste forme di razzismo deve essere combattuta. Noi crediamo che la tolleranza di qualunque forma di razzismo faciliti la crescita di altre sue forme e chiediamo quindi con forza alle istituzioni europee di non disgiungere la lotta contro l'antisemitismo dalla lotta universale per il rispetto e l'uguaglianza di tutti i cittadini e residenti in Europa.
Infine vogliamo pronunciarci fermamente contro ogni tentativo di far tacere ogni discussione critica delle politiche del governo israeliano in Medio Oriente definendole falsamente come antisemite. Israele deve essere giudicato secondo gli stessi criteri di qualsiasi altro Stato in ogni circostanza.
3. Democrazia e Cittadinanza
Democrazia, libertà, uguaglianza, giustizia sociale e pace per tutti devono essere alla base dell'Unione Europea e devono essere pienamente applicati all'interno delle società europee nel loro complesso.
Vogliamo vedere un'Europa laica in cui popoli di tutte le religioni e di nessuna, possano vivere in libertà e nel rispetto reciproco fondato su comuni diritti di cittadinanza e che garantisca ai rifugiati ed a coloro che chiedono asilo, il diritto al rispetto e ad un trattamento umano.
Noi crediamo che questi debbano essere i valori costituenti dell'Unione Europea.
Ebrei Europei per una Pace GiustaParigi, 21-23 maggio 2004