Per la pace servono ponti, non muri
Ebrei Europei per una Pace Giusta vuole aggiungere la propria voce a quella di coloro che - in Israele, in Palestina ed in tutto il mondo - stanno protestando contro la costruzione del cosiddetto "recinto" o "muro di seprazione". Noi lo riteniamo un chiaro attacco contro la possibilità di uno stato palestinese in grado di vivere e reale.
La sua stessa esistenza mina il progresso delle attuali azioni verso la pace. La sua costruzione alimenta la sfiducia rispetto ad ogni buona intenzione da parte israeliana nell'attuazione della Road Map. La repressione contro internazionali, israeliani e palestinesi che protestano presso il muro e nelle sue vicinanze è ulteriore prova della malafede del governo Sharon.
Questo muro simile ad un serpente riassume la "visione della pace" di Sharon: un Israele dominante, tirannico con una serie di cantoni in sostituzione di uno stato palestinese in grado di vivere ed indipendente. È una ricetta per negare permanentemente i propri diritti ai palestinesi.
Israele afferma che il muro è "temporaneo"
Questo, di un misto di recinto e muro di cemento alto in media 8 metri con torri di guardia più o meno ogni 300 metri lungo il percorso. È alto due volte il muro di Berlino. Ci sono strade militari su entrambi i lati, fossati larghi 6 metri e profondi 4, filo spinato, recinti elettrificati, pattuglie armate In tutto, largo circa 100 metri lungo la maggior parte del percorso. Ad oggi nessuno sa quanto sarà lungo - da 600 fino a più di 1,000 km. I costi sono stimati grosso modo in un milione di $ per chilometro.Israele afferma che il muro è una barriera di sicurezza
Ma non è costruito lungo la linea verde. Quasi ovunque viene costruito ad est della linea verde, a volte si spinge in profondità fin dentro i territori occupati, appropriandosi in questo processo di terreni agricoli palestinesi fertili. La maggior parte delle incursioni dentro Israele si sono verificate attraverso i checkpoints lungo la linea verde. La costruzione del muro non ha alcuna relazione con il problema della sicurezza.Non viene costruito lungo secondo un percorso lineare
Nulla di simile a giudicare dalla fase 1, il muro nella zona settentrionale della Cisgiordania . Gira e si contorce mentre stende le sue spire al fine di includere insediamenti israeliani illegali sul lato occidentale, annettendoli così al territorio israeliano. Il recinto da Elkana al Camp Ofer originariamente era progettato per una lunghezza di 100 km. Ora il progetto è di 210 km. Altri 110 km sono stati aggiunti per incorporare insediamenti israeliani in Cisgiordania. Il centro urbano palestinese di Qalqilya sarà completamente circondato dal muro, con un'apertura sorvegliata da due checkpoints. Alcuni villaggi palestinesi saranno lasciati isolati ad ovest del muro, altri saranno sul lato orientale, ma con le terre agricole dall'altro lato del muro. Tulkarem sarà completamente circondata dal muro ed ogni movimento di persone verso e dalla città controllato dall'esercito israeliano.Non c'è solo un unico muro
Esiste un piano per un secondo muro ad est delle maggiori città palestinesi (ad eccezione di Jericho). Questo muro comporterà la confisca di ulteriori terreni lungo tutto il percorso della valle del Giordano. I palestinesi avranno accesso liberamente a meno della metà della Cisgiordania.Il muro viola diritti umani
I diritti umani di circa 210,000 palestinesi vengono violati - i loro diritti alla libertà di movimento, di proprietà, a lavorare e ad un adeguato standard di vita. E questa è solo la prima fase del muro. La stessa decisione di costruire una barriera permanente in Cisgiordania al costo di centinaia di milioni di dollari viola la convenzione dell'Aia, che proibisce l'esproprio di terreni all'interno di territori occupati.B'tselem, il centro israeliano per i diritti umani nei territori occupati, conclude uno studio pubblicato nell'aprile 2003 esprimendo la propria inquietudine con le seguenti misurate parole:
"Le caratteristiche generali della barriera di separazione fanno pensare che Israele stia nuovamente basandosi su argomentazioni legate alla sicurezza per stabilire unilateralmente fatti sul terreno che influenzino ogni futuro accordo tra Israele ed i palestinesi. In passato, Israele ha usato necessità militari 'imperative' per giustificare l'esproprio di terreni per costruire insediamenti, affermando che l'azione era temporanea. Questi insediamenti sono stati fatti sul terreno per diverso tempo ed Israele ora chiede che alcuni di essi siano annessi al proprio territorio. È ragionevole presumere che, come nel caso degli insediamenti, la barriera di separazione diventerà un fatto permanente per sostenere la futura richiesta di Israele di annettere territori."Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore la pace in Medio Oriente di condannare il "muro di separazione" che può solo far arretrare la causa della pace e della giustizia in Medio Oriente. Chiediamo anche sostegno a quelle organizzazioni* israeliane e palestinesi che stanno portando avanti una campagna contro il muro e le sue conseguenze.
Ebrei Europei per una Pace GiustaLuglio 2003
*Queste comprendono tra le altre:
PENGON [Palestinian Environmental NGOs Network] (http://www.pengon.org);
Ta'ayush [Arab Jewish Partnership] (http://www.taayush.org);
B'tselem (http://www.btselem.org/); and
Gush Shalom (http://www.gush-shalom.org)
Ebrei Europei per una Pace Giusta è una federazione di 18 gruppi europei in 9 diversi Paesi europei.
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