Lettera aperta ai media sull'Iraq
di G. Wakefield
Ai primi di gennaio, Grant Wakefield, autore di The Fire This Time, un CD che analizza la guerra del Golfo, smontando la propaganda dei mass media e descrive gli effetti delle sanzioni allIraq, ha inviato una lettera ad alcuni giornalisti britannici in merito alla "copertura" della crisi irachena.
La lettera è stata diffusa il 17 gennaio 2003 da Media Lens, - osservatorio on-line sui media con una introduzione dei suoi due curatori.
Data limportanza e lincisività di questo documento, abbiamo pensato fosse assai utile pubblicarne una versione italiana integrale, preceduta da alcuni estratti dellintroduzione.
Ne raccomandiamo caldamente la lettura anche ai giornalisti nostrani. Quanto suggerito vale a maggior ragione per loro.
Notizie da Ponte (www.unponteper.org)
Ecco il testo dei curatori di Media Lens David Edwards e David Cromwell.
Stiamo assistendo a un conflitto drammatico e importante fra lopinione pubblica e dei processi politici decisionali irresponsabili.
Un sondaggio di Channel 4 (16 gennaio 2003) mostra che non meno dell81% della popolazione britannica ritiene che non sia stata data una buona giustificazione per fare una guerra allIraq, e tuttavia i politici britannici sono chiaramente decisi a portare il loro popolo in guerra.
Un sondaggio della ITN (13 gennaio 2003) riferisce che solo il 3% della popolazione crede che lobiettivo di un attacco allIraq sarebbe quello di ridurre il rischio di terrorismo, ma gli Usa e la Gran Bretagna insistono che il motivo è la minaccia del terrore.
Circa il 30% della popolazione crede che il vero obiettivo sia il petrolio, ma Bush (già alto dirigente della società petrolifera Harken), Dick Cheney (già direttore generale della società petrolifera Halliburton),
Condoleeza Rice (già alta dirigente della società petrolifera Chevron) respingono tutti questa motivazione come sciocchezze. Gli altri 32 principali componenti dellAmministrazione Bush che hanno legami finanziari significativi con lindustria degli armamenti, e i 21 componenti che hanno legami con lindustria energetica, anchessi insistono che è di per sé evidente che i veri motivi sono i diritti umani e la lotta al terrorismo.
I livelli attuali di dissenso pubblico sono ancora più eccezionali se consideriamo la misura in cui il pubblico è stato spietatamente bombardato dalla propaganda governativa e dei media, che suggeriscono che il terrorismo ci sta minacciando da ogni parte, facendo collegamenti impliciti ed espliciti fra queste "minacce" e lIraq.
Il disaccordo fra la propaganda politico/aziendale mediatica da un lato, e il senso comune pubblico dallaltro, è stato nuovamente rivelato nellultimo servizio della ITN, nel quale il conduttore, Nicholas Owen, ha dichiarato:
"Il rullo dei tamburi di guerra sembra farsi sempre più forte. Quindi: quale potrebbe essere il conto alla rovescia verso un conflitto?" (Nicholas Owen, ITV Lunchtime News, 17 gennaio 2003)
E ben vero, il rullo dei tamburi si sta facendo più forte, ma fra coloro che li suonano ci sono dipendenti dei media dominanti, come Owen e i suoi colleghi, che un mese fa hanno ritenuto opportuno dichiarare inevitabile la guerra:
"Sembra che la questione non sia più se attaccheremo lIraq, ma quando e come. Quindi: che cosa succederà adesso? Qual è il percorso verso la guerra?" (Owen, ITN Evening News, Evening News, 19 dicembre 2002)
Nel momento sicuramente più surreale della ITN, da quando essa ignorò la condizione drammatica di 7 milioni di afghani che morivano di fame, concentrandosi invece su Marjan, "il leone con un solo occhio" dello zoo di Kabul, nel 2002, Owen ha intervistato il Generale di divisione aerea Tony Mason.
