Lula: l'esercito a riparare le strade, risorse ai più poveri


10.1.2003 - Rio de Janeiro. Dopo la clamorosa decisione di alcuni giorni fa sulla assegnazione dei terreni
agli abitanti delle favelas, una nuova decisione del neopresidente Lula è stata presa nella stessa direzione.
La spesa pubblica per le infrastrutture verrà tagliata cosi' da destinare fondi ai più poveri.
Inoltre è stato deciso che ad occuparsi della manutenzione stradale sara' l'esercito.
"Il presidente ritiene che il paese abbia bisogno del contributo di tutti i settori della societa' e
delle forze armate in particolare", ha dichiarato il portavoce di Lula, Andre Singer. Pochi giorni fa,
Lula ha deciso di sospendere progetti governativi per la realizzazione di nuove strade, con un risparmio per le casse dello stato di circa 5 milioni di real (1,5 miliardi di euro).
A supplire saranno dunque le forze armate che nel giro di appena una settimana dall'insediamento di Lula,
avvenuto il primo gennaio, si sono viste annullare il contratto da 700 milioni di dollari per l'acquisto di 12 jet
da combattimento e hanno ricevuto ora il nuovo incarico: 11 battaglioni di genieri saranno dotati di nuovo
equipaggiamento per svolgere lavori di riparazione e compiti di supervisione.
Si sono così potute mobilitare nuove risorse per progetti sociali in sostegno dei 54 milioni di poveri del suo paese.
Il presidente intraprenderà proprio oggi un 'viaggio nel cuore della miseria', come riporta un comunicato della presidenza,
negli Stati di Piauí, Pernambuco e Minas Gerais. 'Lula', accompagnato da un seguito di 32 persone
- tra le quali 29 ministri - farà tappa in alcune località dove le condizioni di vita sono ritenute inumane:
alle 'favelas' di Teresina, capitale del Piauí, alle palafitte di Recife, capitale del Pernambuco e a Aracuaí.

I nuovi articoli del codice civile che riconoscono la proprieta' della casa agli abitanti delle baraccopoli e quella
degli appezzamenti dove lavorano ai contadini ''senza terra'', stanno suscitando reazioni entusistiche e
dure critiche dai settori dei proprietari terrieri.

Questo nuovo codice e' ''la prima rivoluzione sociale del governo Lula'', secondo il maggior quotidiano brasiliano,
la 'Folha de S. Paulo'. Molti, andando oltre le affermazioni del giornale, ritengono che il nuovo codice possa
sconvolgere la realta' sociale del paese, anche al di la' delle intenzioni del governo. Per le baraccopoli (favelas),
il nuovo codice legalizza i manufatti, anche se costruiti su suolo pubblico o appartenente a privati,
purche' esistano da piu' di cinque anni e siano destinati ad abitazione.
Con questa norma, almeno 4 milioni le famiglie diventeranno proprietarie del luogo dove vivono, senza rischio di esproprio.
La proprieta' del suolo e della casa offrira' a queste famiglie la possibilita' di avere crediti dalle banche ''popolari'' per attivita' produttive. Si ritiene che, in questo modo, calera' l'attivita' economica clandestina di molti abitanti delle favelas.
''E' una maniera complessiva di ripensare e risolvere il problema dell'abitazione in tante periferie brasiliane'', ha commentato il ministro delle Citta', Olivio Dutra (ex governatore a Porto Alegre, uno degli organizzatori del Forum sociale mondiale).

Proprio per facilitare le pratiche agli abitanti delle favelas, il governo ha predisposto l'assistenza giuridica gratuita
nelle favelas.
Altri due articoli del nuovo codice riguardano il mondo rurale.
Uno di questi articoli garantisce al contadino la proprieta' della terra (inferiore a 50 ettari) che abbia reso ''produttiva''.
Questa misura favorira' decine di migliaia di nuclei familiari poverissimi che hanno occupato terreni incolti
strappandoli a poco a poco alla foresta amazzonica o al semideserto del 'sertao' e trasformandoli in piccole proprieta'
agricole senza finora avere alcun diritto su quella terra. Il secondo articolo attribuisce la proprieta' della terra
a chi ci lavori da oltre dieci anni, anche se si tratta di proprieta' privata riconosciuta.

''E' un riconoscimento di fatto della riforma agraria, anche se ci vorra' piu' di un articolo di legge per cambiare la situazione
di fatto nelle zone piu' remote del paese'', ha dichiarato Jorge Fleury de Souto, dirigente del Movimento Sem Terra (Mst)
nello Stato amazzonico del Para', una delle zone di maggior conflitto sulla terra.
Di tutt'altro avviso i proprietari terrieri, naturalmente.
''In questo modo sono premiati gli occupanti di terre e le altre forme illegali di assalto alla proprieta' legale,
-ha ribattuto il portavoce dell'associazione dei 'fazendeiros' dello Stato del Mato Grosso, Valfredo Meneguelli- e,
in piu', tutti i mezzadri avranno diritto adesso a prendersi una parte delle terre. E' una dichiarazione di guerra
per le proprieta' rurali e un pessimo segnale iniziale per il nuovo governo''.
Punti di vista...