1994-2003
NONO ANNIVERSARIO DELLA SOLLEVAZIONE ZAPATISTA
HERMANN BELLINGHAUSEN, inviato
San Cristobal de las Casas, Chiapas, 2 Gennaio. I sette Comandanti dellEsercito Zapatista di Liberazione Nazionale hanno elaborato ieri un serie di discorsi che, con toni e stili differenti, hanno affrontato gli aspetti attuali della lotta zapatista, oltre ad affermare la sua vitalitá e la sua continuitá.
Invitando i popoli indigeni messicani a sviluppare lautonomia e lautodeterminazione, come diritti giá conquistati, con o senza una legge, la comandancia zapatista ha ribadito la sua resistenza alla militarizzazione, alla contrainsurgencia,agli sgomberi, alle nefandezze compiute dal governo invece di portare a termine gli impegni presi, nonché il carattere globale della sua lotta, poiché anche le popolazioni indigene hanno il diritto e lobbligo desprimersi a proposito del mondo e di offrire alternative al neoliberismo e alla globalizzazione della morte e della miseria.
Il primo ad esprimersi la notte passata, il Comandante Bruce Lee, ha dichiarato: siamo coloro che si ribellarono con le armi nellanno 1994 per una causa degna e giusta. La nostra lotta non é solo per le popolazioni indigene; é per tutti, indigeni e non indigeni. Chiaramente, il Comandante ha domandato soprattutto la pace per le comunitá indigene.
Le popolazioni messicane sono state incitate ad organizzarsi per la veritá e a formare municipi autonomi. Non si deve aspettare che il governo ci dia il permesso, ha aggiunto, sottolineando il diritto allautonomia con o senza una legge.
Si deve resistere a tutte le umiliazioni e le persecuzioni che verranno dai nostri nemici, perché tutto questo é il mal governo Bruce Lee ha messo in luce il fatto che dopo nove anni di mancata risposta alle esigenze i popoli indigeni non aspettano una soluzione da parte di partiti politici e governi.
E arrivata anche lesortazione a stare allertati contro il TLC, poiché va solo a beneficio dei ricchi. Non é vero che serve a migliorarci. Ció che i governi vorrebbero é distruggerci e sterminarci: Peró non lo permetteremo. Ci difenderemo a tutti i costi. La terra é di chi la lavora. La nostra terra é nostra madre. Noi non venderemo nostra madre. Non permetteremo che qualche figlio di puttana ce la tolga. Prima di permetterlo ci faremo uccidere., Non cadremo nella trappola. A noi, gli zapatisti, nessuno puó ingannare. E ancor meno conquistarci:
Il messaggio di Fidelia, rivolto ai fratelli del campo e della cittá, ha denunciato che le donne da anni hanno sofferto la discriminazione. Anche nelle nostre case. Ci svegliamo alle tre di mattina per preparare i pasti dei nostri figli. Durante il giorno, oltre ai lavori domestici, le donne-dice Fidelia- « devono lavorare con il machete », peró « sono coloro che non hanno accesso alleducazione e allalimentazione. »
Rispetto a quelle che emigrano o vanno a vivere nelle grandi cittá, Fidelia ha denunciatola loro condizione di sfruttamento e maltrattamento.
Il Comandante Omar ha detto chiaramente: ancora una volta veniamo a dire che aquí estamos e che qui continuiamo la lotta, e non ci siamo arresi. Dirigendosi ai giovani di tutto il mondo, gli esortó a non disperarsi: dovete sperare e fidarvi della lotta zapatista ha detto.
Non tradiremo la lotta indigena. Aquí estamos presenti nelle narici del governo ha aggiunto dopo avere espresso solidarietá con tutti coloro che lottano nel mondo: divertitevi con la vostra lotta.
Dopo il discorso di Omar, il comandante Mister ha detto che gli zapatisti sono insieme a tutti i popoli che lottano per la loro liberazione e ha messo in discussione l idea delle classi domananti secondo la quale noi, gli indigeni, non pensiamo in maniera internazionale, al contrario abbiamo il diritto di riflettere, proporre e decidere. Questi governanti pensano che non conosciamo il mondo e i loro piani di morte contro lumanitá.