Le 11 testate vuote trovate in un bunker iracheno costituiscono una "pistola fumante" ? [prova inconfutabile, cioè NdR], ha chiesto Owen. Il Generale Marshall ha risposto che bisognava prima essere sicuri di quello che le testate effettivamente contenevano, aggiungendo:
"Naturalmente la vera pistola fumante sarebbe se si scoprisse che una di queste testate contiene ancora una miscela chimica".
In altre parole, un attacco massiccio di 200.000 soldati contro un paese di 26 milioni di abitanti impoveriti, seduti su 200 miliardi di barili di petrolio, sarebbe giustificato dalla scoperta di una granata di artiglieria di 122 mm, con una gittata di 4 miglia, dato che questunica granata si presume costituisca unarma di distruzione di massa, e quindi una violazione della risoluzione Onu 1441.
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In discussioni con amici, redattori di Media Lens, e guardando sporadiche interviste sui media con membri del pubblico, siamo costantemente colpiti dalla differenza fra i servizi che fanno i media e le opinioni del pubblico. Mentre la versione del sensato e del razionale che danno i politici e i giornalisti ci lascia con la sensazione che essi siano scesi da un altro pianeta, il pubblico parla in modo diretto, chiaro e razionale di ipocrisie, menzogne e assurdità ovvie.
Come osservò una volta dei politici lattore comico Bill Connolly - "Non sono come noi!" - e come John Simpson della BBC ha detto dei giornalisti:
"Cè un po qualcosa che non va nella maggior parte di noi, non vi sembra? Siamo merci avariate, di solito con vite private leggermente sballate ed esperienze non convenzionali. Outsider che guardano agli altri dallesterno." (Travels with Auntie, intervista di Lynn Barber a John Simpson, Observer, 24 febbraio 2002)
I giornalisti sono resi outsider dal fatto che agiscono in collusione con gli insider a Downing Street e alla Casa Bianca per ingannare il pubblico. Sono pagati per mettere in secondo piano le loro preoccupazioni umane morali e razionali, e per sostituirle con verbosità intricate, che confondono, e sciocchezze favorevoli allestablishment approvate dagli interessi costituiti che li ricompensano così bene.
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Abbiamo ricevuto copia di tante lettere straordinariamente e meravigliosamente ispiratrici, che sono state inviate ai media dai lettori. Le leggiamo tutte e a volte alcune ci colpiscono particolarmente.
La lettera che segue è stata inviata la scorsa settimana da Grant Wakefield a un certo numero di giornalisti. Crediamo che contrasti enormemente con molto di quanto scrivono i media dominanti.
Wakefield è autore di un CD molto apprezzato sullultima guerra del Golfo, The Fire This Time ( ).
David Edwards e David Cromwell
Curatori Media Lens
Di seguito la lettera di Wakefield
Caro Signore,
i curatori di Media Lens raccomandano sempre di mantenere nelle lettere ai media un tono calmo ed educato, ma devo confessare che sto trovando sempre più difficile mantenere la mia compostezza continuando a vedere la copertura totalmente vergognosa sullIraq che attualmente passa per informazione.
Tanto per dire una novità particolare su Saddam " . mentre passa in rassegna le sue truppe, un sigaro in mano il volto sorridente. In attesa " vorrei offrire i miei consigli su quanto i media britannici potrebbero fare anchessi mentre fumano un sigaro e aspettano la morte di 10.000 iracheni innocenti in quello che la CIA ha definito uno "scenario medio":
1) Siete esseri umani responsabili delle vostre azioni. Fare semplicemente "il vostro lavoro" non vi esonera dalla responsabilità delle conseguenze prevedibili delle vostre azioni, come i processi di Norimberga hanno portato allattenzione del mondo così efficacemente. Pensateci.2) Le vostre azioni hanno conseguenze di vasta portata e completamente letali per gente innocente. Pensateci.
3) Le azioni di coloro che voi descrivete come i leader del "mondo libero" hanno conseguenze che possono essere inimmaginabili, cioè il primo attacco con impiego delle armi atomiche. Pensateci.
