La lettera di Martino sull'uso delle basi italiane per la guerra
29.1.2003 - Roma. ''Facendo seguito alle recenti comunicazioni rese in Parlamento, in merito al sorvolo del territorio nazionale da parte di velivoli statunitensi, desidero informarla, a nome del governo, dell'evoluzione prevista per tale attivita' nei prossimi giorni''. Comincia cosi' la lettera inviata ieri dal ministro della Difesa Antonio Martino ai presidenti delle commissioni Difesa di Camera e Senato relativamente alla concessione dell'uso delle basi italiane agli aerei Usa.
''Il governo degli Stati Uniti - continua la lettera di Martino - ha comunicato l'ulteriore esigenza di alcuni scali tecnici, da effettuarsi su basi aeree e militari in Italia. Il governo valuta tali attivita' coerenti con il quadro complessivo di cui e' stato riferito in Parlamento. In particolare, non essendo intervenuta alcuna decisione circa un possibile intervento militare in Iraq, il governo ritiene che le operazioni in corso, esercitando una pressione concreta e credibile, valgano a configurare la necessaria deterrenza sul regime iracheno perche' collabori in maniera attiva alle risoluzioni delle Nazioni Unite, scongiurando cosi' lo scoppio delle ostilita'.
Con tale posizione - ribadisce il ministro della Difesa - il governo italiano mantiene una linea di chiarezza, continuita' e coerenza a sostegno di una composizione della crisi nell'ambito delle Nazioni Unite''.
''Tanto - conclude la lettera - il governo affida, per mio tramite, a questa comunicazione epistolare, nel rispetto dell'impegno per una costante e tempestiva informazione alle commissioni sull'evoluzione della situazione, con l'assicurazione che sulla questione potra' riferire il ministro degli Affari Esteri nel corso delle comunicazioni al Senato, previste per mercoledi' 29 c.m. sulle linee della politica estera italiana''.Il presidente dei verdi Alfonso Pecoraro Scanio ha dichiarato che: "E' gravissimo che il governo Berlusconi sia del tutto inetto sulle iniziative per la pace. Ci eviti almeno la penosa ipocrisia di nascondersi dietro un appoggio tecnico per giustificare la partecipazione ai preparativi bellici". "Questa politica irresponsabile del governo - ha aggiunto il leader del Sole che ride - sovraespone l'Italia anche rispetto al pericolo terrorismo". Pecoraro ha spiegato che "i Verdi sono assolutamente contrari sia al sorvolo che alla concessione delle basi per questa guerra preventiva e fuori legge perche' fuori da ogni diritto internazionale".
Gennaro Migliore, responsabile esteri del Prc, definisce ''atto irresponsabile'' la concessione dell' uso delle basi sul nostro territorio alle forze armate degli Stati Uniti. Una decisione ''presa senza alcun passaggio parlamentare'', che rappresenta ''un'offesa alla Costituzione e un atto di inaudita gravita' sul piano politico''.
''Di fatto, l'Italia entra in guerra e si schiera a favore della guerra preventiva e della politica guerrafondaia portata avanti dall'amministrazione statunitense'', e tutto cio' mentre, afferma Migliore, ''in Italia e in tutta Europa l'opposizione a questa guerra sia maggioritaria nella popolazione, e piu' volte si sia espressa nelle manifestazioni degli ultimi mesi''. Migliore annuncia quindi che Rifondazione Comunista ''si battera', in parlamento e nel paese, per la pace e per impedire che l'Italia sia coinvolta nel gia' annunciato attacco all'Iraq''.