500 medici inglesi contro la guerra

23.1.2003 - Londra. Una guerra in Iraq potrebbe avere effetti disastrosi, e conseguenze umanitarie, sociali e sanitarie a medio e lungo termine. Questo in sostanza il contenuto della lettera aperta, inviata al premier britannico Tony Blair, da 500 medici inglesi della London School of Hygiene & Tropical Medicine, per fermare la guerra. La lettera ha guadagnato le pagine delle autorevoli riviste medico-scientifiche Lancet e British Medical Journal. Dichiarandosi contrari ad un nuovo conflitto nel Golfo, i firmatari ne sottolineano ''l'impatto umanitario''. Secondo le stime, basate su un recente rapporto delle Nazioni Unite, ''il numero delle possibili morti, su entrambi i fronti, durante il conflitto e nei successivi tre mesi sarebbe compreso tra 48.000 e 260.000 unita'''. Tuttavia la maggior preoccupazione riguarda la successiva escalation internazionale della violenza che un intervento in Iraq potrebbe innescare. Secondo quanto dichiarato dall'Oms, infatti - ricordano i 500 medici - ''l'uso della forza ha sempre effetti negativi a lungo termine sia sul piano sanitario che su quello della stabilita' sociale''. La lettera si conclude con una ferma opposizione ''all'intervento militare nella speranza che, al di la' di ogni differenza politica e religiosa, ci possa essere una soluzione diplomatica pacifica della crisi''.