4) Un attacco allIraq garantirà quasi certamente una rappresaglia terrorista, con conseguenze che possono essere inimmaginabili, mettendo a rischio vite innocenti inglesi e americane. Pensateci.
5) Voi potreste essere una delle vittime. Pensateci.
Solo pochi anni fa, anche se sembra una vita, la copertura degli eventi internazionali in Gran Bretagna era forse la migliore del mondo. Ricordo ancora vividamente lavori e documentari eccellenti, come Threads e QEDs Guide To Armageddon, nonché le inchieste enormemente incisive di Panorama su argomenti come luso di scienziati nazisti da parte degli Usa nel loro programma spaziale, e la guerra dei Contras contro il Nicaragua appoggiata dagli Usa.
Posso, quindi, nel modo più educato possibile, se non altro in nome dei vecchi tempi, evidenziare i seguenti fatti verificati, e chiedervi come minimo di inserirli nella vostra copertura?
I maggiori esponenti dei governi americano e britannico hanno affermato ripetutamente che le sanzioni non saranno MAI tolte finché Saddam Hussein sarà al potere. Questo fatto evidente rende straordinaria la piena collaborazione da parte degli iracheni con le ispezioni sugli armamenti, dato che essi non hanno assolutamente alcun incentivo a cooperare con chiunque su qualunque cosa, se non per il fatto che verranno uccisi se non lo fanno. Questo fu chiarito dallex Direttore dellUNSCOM, Rolf Ekeus, nel 1994, anche se egli fu abbastanza diplomatico da lasciar fuori la parte sulluccisione.
Lex Segretario di Stato Usa, Warren Christopher, rimosse unilateralmente perfino la frase sulla levata delle sanzioni dalla risoluzione 687 del Consiglio di Sicurezza, rendendo inutile la collaborazione degli iracheni, anche se essi tuttavia collaborarono, e continuano a farlo. Ecco una scelta di citazioni:"Tutte le sanzioni possibili saranno mantenute finché Saddam Hussein non se ne andrà".
Marlin Fitzwater, ex portavoce della Casa Bianca, maggio 1991
"Faremo pagare il prezzo agli iracheni finché Saddam Hussein sarà al potere. Qualunque alleggerimento delle sanzioni verrà preso in considerazione solo quando ci sarà un nuovo governo".
Robert Gates, ex Consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Los Angeles Times, 9 maggio 1991
(Si noti che Gates ha detto "gli iracheni", non il regime iracheno).
"[Lembargo non finirà] finché Saddam Hussein sarà al potere".
George Bush, ex presidente Usa, 20 maggio 1991
"[La Gran Bretagna porrà il veto a qualunque tentativo dellOnu di attenuare le sanzioni] finché Saddam Hussein rimarrà al potere".
John Major, ex Primo Ministro britannico, 10 maggio 1991
"Non siamo daccordo con quei paesi che sostengono che se lIraq adempirà ai suoi obblighi sulle armi di distruzione di massa, le sanzioni dovrebbero essere tolte".
Madeleine Albright, ex Segretario di Stato Usa, parlando a un convegno sullIraq alla Georgetown University, Usa, 26 marzo 1997
"Le sanzioni rimarranno in eterno, o finché egli [Hussein] rimarrà".
Bill Clinton, ex presidente Usa, citato dal New York Times, 23 novembre 1997
"La nostra politica è liberarci di Saddam, non del suo regime".
Richard Haas, ex direttore per gli Affari del Medio Oriente del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, citato in Out of the Ashes: The Resurrection of Saddam Hussein, di Andrew e Patrick Cockburn, 1999.
Haas fece in origine la dichiarazione nel 1991, ed essa fu citata nel documentario di Cockburn The War We Left Behind, realizzato per la serie Frontline, e trasmesso negli Usa nel novembre 1991.
