Lettera delle/i disobbedienti all'assemblea di Firenze

10.1.2003
Alle donne ed uomini riuniti a Firenze;
A quelli tra voi che erano con noi a Genova nel luglio 2001;
A quelli che non c’erano, che ci accusarono e che ora sono lì con voi;
alla società civile;
a Sergio Cofferati;

Dal Movimento delle e dei disobbedienti;

Vi scriviamo oggi perché vi riunite per parlare e discutere di movimenti
e cambiamento.
Vi scriviamo da lontano, perché non siamo minimamente interessati
alla corruzione della politica “per il governo”, che si riduce ad un intrigo
di percentuali ed equilibri e con l’ unica prospettiva della peggiore tra
le degenerazioni, ossia il potere. E perché, da movimento tra i
movimenti, abbiamo imparato a non essere ausiliari della politica, e
consideriamo prioritario riunirsi per pronunciare una parola politica,
più parole, come movimenti, in autonomia: scegliere, non essere scelti.
Vi scriviamo rivolgendovi delle domande, perché sono quelle che le donne
e gli uomini, gli anziani ed i bambini delle nostre comunità disobbedienti, si
stanno ponendo. Vi chiediamo delle risposte.

La prima questione riguarda Genova e la sua magistratura, quella che sta
indagando sulla guerra contro i civili delle giornate contro il G8. Molti
di quei magistrati sono qui oggi, con voi. Molti di loro, degli stessi
che ci rivolgono accuse infamanti come la “compartecipazione psichica al
saccheggio ed alla devastazione della città”, si fregiano di appartenere
a Magistratura Democratica e ad altre associazioni che si richiamano a
valori come giustizia e libertà, e che ci piacerebbe si pronunciassero.
Nessuno di questi magistrati di Genova, ovviamente, processerà per
saccheggio e devastazione il G8, che a detta dei popoli di tutto il
mondo uccide, affama, devasta e saccheggia ovunque.
Ma quei magistrati, gli stessi che magari vengono a Porto Alegre,
hanno nelle mani da mesi verbali di confessione di altissimi funz
i onari di polizia che ammettono di aver organizzato il massacro della Diaz
per “motivi politici”, costruendo prove false come le bottiglie molotov.
Quei magistrati sanno bene cosa è accaduto in Piazza Alimonda.
Sanno che i nuclei speciali da guerra dei carabinieri erano gli stessi
usati in Somalia, addirittura con gli stessi graduati. Sanno che
archiviare l’omicidio di Carlo Giuliani è una vergogna. Sanno che in quei
giorni a Genova operavano polizie segrete e non di 17 paesi. Sanno chi
ha torturato le persone a Bolzaneto. Gli alti funzionari non sono stati
nemmeno sospesi dal servizio. Hanno in mano un esercito di poliziotti e
carabinieri e continuano a gestirlo a loro piacimento.
Chi ha torturato continua a svolgere il suo lavoro in carceri e infermerie militari.
Chi ha ucciso, o è stato scelto per coprire l’omicidio eseguito magari da un
alto ufficiale dell’Arma, è stato premiato con un miliardo, vacanza
premio della Presidenza del Consiglio, e pacche sulle spalle. Noi invece, per
questi democratici magistrati, come i PM Canepa e Canciani
o Pellegrino, o i Gip, o quelli del Tribunale del Riesame, siamo tutti,
trecentomila, “complici psichici di devastazione e saccheggio”.
L’accusa di devastazione e saccheggio per chi ha legittimamente cercato
di disobbedire e resistere al tentativo di strage e massacro operato a
mezzo di guerra e con armi da guerra, gas compresi, dai cani da guardia
di quel G8 che tutti definiamo “criminale”, è un’offesa a tutto
il movimento dei movimenti.
E’ il segno che questa magistratura fa la politica piu’ cara al G8, al potere, ai piu’ forti: piu’ pericolosa,
anche per le pene che profila, di quella dell’accusa di “associazione sovversiva”.
I metodi di questi magistrati genovesi sono quelli
dell’inquisizione: mai si era visto pubblicare in Italia a pagamento su
quotidiani fo to di attivisti sindacali come “ricercati”. Ci sono manifestanti già in
carcere preventivo e in custodia, nonostante gli stessi poliziotti
confessino qual era il disegno del potere per quei giorni. Lo sanno i
magistrati che gli stessi della Diaz hanno diretto tutte le operazioni di Genova?
La domanda che vi rivolgiamo è questa: voi da che parte state?
Dalla parte del movimento di Genova o di questi progressisti magistrati ,servi delle menzogne del potere?
Noi pensiamo che la magistratura di Genova che ci accusa sia peggiore di quella di Cosenza, o al meglio, uguale.
Dite qualche cosa, per favore, perché abbiamo bisogno di capire.
Seconda domanda: i centri lager per migranti, istituiti dal governo di
centrosinistra e da molti che ora siedono con voi, sono una cosa
aberrante ed ingiusta o no? I lager devono essere chiusi o no? E non
stiamo parlando della Bossi-Fini, ma della Turco-Napolitano.
Rispondete per favore, abbiamo bisogno di capire.
Terza domanda: la guerra. Se iniziano i bombardamenti e altre stragi, è
legittimo o no disobbedire e tentare, nelle forme e nei modi che non
siano la stessa guerra, di fermare i criminali dell’Impero? O dobbiamo
andare solo dopo, a massacro compiuto, a testimoniare quanto sangue è
stato versato ancora dagli innocenti vittime della conquista del
petrolio?
Anche perché, se disobbediamo avremo poi i magistrati che ci
accusano di terrorismo. Noi siamo i terroristi e chi sgancia quintali di
tritolo sono le vittime. Un altro mondo è possibile?

Dai luoghi dell’indignazione e della ribellione, Italia, Europa, Pianeta Terra
10 Gennaio 2003, Anno Secondo della Guerra Globale Permanente

MOVIMENTO DELLE E DEI DISOBBEDIENTI