Mister ha anche sostenuto che i campesinos ribelli hanno scoperto il mondo nelle parole della gente di decine di paesi che ci hanno visitato e sostenuto in quasi una decade.
nelle loro parole-ha ribadito- abbiamo conosciuto piú terre di molti intellettuali.
Diciamo ai potenti che loro vogliono globalizzare la morte, noi globalizzeremo la dignitá e la libertá. Il comandante tojolabal ha asserito che gli zapatisti sostengono la ribellione del popolo argentino, la lotta politica basca e quella dei disobbedienti italiani, e ha salutato i campesinos di San Salvador Atenco, i maestri e i contadini messicani, fratelli nella lotta, cosí come il Frente Zapatista di Liberazione Nazionale.
Mister assicuró che gli zapatisti parleranno per la vita e la lotta contro la morte e si é espresso per assicurare un posto per tutti nella vita dellumanitá. La conclusione, ottimista, é stata: abbiamo la speranza di vincere tutte le lotte giuste nel mondo.
I sette membri del Comité Clandestino Revolucionario Indígena dellEZLN, coloro i quali si sono rivolti la scorsa notte ad oltre 20,000 civili zapatisti che hanno riempito la piazza della cattedrale di San Cristobal, erano arrivati sotto il palco intorno alle 21:00. Alcuni avevano gli stivali ancora pieni di fango, come Tacho, Mister e Bruce Lee.
Il comandante Tacho ha annunciato che avrebbe detto una parola per i partiti politici e gli intellettuali di destra e ha iniziato dicendo non accettiamo di obbediere a nessuno che non sia dei nostri villaggi.
Agli esperti e critici che si sono espressi contro lo zapatismo, Tacho li ha invitati affinché vengano nei nostri villaggi e scoprano tutto ció che si puó imparare. Non vi chiediamo di sopportare tutto ció che il Subcomandante Marcos ha sopportato in tutto questo tempo, ha ironizzato, peró si é impegnato al fin che gli indigeni si mettano a insegnare tutto ció che il sub ha appreso da noi, e che saranno pazienti.
Rispetto alle critiche che l EZLN riceve per non essere costituito o alleato con partiti politici, Tacho ha sostenuto che « sicuramente esistono partiti che non si fanno corrompere », peró in messico non ce né uno buono, lo hanno dimostato con i fatti chiudendo le porte del dialogo ai ribelli. Accusa stanno obbedendo agli interessi dei padroni, e hanno voltato le spalle agli indios.
Il PRI, ha detto Tacho, é arrabbiato perché con noi é iniziato il suo tracollo. Nel 1994 i governanti erano uomini di prestigio e potere, ha ricordato, ed in seguito si venne a sapere che erano vendipátria. Fino al sollevamento zapatista il PRI governava in tutto il paese e la maggioranza chinava il capo.
Nel 1994 sembrava impossibile la ribellione, cosí noi compimmo límpossibile ». Oggi, aggiunge Tacho, « ci dicono nuovamente che non si puó fare nulla ». Accusa , inoltre, i tre partiti principali (PRI, PAN e PRD) « dimpedire la pace » rifiutando la legge Cocopa e approvando nel governo una legge che non rispetta gli Accordi di San Andrés (nella quale negoziazione, tra il 1995 e 1996, lo stesso comandante Tacho tenne un ruolo molto importante).
In seguito, ha definito razzista il PAN e, rispetto al PRD, ha detto: con molta sofferenza i suoi senatori hanno votato contro la legge Cocopa perché se ci fosse stata la pace, gli zapatisti avrebbero iniziato a fare politica apertamente e quelli del PRD pensarono che sarebbero rimasti senza elettori.
Secondo Tacho, che come gli altri comandanti ha iniziato il discorso di ieri notte dichiarando: attraverso la mia voce parla lEsercito Zapatista di Liberazione Nazionale, ha definito la legge indigena approvata dal governo come una legge di guerra, anche se ha riconosciuto il valore dei deputati del PRD; PT yPVEM che si opposero al progetto Peró il guaio era giá stato fatto.
Rispetto alla Corte Suprema di Giustizia nazionale, ha espresso pareri simili, seppur riconoscendo che ci furono giudici onesti e validi, anche se vinse la codardia. E che dire di Fox e del suo governo, dice. Loro non difesero al legge Cocopa, che aveva un consenso popolare maggiore di qualsiasi altra riforma, al contrario promulga una legge
per dare piú denaro ai partiti per le campagne elettorali. E, come promessa e minaccia, terminó annunciando ci faremo ancora vivi.