I governi di Stati Uniti e Gran Bretagna furono i principali fornitori di armi allIraq, con responsabilità che
ricadono sui capi di Stato ai massimi livelli, e lo fecero in violazione di dozzine di divieti e leggi internazionali sugli armamenti, fornendo tutta lalta tecnologia necessaria per i programmi chimici, biologici e nucleari dellIraq.La Gran Bretagna fu fra i co-sponsor della Fiera degli armamenti di Baghdad nel 1989. Deputati e senatori in quantità visitarono tutti lIraq negli anni 80 e strinsero la mano al "macellaio di Baghdad", mentre i contribuenti americani e britannici pagarono il conto per armarlo attraverso il Dipartimento garanzie crediti allesportazione
(GB: £ 670 milioni), e segretamente attraverso il Dipartimento allAgricoltura e altri (Usa: le stime superano il miliardo di dollari).
Essi lo fecero essendo pienamente a conoscenza degli attacchi brutali dellIraq contro i kurdi e del suo uso di armi chimiche contro di questi e gli iraniani.
Come facciamo a saperlo? Perché membri del personale dellambasciata americana intervistarono alcuni sopravvissuti kurdi ad Ankara e passarono le informazioni alla CIA, la quale trasmise un rapporto al Segretario di Stato George Schultz, il quale riconobbe che sapevano della guerra chimica.
Perché i leader kurdi scrissero una lettera diretta a Margaret Thatcher, supplicandola di porre fine al suo sostegno a Saddam Hussein, e fecero uno sciopero della fame fuori della sede dellOnu a New York per attirare lattenzione sulle atrocità. Nessuno prestò la benché minima attenzione, e il sostegno continuò.
Stati Uniti e Gran Bretagna sono i maggiori mercanti di armi al mondo, e gli Usa hanno la maggiore riserva di
armi di distruzione di massa di qualunque paese al mondo, e sono il solo paese ad aver mai usato armi atomiche. Gli Usa hanno venduto armi per un valore di 50-150 miliardi di dollari ai paesi del Golfo fra il 1991 e il 1993, violando effettivamente la risoluzione 687 del Consiglio di Sicurezza dellOnu che chiedeva il disarmo del Medio Oriente come "obiettivo" nel momento stesso in cui autorizzava lUNSCOM a disarmare lIraq.La fornitura decisiva di armi allIndonesia da parte della Gran Bretagna ha messo in grado quel regime brutale di continuare nel massacro della popolazione di Timor Est. In otto anni dal suo arrivo al potere, Blair ha aumentato in modo massiccio il livello di vendite allIndonesia.
L'Iraq è il paese più completamente disarmato al mondo in termini relativi, e quella dellUNSCOM è stata una storia di straordinario successo come misura di controllo internazionale sugli armamenti.
Attualmente, l'UNMOVIC si sta dando da fare per continuare questo successo, pertanto lAmministrazione Usa ha già iniziato a diffamare diversi membri del suo team.Per 12 anni lintera giustificazione logica delle sanzioni è stata che lIraq non stava cooperando con gli ispettori. Appena esso ha manifestato la propria disponibilità ad ammettere una nuova squadra (in cui non ci fossero agenti della CIA e altri che raccogliessero informazioni mirate come venne riferito ampiamente allepoca), lAmministrazione Usa ha dichiarato immediatamente che essi non avrebbero accettato ispezioni sugli armamenti. Ciò era evidentemente insensato. Venne riassunto nel migliore dei modi dal portavoce della Casa Bianca, Ari Fleischer, quello della dichiarazione sul "fumo invisibile di una pistola nascosta". "La nostra politica è il cambiamento di regime, con o senza ispezioni".
Secondo stime di Scott Ritter, ex ispettore capo UNSCOM, sono 2000 gli iracheni che ogni anno vengono uccisi dal regime brutale in una drastica repressione politica. Quasi tutte le agenzie umanitarie del mondo confermano che fra i 4000 e i 7000 iracheni muoiono OGNI MESE a causa delle sanzioni, che vengono a quanto pare giustificate dal comportamento del regime iracheno in materia di diritti umani.
