Il mercato dei voti all'Onu

27.2.2003 - Ankara. Dopo giorni di trattative e invitanti offerte economiche di parte americana, Turchia e Stati Uniti hanno raggiunto l'accordo anche per quanto riguarda la collaborazione militare tra i due Paesi in vista di una probabile guerra in Iraq: lo ha annunciato il ministro della Difesa di Ankara, Vecdi Gonul, spiegando che l'intesa e' stata trovata al termine di una lunga tornata di colloqui bilaterali, concentrata soprattutto sulla concessione delle basi militari turche ai circa 62.000 soldati americani che dovrebbero essere autorizzati a entrare sul territorio nazionale.

In giornata la questione dovrebbe finalmente approdare al Parlamento di Ankara per il relativo dibattito, cui seguira' una delicatissima votazione da espletarsi comunque, se non proprio oggi, entro la settimana

Ieri il ministro dell'Economia, Ali Babacan, aveva reso noto che era gia' stato concordato in linea di massima il pacchetto di aiuti americani, nell'ordine di trenta di miliardi di dollari tra finanziamenti a fondo perduto e prestiti agevolati, a favore della Turchia medesima, per compensarla di danni e mancati introiti derivanti da una situazione di belligeranza piu' o meno prolungata.

Intanto intorno al Consiglio di sicurezza prosegue la ignobile pressione di Stati Uniti e Gran Bretagna e Spagna per indurre al consenso sulla nuova risoluzione per la guerra paesi che sposterebbero l'ago della bilancia.
Dopo le pressioni sul Messico, la pressione si concentrerà anche su Angola, Guinea, Camerun e Cile. Il Pakistan dovrebbe astenersi. Investimenti e agevolazioni commerciali le armi usate per estorcere un assenso all'operazione criminale.

I Quindici del Consiglio di sicurezza oggi discuteranno anche la proposta del Canada, che pero' non fa parte del Consiglio. L'ipotesi di compromesso, che dà tempo all'Iraq fino al 28 marzo per disarmare o subire una guerra, è però già stata bocciata dagli Stati Uniti.