15 febbraio 2004

La Nato crea un nuovo corpo speciale:
la 'Forza di risposta rapida', con base a Solbiate Olona (MI)
Ma i cittadini italiani, lo sanno?


Il 15 ottobre 2003 è stata presentata ufficialmente in Olanda, a Brunssum, la nascita del Corpo denominato Nrf (Nato responce force - Forza di risposta rapida), nell'ambito del progetto Nato Rapid Deployable Corps (NRDC-IT), con cui la Nato afferma di voler far fronte alle nuove minacce del terrorismo e delle armi di distruzione di massa ovunque nel mondo.
Comandante di questo nuovo corpo è il generale Fabrizio Castagnetti, italiano, così come italiano è oltre il 70 percento del personale impiegato nel quartier generale lombardo del NRDC a Solbiate Olona, nei pressi di Milano.
Emblema del Corpo è una testa d'aquila con un gladio in campo bianco/rosso; il cartiglio riporta il motto ubique celere, "ovunque rapidamente", un emblema e un motto che furono già della Terza Divisione Celere, divisione che combatté nei Balcani nel corso della seconda guerra mondiale, oltre che sul fronte russo.

L'Alleanza Atlantica, dunque, si trova a disporre in permanenza di una forza di intervento rapido, composta al momento di circa 6.000 uomini, ma che nell'autunno del 2006, dovrebbe raggiungere la consistenza di circa 21.000 unità. Questo gruppo di intervento, da quanto si conosce al momento, già oggi comprende un contingente di militari italiani di stanza a Solbiate Olona, nei pressi di Milano, un contingente del quale non si conosce la consistenza numerica.
I militari dell'Nrf dovranno essere in grado di compiere qualsiasi tipo di missione ovunque nel mondo mobilitandosi in soli cinque giorni ed essendo in grado di rimanere autonomamente sul terreno per un mese: i testi ufficiali della Nato parlano di evacuazioni, anti-terrorismo, controlli di embargo, aiuto umanitario, compiti di mantenimento della pace.
Se è noto che il comando della Nrf sarà sotto il controllo del Quartier Generale della Nato di Napoli (Nfsout) per un anno a partire dal luglio 2004, non è chiaro quali siano esattamente le mansioni e le capacità operative dell'Nrf.
In particolare, non si conosce quale sia il grado di autonomia e di agibilità che tale corpo potrà esercitare sul territorio italiano, che tipo di armamenti esso abbia in dotazione, se le operazioni condotte sul nostro suolo siano sottoposte a controllo o vigilanza da parte del governo italiano.
Non esistono, o almeno non sono conosciute, quali siano state le considerazione di ordine strategico che abbiano portato all'individuazione dell'Italia, e in particolare del sito di Solbiate Olona, come sede ideale per l'allestimento dell'Nrf: in una base, cioè, che si trova nei pressi di una grande metropoli e che assumerà, con l'insediamento di questo Corpo, una rilevanza ben diversa dall'attuale, alla completa insaputa dei cittadini che vivono in quel territorio.

Queste le poche, frammentarie informazioni che oggi è dato sapere: tante le domande che vengono alla mente. Domande che anche il deputato verde Mauro Bulgarelli ha rivolto al ministro della Difesa il 10 febbraio 2004 in una interrogazione parlamentare.
Chi sono questi nuovi Rambo? Se è vero che la Forza di risposta rapida sarà sotto il controllo dell'Afsouth di Napoli a partire dal prossimo luglio, che tipo di rapporti intratterrà con le altre strutture militari italiane, Usa, Nato che sono già presenti sul suolo italiano?
Per non parlare della 'sovranità dimenticata' delle popolazioni - nonché del parlamento italiano- su
questo
territorio che tutti abitiamo…

Torna al dossier Maddalena e le altre