Un contributo dei lavoratori dell'industria bellica
I lavoratori che nelle industrie belliche hanno espresso il dissenso contro la produzione bellica, ritengono insufficiente la sintesi elaborata nei giorni 18 e 19 a Roma dal gruppo guerra e pace. Ci riferiamo in particolare al punto dove si enuncia un generico 'boicottaggio' alle imprese d'armi. Abbiamo intenzione di riprendere e far circolare un appello che nelle giornate di Genova ha raccolto l'adesione di ricercatori, docenti universitari, associazioni, persone religiose e laiche. Questo appello verrà distribuito durante lo sciopero generale del 15 febbraio indetto dal sindacalismo di base.
COSA VOGLIAMO
I risultati della scienza e la loro applicazione tecnologica sono sempre stati al centro dell'interesse militare, per questo noi vogliamo esercitare un controllo sociale su ciò che avviene nelle industrie, nei centri di ricerca e nei laboratori industriali. La logica della privatizzazione della conoscenza, sottesa alla normativa sui brevetti, mette a repentaglio non solo la salute e la vivibilità dell'ambiente, ma anche la pace e la sicurezza di miliardi d'esseri umani.
Chiediamo l'abolizione del segreto militare e più in generale il rifiuto della segretezza e la diffusione delle notizie scientifiche e tecniche, queste notizie devono essere pubbliche in forma accessibile alla comprensione di tutti.
Chiediamo la drastica riduzione delle spese militari e la demilitarizzazione delle politiche industriali degli Stati, scienza e sviluppo tecnologico devono servire a favorire il benessere dell'umanità intera e a garantire i delicati equilibri ecologici.
Chiediamo la riduzione della esportazione di armi a partire dalla piena applicazione dello spirito originale della Legge 185/90 contro gli attacchi arrivati da più parti anche con la scusa della sua armonizzazione e superamento a livello europeo.
Chiediamo la piena attivazione dell'Agenzia regionale per la riconversione dell'industria bellica in Lombardia. (legge regionale n. 6 del 1994) Questo organismo ha sino ad oggi sofferto limitazioni dovute ad opportunismi politici, ma uno dei suoi principali obiettivi consiste nell'elaborazione di studi e documentazioni sulle prospettive di riconversione del settore, con riferimento alle implicazioni occupazionali nonché finanziare iniziative di diversificazione e riconversione al civile. Le sue iniziative non solo devono riprendere, ma devono darsi la corretta dimensione internazionale. Parallelamente chiediamo che a livello nazionale e internazionale (e almeno a livello europeo) siano definiti (o rilanciati) programmi di sostegno alla riconversione al civile anche attraverso l'istituzione di Agenzie per la loro gestione. La riconversione delle produzioni militari ed il controllo sulla utilizzazione finale delle tecnologie ad uso duale, sono obiettivi concretamente realizzabili solo attraverso la consapevolezza e la mobilitazione dei lavoratori, e di tutto il movimento che si batte contro la natura guerrafondaia del processo di globalizzazione.
Chiediamo la possibilità per tutti i lavoratori in forma non discriminatoria, di sesso, di razza, di religione, di poter decidere circa la loro responsabilità sulla finalità della loro produzione, di avere garantita una vita dignitosa indipendentemente dalla prestazione lavorativa (reddito di cittadinanza). In particolare occorre sia riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza alla produzione militare e dunque la garanzia del mantenimento del posto di lavoro degli obiettori.Chiediamo, infine, trasparenza, e dunque l'assicurazione della possibilità da parte della società civile di poter esercitare un reale controllo sulle norme e gli indirizzi operativi relativamente a: UEO e PESC - RAPPORTI ONU - CONTROLLO EXPORT ARMI (legge 185/90) - TRIBUNALI INTERNAZIONALI E TUTELA DIRITTI - STAZIONE SPAZIALE CIVILE INTERNAZIONALE - SICUREZZA NUCLEARE - ORGANIZZAZIONE E PERSONALE MILITARE - NATO E PARTENARIATO PACE - MISSIONI MILITARI ALL'ESTERO - COMPARAZIONE NEL CAMPO DEGLI ARMAMENTI E DELLA DIFESA MILITARE - CONTROLLO PARLAMENTARE SU QUESTIONI MILITARI - BILANCI DI PREVISIONE DELLO STATO, ART. SPESE DIFESA negoziati: LIMITAZIONE O MESSA AL BANDO ARMAMENTI - INIZIATIVE OSCE
30.1.2002