Nel mondo diminuisce la libertà di stampa
Dal rapporto di Reporters sans Frontieres


Una netta degradazione della libertà di stampa si è registrata in tutto il mondo nel corso del 2001. E' quanto emerge dal bollettino annuale conclusivo di Reporters sans frontières che diffonde tutti i numeri relativi alle restrizioni e violazioni della libertà di informare. Nel 2001 31 giornalisti sono stai uccisi, 489 interrogati, 716 aggrediti o minacciati, 378 media sono stati censurati e alla data del primo gennaio 2001 ben 110 professionisti dell'informazione risultano dietro le sbarre. "Ad eccezione del numero di giornalisti uccisi che rimane stabile rispetto al 2000 - dice Rsf - tutti gli indicatori sono in forte aumento. Il numero dei giornalisti interrogati è aumentato di quasi il 50%, e quello dei giornalisti aggrediti o minacciati di oltre il 40%. Sempre più i giornalisti vengono imprigionati nel mondo: attualmente sono in 110 dietro le sbarre. Questo numero, che era costantemente sceso dopo il 1995, ha subito una brusca impennata nel 2001". Ogni giorno, un nuovo media viene censurato nel mondo e quasi un terzo della popolazione mondiale vive in un paese in cui non esiste nessuna libertà di stampa. In numerosi stati (il Bangladesh, l'Eritrea, Haiti, il Nepal, lo Zimbabwe e molti altri), la situazione si è considerevolmente deteriorata, mentre ben pochi regimi hanno fatto progressi in materia di libertà di stampa. "L'impunità che caratterizza la quasi totalità di queste faccende - prosegue Rsf - è inaccettabile. Gli stati e le organizzazioni intergovernative devono concentrare i loro sforzi in questo campo. In caso contrario, c'è davvero da temere che gli omicidi e le aggressioni contro i giornalisti continueranno a moltiplicarsi nei prossimi anni". Reporters sans frontières non tralascia un'analisi della situazione in cui versa la libertà di informare dopo gli attacchi dell'11 settembre e alla luce della guerra ingaggiata dagli Stati Uniti contro l'Afghanistan: "Oltre al pesante tributo di giornalisti morti sul terreno di guerra, gli attentati di New York e Washington dell'11 settembre 2001 e l'operazioni militare in Afghanistan, hanno avuto conseguenze molto importanti per la libertà di stampa nel mondo. I testi di molte leggi adottate per lottare contro il terrorismo sono particolarmente inquietanti e rendono assai fragile il principio fondamentale della libera circolazione dell'informazione. In Canada e negli Stati Uniti, alcune misure rimettono in causa la segretezza delle fonti e rafforzano la sorveglianza su Internet. I governi statunitense e britannico hanno richiamato all'ordine i media dei loro paesi". Questo controllo ha talvolta preso anche una piega repressiva. In Kazakhstan, per esempio, delle truppe armate del Ministero dell'Interno hanno assalito, in novembre, gli apparecchi della televisione privata KTK, interrompendo temporaneamente le trasmissioni. Le autorità hanno spiegato che nel quadro del conflitto in Afghanistan "tutte le installazioni strategiche della repubblica devono essere sorvegliate dal Ministero dell'Interno".

5.1.2002
Fonte: Reporters sans frontières