Municipio Roma XI si gemella con Municipio ribelle zapatista del Chiapas.

Il consiglio del Municipio Roma XI ha votato un atto di gemellaggio e cooperazione con il Municipio Autonomo Vincente Guerrero del Chiapas (Messico) I Municipi autonomi, nati dopo la rivolta zapatista del 1 Gennaio 1994, sono istituzioni non riconosciute dal governo messicano e sottoposti a minaccie e veri e propri attacchi ad opera delle bande paramilitari e prezzolate dai grandi latifondisti del Messico. Il Municipio Roma XI votando questo atto riconosce formalmente i Municipi ribelli del Chiapas e intende stringere rapporti di solidarietà e cooperazione con gli stessi. Questi Municipi rappresentano una grande esperienza di democrazia e autogoverno a cui, chi ha intenzione di riformare la democrazia, partendo dal concetto di municipalismo, non può non guardare con interesse e ammirazione.Le parole del sub comandante Marcos e dell' EZLN ( esercito zapatista di liberazione nazionale) e la straordinaria esperienza delle comunità zapatiste e quindi dei Municipi ribelli del chiapas sono un esempio per chi crede che dal fare società può nascere la speranza di un altro mondo migliore e possibile. Nella seconda metà di Agosto una delegazione ufficiale del Municipio Roma XI e della società civile locale si recherà in Chiapas per formalizzare il gemellaggio e stringere rapporti di amicizia e di cooperazione su alcuni progetti da costruire assieme.

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ia, è stato anche fatto notare come le realtà storiche, sociali e politiche dei due paesi siano profondamente diverse e, di conseguenza, quali differenze debbano esserci nell'applicazione di uno stesso principio di democrazia.

Tuttavia, anche in questo, sta la scommessa del "Social Forum", che, non trascurando gli attuali scenari internazionali, è consapevole di come sia indispensabile partire da una riflessione sulla guerra, per meglio comprendere i problemi della democrazia nel nostro paese. A questo fine, per esempio, è già stata lanciata, per le prossime settimane, una grande iniziativa territoriale per la pace, iniziativa che sarà anche un primo momento di presentazione ai cittadini della zona dello stesso "Social Forum". In effetti, come è comprensibile, la discussione intorno alle problematiche della guerra, ha catturato l'attenzione di tutti i soggetti intervenuti: in questo senso, si è ampiamente parlato della questione "accoglienza" e di come si possa partire da questa per segnare un' inversione di tendenza rispetto alla politica di respingimento alle frontiere ed emarginazione degli immigrati ,portata avanti dall'attuale governo. In concreto, quindi, si può partire da una nuova politica, solidale ed "accogliente"nei confronti di migranti e profughi, per dire un primo no alla guerra.

In questa direzione, ad esempio, si muoveranno un gruppo di professori di ingegneria dell'università Roma III ,che hanno aderito al "Social Forum", i quali hanno annunciato che rifiuteranno qualsiasi tipo di collaborazione con tutte quelle industrie impiegate nel settore degli armamenti. L'università, del resto, è stata un altro argomento centrale della giornata, in quanto fonte imprescindibile di spazi ed energie intellettuali che, nel futuro, dovranno avere un ruolo chiave nel nostro territorio . La fondazione del "Laboratorio di Sviluppo Locale Sostenibile", all'interno dell'università, vuole essere un primo segnale di disponibilità in questa direzione.

Tuttavia, nonostante l'attenzione generale sia stata attratta dalla questione del conflitto in Afghanistan e dalle sue conseguenze, molti altri temi hanno trovato spazio per una riflessione attenta; così è stato, per esempio, nel caso dell'argomento lanciato dal portavoce della cooperativa "Pianeta Terra", che raccoglie immigrati presenti sul nostro territorio per favorirne l'integrazione e l'impiego. Francis, (questo è il suo nome),dopo aver chiesto trenta secondi di silenzio per ricordare i fatti di Genova e l'uccisione di Carlo Giuliani, ha riportato l'attenzione sul tema generale dello sviluppo sostenibile e della globalizzazione, con particolare riferimento agli effetti da essa prodotti in Africa, la sua terra.
In sintesi (senza voler tralasciare il contributo di tanti altri cittadini intervenuti in quella sede, ciò che è emerso con più vigore, è stato l'incontro stesso di realtà molto eterogenee, tutte impiegate quotidianamente nel nostro territorio ed interessate ad aprirvi nuovi ambiti di intervento tali da favorire una più ampia partecipazione di tutti alla vita pubblica. Proprio su questo punto, del resto, è tornato il presidente, Massimiliano Smeriglio, il quale ha parlato espressamente della necessità di rieducare tutti alla vita politica e alla partecipazione, dopo decenni in cui , invece, molti avevano delegato anche le decisioni più importanti per tutti, a quei pochi che amministrano i nostri territori.
Esperimenti volti allo stesso fine erano già stati portati avanti, del resto, dai Laboratori territoriali e dalle consulte presenti in varie zone di Roma.La novità di questo Social Forum, sta, dunque, nel tentare di superare i limiti di quella esperienza (che pure ha dato molti frutti rilevanti) conferendo a chi abita sul territorio un peso concreto, che vada al di là del semplice e sporadico potere consultivo.

Al termine dell'incontro, è stata proposta una prima strutturazione del Social Forum, il quale ,oltre a riunirsi in assemblea con una frequenza mensile, prevede un'ulteriore divisione in gruppi di lavoro , in un coordinamento dei gruppi di lavoro, in un gruppo di comunicazione e, infine, un portavoce.
La sovranità di tutta l'organizzazione spetterà all'assemblea, che potrà riunirsi anche con una frequenza diversa da quella indicata e le cui decisioni vincoleranno tutti i componenti del S F ; fra l'altro, sarà l'assemblea ad avere la facoltà di eleggere e revocare il portavoce, a stabilire la divisione ed il funzionamento dei gruppi di lavoro e l'eventuale scioglimento.
La modalità permanente di lavoro dell'assemblea, invece, è quella dei gruppi di lavoro; per il momento, ne sono stati proposti tre:
-guerra: "iniziative future e comunicazione sociale con la popolazione ed i soggetti associativi del Municipio";
-"metodi organizzativi e di funzionamento democratico del Social Forum";
-"il bilancio partecipativo e le forme di interazione tra i soggetti singoli ed associativi e le istituzioni".

Il ruolo di portavoce, verrà ricoperto a turno, con cadenza semestrale; questi lavorerà a stretto contatto con il gruppo comunicazione e avrà il compito di rappresentare il S. F. all'esterno e nel rapporto con gli altri S.F. presenti in città.
Non bisogna dimenticare, infatti, che esperimenti di questo tipo sono in via di costituzione in diversi municipi e, a livello cittadino, trovano un punto di riferimento e confronto con il Roma Social Forum.

18.10.2001