Anche questo è evidentemente insensato, e il più chiaro indice del fatto che gli iracheni stanno meglio sotto la repressione di Hussein che sotto le nostre sanzioni, anche se, naturalmente, devono far fronte a entrambe le cose.
La storia dellintervento di Usa e Gran Bretagna in altri paesi, e i bagni di sangue che sono stati provocati dai loro attacchi e dal sostegno a brutali leader fantoccio, fanno sembrare il comportamento di Saddam Hussein piuttosto dilettantesco. Il regime dello Shah in Iran fu particolarmente brutale, con la sua polizia segreta addestrata nientemeno che da Norman Schwartzkopf Sr.
Dopo che lo Shah venne rovesciato, gli iraniani trovarono film prodotti dalla CIA che illustravano in dettaglio i metodi migliori per torturare le donne.
Gli Usa e la Gran Bretagna sono alleati di stati islamici brutali, fondamentalisti, che hanno dichiarato apertamente il loro sostegno a gruppi terroristi. LArabia Saudita è un candidato evidente, con il suo sostegno finanziario privato ad al Qaida, e per essere il luogo di provenienza di 15 dei dirottatori dell11 settembre.
Hamas è sostenuto apertamente dalla Siria, il cui presidente ha preso di recente il tè con la regina, dopo una visita amichevole al no. 10 [Downing Street NdR].
Ho conservato la migliore per ultima. LIraq era un amico privilegiato e alleato degli Usa (e della Gran Bretagna), e lo è stato dal 1963: anno in cui la CIA aiutò il partito Baath di Saddam Hussein ad andare al potere, descrivendo il colpo di stato che costò la vita a 3000 persone come " una grande vittoria; fu una operazione in cui vennero messi tutti i puntini sulle i ".
Il 12 aprile 1990, mentre era ancora molto nelle grazie degli Usa, Saddam Hussein offrì di distruggere il suo arsenale di armi chimiche e non convenzionali se Israele avesse acconsentito a distruggere le sue armi nucleari e non convenzionali. Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Richard Boucher, trasmise la risposta di un gruppo di senatori Usa, che dissero agli iracheni che essi vedevano con favore lofferta ma erano contrari al collegamento" ad altri problemi o sistemi di armamenti "
Boucher non poté neanche menzionare la parola "Israele" nella risposta, perché questo avrebbe messo in discussione come mai hé tutti gli aiuti Usa a Israele non fossero illegali in base al Foreign Aid Act che vieta gli aiuti ai paesi impegnati nello sviluppo clandestino di armi nucleari. E così lofferta di Saddam venne garbatamente respinta e la questione fu lasciata cadere.
Ritorniamoci sopra, perché sembra difficile da credere: Saddam Hussein era un alleato, offrì di distruggere le sue armi di distruzione di massa nel 1990, e gli Usa lo respinsero.
Se non è abbondantemente chiaro che "noi" non saremmo nella condizione in cui i nostri "leader " ci assicurano che "siamo", se "essi" non avessero sostenuto così clamorosamente questo pazzo allinizio, ora dovrebbe esserlo. E DOVREBBE ESSERE DETTO.
Come disse così mirabilmente un giornalista della BBC già nel gennaio 1991: "LOccidente ha di nuovo armato un mostro che non può controllare?" Osservate in particolare che disse "ancora una volta"
Troverete tutte queste informazioni, e molte altre, con fonti dettagliate, sul mio sito web www.firethistime.org.
Vi consiglio in particolare di leggere tutta la pagina delle CITAZIONI CLASSICHE.
Nel frattempo, vi allego una foto di Donald Rumsfeld che stringe la mano a Saddam Hussein nel 1984, mentre agiva in qualità di inviato di Ronald Reagan per riaprire le relazioni diplomatiche fra Usa e Iraq allapice delluso della guerra chimica da parte di questultimo.
Cordialmente, stupito che continuiate a far propaganda in modo così sfacciato, e ancor più stupito che la maggioranza degli inglesi non se ne lasci ingannare. Buon per loro. Vergogna per voi.
Grant Wakefield