MEDIA WATCH INTERNATIONAL NASCE PER DIFENDERE LA DEMOCRAZIA

Manifesto di Media Watch International

Agenzia CARTA MAIOR Brasile, febbraio 2002

Un gruppo di giornalisti e accademici, riunitisi al FORUM SOCIALE MONDIALE hanno deciso di creare una organizzazione per sorvegliare l’attività dei media a garanzia del buon funzionamento della democrazia. Secondo il documento che annuncia la nascita di Media Watch International è necessaria la pressione ( la collaborazione) dell’opinione pubblica per proteggere la qualità dell’informazione e la veridicità dei reportages. Questo perché c’è una tendenza mondiale alla concentrazione della proprietà dei mezzi di comunicazione sociali nelle mani di poche grandi imprese.

Il docente di giornalismo dell’Università di S. Paolo ed editorialista dell’Agenzia Carta Maior, Bernardo Kucinski, ritiene che associazioni come questa siano uno dei risultati principali del Social Forum Mondiale: “ persone con interessi comuni che mai avrebbero avuto l’opportunità di scambiarsi le proprie idee se non ci fosse stato un incontro mondiale come quello di Porto Alegre si sono riunite per ricercare una serie di misure pratiche” dice Kucinski. Seguendo il loro esempio sorgeranno nel Forum centinaia di iniziative simili a quelle di Media Watch International.

Joaquim Ernesto Palhares, direttore dell’Agenzia Carta Maior, Carlos Tiburcio (Attac Brazil) e Roberto Savio ( IPS /Italia) hanno iniziato già i primi passi. Sia Palhares che Savio, nei rispettivi laboratori che parteciperanno all’iniziativa, esporranno ad un grande pubblico presente la necessità di creare un organismo di questo tipo.

In seguito è stata lanciata la proposta durante una discussine fra giornalisti, da parte di Bernard Cassen (Attac) Ignacio Ramonet ( Le Monde Diplomatique), Miguel Angel Ferrari (Radio Rosario, argentina), Pepe Vinoles, (liberaciòn, Suecia), Beth Costa, della Federacao Nacional dos Jornalistas (Fenaj), Daniel Hertz(Sindacato dos Jornalistas do Rio grande do Sul) e Maria José Braga(Sindacato dos Jornalistas de Goias). Dopo un mese circa ,nella sala delle conferenze del Social Forum Mondiale è stata redatta una Carta Dei Principi, e tradotta nelle lingue dei fondatori lì presenti.

La notizia è stata trasmessa a circa 300 giornalisti internazionali durante una conferenza stampa nella quale il Comitato Brasiliano dell’Organizzazione del Social Forum Mondiale dava conto dell’attività svolta dal FSM.

Carlos Tiburcio, membro del Comitato e rappresentante di Attac-Brazil passò parola al giornalista nordamericano Jeff Cohen. In quell’occasione rispose alle domande sui risultati concreti del FSM. Per lui il Media Watch è un ottimo esempio di sintesi di centinaia di risoluzioni frutto di conferenze, seminari e laboratori. Cohen fece allora una relazione pubblica degli obiettivi dell’organizzazione e si assunse il compito di dirigere i lavori di Media Watch International

Infine,ecco in breve le informazioni su come i giornalisti oltre che tutti i cittadini interessati potranno partecipare avendo a disposizione i seguenti indirizzi :

www.mediawatchinternational.org

www.mediawatchinternational.com

www.mediawatchbrasil.org.br

www.mediawatchbrasil.com.br

Per tanto i fondatori stanno provvedendo a creare una associazione senza fini di lucro che possa ricevere i domini già registrati e mettere a disposizione indirizzi di posta elettronica per rendere possibile lo scambio di informazioni. Provvisoriamente tutti gli interessati potranno inviare i loro commenti, le loro critiche o la propria adesione all’ e-mail agenzia@cartamaior.com.br

Secondo Cohen , del Fair Media Accuracy Organization, il Media Watch sarà un organismo di coordinamento che riunirà informazioni e potrà articolare un collegamento fra organizzazioni non-governative, centri universitari e associazioni giornalistiche “ Questo movimento deve lavorare con reporters della grande stampa che si sensibilizzerà e resisterà alla censura delle grandi corporazioni” afferma.

 



MANIFESTO
Agenzia Carta Maior Brazil, febbraio 2002

Noi, partecipanti al II Social Forum Mondiale di Porto Alegre e firmatari di questo documento, chiamiamo i cittadini e le rappresentanze della società civile di tutto il mondo ad associarsi in una rete internazionale capace di dar potere ai cittadini per sorvegliare i mezzi di comunicazione e battersi per un giornalismo etico a livello locale, nazionale ed internazionale. L’informazione completa e responsabile è essenziale per il buon funzionamento della democrazia. In un’era di ristrutturazione globale dei mezzi di comunicazione, di ampiezza senza precedenti, con la proprietà dei media concentrata in poche mani, la presenza di un un giornalismo etico è un elemento primario.

La rete di organizzazioni che pensiamo di creare sarà di natura globale, però potrà variare da paese a paese, essendo costituita da organismi non governativi di cittadini, accademici, professionisti o associazioni di giornalisti. Gli organismi affiliati esamineranno le notizie, segnalando distorsioni dell’etica e della verità, saranno contrari alla censura e non useranno metodi che potrebbero danneggiare o restringere la libertà d’informazione.

Questi organismi si alleeranno con i giornalisti che lavorano in organizzazioni ostili ad una informazione indipendente e che molte volte fanno pressione per distorcere o censurare le notizie,operando un’azione contraria a qualsiasi etica a solo beneficio del profitto delle proprie testate giornalistiche o pubblicitarie. Verà posta una speciale attenzione alla protezione delle minoranze razziali, etniche e nazionali, alle persone che soffrono o hanno sofferto discriminazioni, per garantire nei media uno spazio adeguato e uguale a quelli che storicamente hanno sempre avuto la voce.

Oltre che ad esaminare il contenuto della notizia questa organizzazione analizzerà anche le cause strutturali di una copertura inadeguata, distorta o censurata sia per la concentrazione del potere economico che per altre cause.