La comandante Esther, piccola di statura ma determinata e schietta, ha dato uninterpretazione di alcune parole del Señor Vincente Fox e del Señor Luis H. Alvarez. Rivolgendosi al capo dellesecutivo, Esther gli ha recriminato: allinizio hai detto che avresti risolto il problema indigeno, e ora non ti importa di deludere le aspettative di chi ti ha fatto Presidente. Al commissario Alvarez, la comandande ha detto: dici di essere linacaricato per la pace, peró sei solo un commissario di Fox.
Dai il denaro solo per tenere a bada la gente e dici che lo ricevono i nostri villaggi. Ha aggiunto che sia lui che la Señora Calderona (riferendosi alla senatrice del PAN Maria Luisa Calderon, membro dellattuale Cocopa), hanno mentito, perché nessun villaggio zapatista ha ricevuto denaro e nemmeno la spazzatura che gli manda il governo. Al commissario ha anche detto: hai pubblicato che non ci sono piú comandanti. Vediamo se ora vieni a difendere le tua bugia, e lo ha avvertito non ti lasceremo piú passare per i nostri territori .
Nove anni fa, Non ci fu un sollevamento armato per chiedere elemosina, ma per avere democrazia, giustizia e dignitá.
David, lultimo comadante a parlare, vestito con indumenti chuj tzotzil e con un cappellonastri colorati, si é rivolto a tutti e a tutte coloro che sono parte dellEZLN. Il discorso, diretto ai suoi chiltak, compagni indigeni, é stato perfettamente bilingue in castigliano e tzotzil.RIFIUTO DELLA LEGGE INDIGENA
Dopo i saluti a chi partecipava alla mobilitazione « senza dare peso alle possibili conseguenze e ai pericoli » e aver menzionato tutti gli indigeni e tutti i villaggi e le regioni che « non sono potute arrivare » per mancanza di denaro o trasporto, ha detto: « Vogliamo che continuiate questa lotta.
Una menzione speciale lhanno meritata i combattenti insurgentes e insurgentas, che ha salutato, anche se assenti, per i 19 anni della nascita dellorganizzazione e nove anni di guerra e gli ha chiesto che continuino determinati nelle loro convinzioni rivoluzionarie.
David ha salutato i compañeros che hanno sofferto le aggressioni militari e paramilitari, gli sgomberi e la perdita di famigliari nella lotta. Ha ricordato che da quando il Congresso dellUnione ha approvato la cosidetta legge indigena, lEZLN ha subito espresso il suo rifiuto.
Abbiamo mantenuto il silenzio per circa due anni, per lindignazione. Il comandante David ha aggiunto che i progetti e la politica di contrainsurgencia e ció di cui tanto tanto si pavoneggia il governo messicano, anche se in realtá sono interventi ridicoli che non rispondono alle istanze dele popolazioni.
Quindi, David ha chiesto alle migliaia di basi dappoggio dellEZLN che affollavano ieri la piazza di San Criustobal de las Casas: forse gli uomini, i bambini, le donne e gli anziani che sono venuti a questa manifestazione sono disposti ad arrendersi? un ¡NO! della moltitudine ha risuonato con altrettanta forza dei macheti allentrata degli indigeni alla cittá coleta (n.d.t:discendenti dei conquistatori spagnoli), e che sarebbero tornati a farsi sentire alcuni minuti dopo, alla conclusione dellintervento di David e prima dellinno nazionale e dello zapatista, insieme alle torce di legno e ai granbdi faló che illuminarono la piazza intorno alla mezzanotte.
Non abbiamo bisogno che il governo ci aiuti con i suoi espedienti ha detto il comandante David Solo che riconosca lauto-determinazione di tutti i popoli indigeni. Esigiamo che ci trattino con giustizia ed equitá. Siamo poveri, peró non chiediamo elemosine e non siamo delinquenti. David ha esortato il messico ed il mondo a seguire la iniziativa lanciata da pochi giorni dal subcomandante insurgente Marcos, perché la nostra lotta é appena cominciatada La Jornada