"Mamma, ora faccio l´aguzzino"

"Buon giorno, mamma. Non te la prendere per il mio comportamento. Mi sento malissimo, ho l´impressione di diventare una bestia.
Non credo a quel che faccio. Obbedisco agli ordini per non sembrare una femminuccia davanti ai miei compagni. Non capiresti mai cosa significhi entrare in una casa dove ci sono dieci bambini, donne e vecchi, con il fucile puntato, gridare e sbraitare in arabo "che nessuno si muova". Solo pochi mesi fa, mamma, ero un liceale, un ragazzo buono come una pasta, adesso faccio l´aguzzino. Il comandante mi grida di occupare la cucina. Io sbatto per terra i secchi, le pentole, rovescio i sacchi di zucchero e di farina per controllare se dentro non ci sia una pistola, o una bomba a mano. Il rumore delle suppellettili che cadono mi fa venire il voltastomaco.
Un bambino piccolo mi guarda da un angolo con occhi grandi pieni di odio. So che al suo posto anche io odierei per tutta la vita i soldati ebrei. Li ammazzerei io stesso se avessi visto mia madre, ossia te, costretta a stenderti col volto a terra sul tappeto, tremante di paura mentre attorno ti rovesciano la casa".
"Se ancora una volta dovessi entrare in una casa con le armi in pugno, mi rifiuterò. Andrò in carcere. Non te la prendere, mamma. Mi manca molto papà, lui mi avrebbe consigliato il da farsi. Io so che in un combattimento a viso aperto, un uomo contro un uomo, darei la vita. Ma non posso vedermi rovesciare armadi, spaccare i muri, costringere a terra dei vecchi, mi viene voglia di vomitare. Odio me stesso. Io non sono più io. Ho parlato con due commilitoni della mia compagnia, che si sentono come me. Uno di loro si è preso in faccia gli sputi di una vecchia. Poi ha pianto, nel suo sacco a pelo. Solo io l´ho sentito singhiozzare come un bambino. Io so difendermi, non ti preoccupare troppo.
Ho visto nel posacenere di casa tante cicche, fumi troppo. Probabilmente a causa mia. Tanti saluti a Yael, chiedile scusa se non l´ho salutata prima di partire. Mi chiedo cosa avrebbe provato se soldati armati fossero entrati nella sua stanza rovesciando tutto e sbattendola a terra. Ecco, ho finito.
Se poi decido di rifiutarmi di eseguire gli ordini e finisco in carcere, mi capirai, mamma?".

Fonte : La Stampa del 18/3/2002